Report di valutazione della situazione dei diritti umani
nel periodo gennaio - marzo 2003

Associazione Diritti Umani

Nel periodo considerato non ci sono stati sviluppi positivi nell'ambito della tutela dei diritti umani. Analogamente nessun passo in avanti si è fatto nella lotta contro la tortura. Le norme riguardanti la libertà di espressione vengono interpretate ancora in modo restrittivo dalle pubbliche autorità.
Nel corso del 2002 sono state approvate importanti riforme legislative, attraverso l'adozione dei diversi pacchetti di norme, emendanti quelle precedenti: il primo pacchetto, adottato il 6 febbraio, il secondo pacchetto, adottato il 26 marzo e il terzo pacchetto, del 3 agosto 2002.
Le riforme hanno riguardato le seguenti leggi:
Codice Penale Turco, Legge sulla lotta e la persecuzione del crimine di Smuggling (favoreggiamento all'immigrazione clandestina), Codice Penale Militare, Legge sulla lotta al terrorismo, Codice di Procedura Penale, Legge sul procedimento amministrativo, Legge sull'istituzione dei Tribunali per la sicurezza nazionale e sul relativo procedimento, Legge sulla Stampa, Legge sull'istituzione e la diffusione radiotelevisiva, Legge sulle Associazioni, Legge sulla libertà di riunione e manifestazione, Legge n. 657 sul personale civile, Legge sull'amministrazione provinciale, Legge sui diritti e i doveri della polizia, Legge sui partiti politici, Legge sull'educazione e l'insegnamento delle lingue straniere, Legge sul direttorato generale per le fondazioni e sulle fondazioni.
Tra le riforme, l'abolizione della pena di morte in tempo di pace,l'introduzione dell'insegnamento nell'ambito di corsi privati di lingue parlate in Turchia diverse dal turco, l'abolizione della frase "lingue legalmente proibite" ricorrente in molte leggi, restrizione del periodo di custodia a quattro giorni, la possibilità per le fondazioni di avere beni di proprietà e la possibilità di avere un riesame della decisione giudiziale a seguito del pronunciamento della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo.
Alcune delle leggi emendate nel 2002 sono state nuovamente oggetto di modifiche con il quarto pacchetto di leggi d'armonizzazione, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 2 gennaio 2003. La prima cosa da evidenziare è la tendenza seguita dal processo di revisione legislativa.
Nel corso del processo di revisione gli articoli di alcune leggi sono stati modificati più volte. Per esempio, l'articolo 159 del Codice Penale Turco è stato incluso sia nel primo, sia nel secondo pacchetto di riforme; l'art. 327 del Codice di Procedura Penale e l'art. 445 della Legge sul procedimento amministrativo sono compresi nel terzo e nel quarto pacchetto di riforme; l'art. 16 della Legge sui Tribunali per la sicurezza nazionale compare nel primo e nel quarto pacchetto; l'art. 1 della Legge sulle fondazioni nel terzo e nel quarto; gli artt. 5 e 6 della Legge sulle associazioni nel terzo e nel quarto. L'esempio più significativo riguarda gli articoli 11 e 12 della Legge sulle associazioni; questi due articoli sono stati aboliti dal secondo pacchetto di riforme del 26 marzo 2002, reintrodotti con il terzo pacchetto e nuovamente aboliti con il quarto.
Questo dimostra una scarsa volontà sia di prendere una posizione chiara e definitiva riguardo ai diritti umani e alla democrazia, sia che alcuni emendamenti sono solo di facciata. Non c'è infatti altra spiegazione per giustificare questa serie di modifiche in un lasso di tempo così breve.
Un altro metodo seguito durante questo processo è stato la limitazione dei diritti riconosciuti dalla legge, attraverso disposizioni legislative minime. In questo senso possono farsi due esempi; uno riguarda l'insegnamento, nei corsi privati, di lingue diffuse in Turchia e diverse dal turco. Il regolamento preparato dal Ministro dell'Educazione relativo a tale possibilità è un esempio di come un diritto riconosciuto dalla legge sia, di fatto, inutile. Le disposizioni contenute nel regolamento prevedono edifici separati, procedure e qualifiche separate per il personale docente, con la conseguenza che non è stata presentata alcuna richiesta di avvio di un corso da quando l'emendamento è stato introdotto (6 mesi).
Il secondo esempio riguarda il regolamento relativo alla diffusione di programmi radiotelevisivi in lingua diversa dal turco, approvato dall'Alto Consiglio (RTÜK). Il RTÜK, riconoscendo tale possibilità solo alla Televisione e alla Radio di Stato (TRT) ha creato un monopolio delle lingue parlate, escludendo radio e televisioni private. Il RTÜK ha delegato i poteri ad un'istituzione, non prevista dalla legge e non soggetta alla supervisione della RTÜK stessa. Inoltre, sono state fissate restrizioni temporali alla diffusione; in Turchia ci sono 26 lingue locali: la restrizione temporale concede due ore alla settimana alla diffusione televisiva e quattro ore alla settimana a quella radiofonica, limitando l'esercizio di tale diritto.
Riguardo alla tortura, benché siano stati fatti importanti passi in avanti, occorre comunque fare delle precisazioni. Il paragrafo 4 dell'art. 16 della Legge su Tribunali per la sicurezza nazionale che impedisce al sospettato di vedere il suo avvocato nelle prime 48 ore del fermo è stato abolito dal quarto pacchetto di riforme. Quindi, il sospettato, detenuto in base al mandato dei Tribunali per la sicurezza, è ora in grado di vedere il suo avvocato. Tuttavia, secondo la legge turca, la possibilità di vedere un avvocato e il diritto di beneficare della sua consulenza sono disciplinate da differenti disposizioni. La procedura di prendere le deposizioni di un sospettato detenuto con l'accusa di aver commesso un crimine di competenza dei Tribunali per la Sicurezza non deve essere condotta in presenza dell'avvocato. Questo perché emendamenti alla Legge n. 3842 disciplinante il processo penale entrata in vigore nel 1992 escludeva i crimini sotto il mandato delle Corti Statali di Sicurezza prescritti dall'art. 31 della legge. Al fine di assicurare il giusto processo, il diritto alla difesa e il diritto alla sicurezza personale, l'art. 31 della citata legge di procedura penale dovrebbe essere abolito.
Nell'attività di monitoraggio condotta dall'Associazione per i Diritti Umani, particolare attenzione è stata riservata alla libertà di espressione e alla proibizione della tortura.
Secondo l'Associazione per i Diritti Umani, 594 persone nel 1999, 594 nel 2000, 862 persone nel 2001 e 376 persone nel 2002 sono state vittima di torture o maltrattamenti. Negli ultimi 4 anni le persone torturate sarebbero quindi 2926, 2 persone al giorno.
Il Ministro degli Interni, Mr. Cemil Çicek, nella sua risposta ad un'interrogazione parlamentare effettuata dal deputato del CHP, Yakup Kepenek, ha affermato che negli ultimi tre anni, un totale di 4600 persone ha denunciato di aver subito torture. Questi dati coprono solo i casi in cui le vittime hanno avuto il coraggio di sporgere denuncia. Tuttavia, nell'80% dei casi le denunce di tortura non vengono trattate in sede giudiziaria e rimangono impunite.
Riguardo alla libertà di espressione, secondo i dati dell'Associazione per i Diritti Umani, nel 1999, 166 persone sono state processate per aver espresso il proprio pensiero. Nel 2000 questi casi sono saliti a 468, nel 2001 a 3473 e a 2498 nei primi mesi di quest'anno.
Il problema della libertà di espressione potrà considerarsi risolto quando i pubblici ministeri e i giudici turchi inizieranno ad applicare gli standard della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Tuttavia, è necessario prestare attenzione ad un'inaccettabile pratica legale.
Nel campo della libertà di espressione, quando un articolo ha guadagnato una cattiva reputazione, lo stesso viene sostituito nella pratica da un altro articolo presente nella legislazione, come già osservato nel caso del passaggio dall'art. 8 della Legge contro il terrorismo all'art. 312 del Codice Penale Turco. L'art. 169 del Codice Penale Turco è un altro esempio. Questo articolo che prevede il crimine di sostegno a organizzazioni illegali è applicato ad individui che presentano una petizione o fanno un discorso nell'ambito di una conferenza o di una riunione. Per questo, ad esempio, il comitato esecutivo della sede di Ankara dell'Associazione per i diritti umani sono sotto processo da tre anni a causa del loro lavoro sulle carceri e sulle morti per digiuno. La presidente della sede di Istanbul, Kiraz Biçici, che ha descritto le operazioni militari del 19 dicembre come un massacro, è stata condannata a 3 anni e 9 mesi di prigione.
Lo stato di emergenza è stato eliminato anche nelle ultime due province e quindi dal novembre 2002 il periodo di 24 anni di governo della regione con un regime straordinario è terminato. Tuttavia rimane una sua attuazione di fatto. L'introduzione del "Coordinatore governativo" è illegale. Cambiare il nome delle cose non significa mutarne la natura. Negli stati di diritto le autorità amministrative vengono identificate dalla Costituzione o dalla legge, non da circolari o da trasferimenti di autorità ministeriali.
Pertanto, la nomina da parte del Ministro dell'Interno di un "Coordinatore del governo" per la Regione non è conforme alla legge.
Una delle pratiche più dure esistenti durante l'applicazione dello stato di emergenza era la pratica degli sfollati interni forzati. Secondo fonti governative, al novembre 2002, un totale di 51.000 cittadini ha fatto ritorno nei villaggi di origine. Comparando questo dato con le statistiche ufficiali, che segnalano la presenza di 500.000 sfollati interni, emerge che esso rappresenta solo il 10% del totale. Secondo le statistiche ufficiali, i villaggi "espropriati" sono stati 3428, tuttavia, secondo l'Associazione per i Diritti Umani il numero esatto sarebbe 3688, per un totale di 3 milioni di sfollati interni.
Un altro problema è rappresentato dai guardiani di villaggio. Al momento sono presenti 60.000 guardiani di villaggio. La mancata eliminazione del sistema dei guardiani di villaggio è uno dei principali ostacoli al ritorno nei villaggi, assieme al problema dei territori minati.
Dopo le operazioni militari condotte il 19 dicembre 2002 in 20 prigioni, i decessi dovuti allo sciopero della fame sono continuati e molte persone hanno perso la vita. Le prigioni di tipo F che prevedono condizioni di isolamento, continuano ad essere utilizzate.
Le condizioni di isolamento dei prigionieri sono tornate ad essere oggetto di attenzione con il caso di Abdullah Öcalan, in isolamento sull'isola di Imrali, in condizioni di confino solitario. All'impossibilità da parte di Öcalan di vedere i suoi legali e i membri della sua famiglia, si sono aggiunti negli ultimi tre mesi altri problemi. Öcalan dovrebbe poter beneficiare di migliori condizioni legali.
Il 3 novembre 2002 si sono tenute le elezioni, sulla base delle preesistenti regole anti - democratiche contenute nella legge sul sistema elettorale e sui partiti politici. Molti cittadini non hanno potuto esercitare i loro diritti politici a causa delle pene comminate per aver espresso il loro pensiero.
Le leggi relative all'indipendenza e all'imparzialità del sistema giudiziario non sono entrate in vigore e non ci sono stati sviluppi nel campo della supremazia delle autorità civili, tanto che l'art. 11 della Legge sui Tribunali Militari relativo ai processi di civili nelle corti militari non è stato abolito.