Iraq. Un altro mese agli ispettori?

25.1.2003 - Baghdad. La diplomazia internazionale è in fibrillazione per il rapporto degli ispettori Onu che sarà presentato lunedì 27 gennaio. Gli Stati Uniti, che nel frattempo hanno più volte screditato le ispezioni Onu dichiarando di avere le famose 'prove certe' di violazioni da parte irachena - peraltro mai rivelate-, cercheranno senza dubbio nelle pagine del dossier le prove per giustificare l'attacco all'Iraq.
Ma, intanto, molti Paesi - Germania e Francia in testa - chiedono più tempo per le ispezioni e invitano Washington ad evitare decisioni unilaterali.
Le pressioni in questo senso potrebbero avere ottenuto dei risultati. Secondo fonti vicine alle Nazioni Unite, infatti, gli Stati Uniti potrebbero 'concedere' agli ispettori per il disarmo dell'Onu almeno un altro mese.

In questo quadro si inserisce la posizione cauta della Turchia, paese strategico per eventuali attacchi all'Iraq. Il primo ministro turco Abdullah Gul, a Davos per il World economic forum, ha detto oggi che la guerra in Iraq puo' ancora essere evitata. Gul ha ricordato poi l'impatto negativo che la guerra del golfo del 1991 ebbe sull'economia della Turchia, un motivo in piu' per auspicare che il conflitto venga evitato. Il premier turco ha tenuto inoltre a sottolineare che Ankara non ha ambizioni di conquista del territorio iracheno. ''Ripeto - ha detto - che l'integrita' territoriale (dell'Iraq) e' importante, la Turchia non vuole territorio dai suoi vicini, non vogliamo vedere l'Iraq diviso''. Quanto alla questione della concessione da parte di Ankara delle proprie basi agli Stati Uniti e a un'eventuale invasione da parte delle truppe Usa passando sul territorio turco, in caso di guerra, Gul non ha dato risposte e si e' limitato a dire che tali questioni saranno affrontate in parlamento.