Quel muro rappresenta tutta la crudeltà dell'occupazione
La denuncia di H. G. Meyer, ebreo tedesco della Federazione EJJP - Ebrei Europei per una pace giusta
Intervista a cura di Sveva Haertter
Agosto 2003Hajo G. Meyer nasce nel 1924 a Bielefeld in Germania. Nel 1939 fugge in Olanda con un "Kindertransport" ed inizia una lunga trafila che va dai campi profughi al lavoro come bracciante e poi come meccanico. Nel 1943 riesce a sostenere gli esami di maturità, si nasconde, ma nel marzo del 1944 viene catturato e deportato ad Auschwitz. Riesce miracolosamente a sopravvivere e tornato in Olanda si laurea in fisica teorica. Diventa direttore della ricerca in una grossa azienda olandese. Dal 1984 è in pensione, lavora come liutaio e da due anni è attivo come pubblicista. Hajo fa parte del gruppo olandese "Een Ander Joods Geluid" (un'altra voce ebraica), uno dei gruppi che compongono "European Jews for a Just Peace" (EJJP). Durante l'incontro del marzo scorso a Bruxelles, Hajo era il più acceso sostenitore della necessità di un intervento di EJJP per denunciare la strumentalità delle accuse di antisemitismo rivolte contro chiunque critichi la politica del governo israeliano.
d. Cosa pensi dell'esito dell'incontro tra Bush e Sharon? Bush inizialmente chiedeva di interrompere la costruzione del muro, invece è passata la linea di Sharon.
r. Sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere. Tutto questo parlare di Road Map sembra un circo. Non ha niente a che vedere con la realtà dei fatti, con la dura realtà che vivono gli israeliani ed i palestinesi. Soprattutto i palestinesi.
d. Di recente sei andato di persona a vedere il muro che è in costruzione.
r. È terribile. Vedi larghe strisce di terreno dove sono stati abbattuti ulivi secolari a centinaia, distrutti gli impianti di irrigazione. È incredibile quello che succede e la crudeltà in cui si manifesta l'occupazione. Pensa a quegli schifosi dei coloni che non si degnano nemmeno di costruire fogne per la propria merda e la scaricano direttamente nei wadi palestinesi. Sono barbari. E della peggior specie.
d. Durante l'incontro pare che Sharon abbia detto che per fare dei buoni vicini, prima di tutto ci vuole un buon recinto.
r. Ma non se serve ad appropriarsi di metà del giardino dell'altro e magari anche di un pezzo della sua casa! Così si diventa nemici per l'eternità. Se il muro seguisse un percorso rettilineo a ridosso della linea verde e servisse veramente a garantire la sicurezza potrebbe anche andare, ma in realtà serve ad isolare le città palestinesi e ad annettere gli insediamenti ad Israele. Espropriare terre e pozzi non c'entra niente con la sicurezza. Queste cose vanno dette con chiarezza e denunciate.
d. Ma c'è chi accusa di antisemitismo coloro che criticano le scelte del governo israeliano.
r. Questa è la più grossa sciocchezza della storia mondiale! Per 2000 anni gli ebrei sono stati odiati per il solo fatto di esistere. Le teorie razziali servivano a dimostrare che gli ebrei erano intrinsecamente cattivi, gli ebrei e tutto quello che facevano. Hitler li accusava di tutto e del contrario di tutto, di essere capitalisti e di essere bolscevichi. Ricordo quando prendevamo il tram con mio padre e lui diceva "Bambini parlate piano, altrimenti la gente dice che gli ebrei fanno sempre casino." Il poveretto non pensava al fatto che appena iniziavamo a parlare sottovoce, la gente diceva "Questi ebrei! Hanno sempre qualcosa da nascondere!" Questo è il vero antisemitismo e non ha nulla a che fare con Israele. Israele è vicino agli USA che sono la più grossa potenza in assoluto ed Israele stesso è una potenza mondiale. Usare strumentalmente accuse di antisemitismo per tacitare critiche contro la sua politica significa abusarne per eliminare il diritto di mettere in discussione le scelte di uno dei Paesi più potenti del mondo.
d. Ma esiste anche un modo sbagliato di criticare Israele, a volte si sentono cose che rasentano l'antisemitismo o che risultano semplicemente provocatorie. Cosa pensi ad esempio delle equiparazioni con il nazismo?
r. So di cosa parli e devo confessarti che il paragone non mi turba più di tanto. Il problema è che la maggior parte delle persone, quando sentono parlare di nazismo pensano ai campi di sterminio. Ma il nazismo non è stato solo questo. Quando vedo i palestinesi in fila ai check-points penso sempre a tutte le angherie e umiliazioni che ho subito da ragazzo in Germania ben prima di essere deportato.
d. A Bruxelles abbiamo discusso molto del boicottaggio. Molti erano contrari perché gli ricordava lo slogan nazista "Kauf nicht beim Juden".
r. Non penso che il boicottaggio sia una questione centrale. E poi è complicato, ci vuole tempo. Personalmente compro prodotti israeliani solo quando non trovo alternative. Per il Sud Africa è stato uno strumento importante, ma si tratta di porre delle priorità. Per esercitare una pressione reale è molto meglio la sospensione del trattato di associazione UE-Israele.
d. Qui in Italia un'associazione ha manifestato davanti ad un supermercato a sostegno del boicottaggio. Per attirare l'attenzione c'era una bambina su una croce.
r. No, questo proprio no! È inaccettabile! È un uso orrendo degli stereotipi più schifosi dell'antisemitismo. Che c'entra lo stato di Israele con Gesù? Questo è un chiaro esempio dell'antisemitismo che ti ho descritto prima. Il peggiore.
d. Quindi esistono modi "giusti", utili, di criticare Israele e di impostare campagne a sostegno del popolo palestinese, e modi sbagliati.
r. Te lo spiego così: tutti i cavalli bianchi sono cavalli, ma non tutti i cavalli sono bianchi. Tutti gli antisemiti criticano Israele (magari non in pubblico), ma non tutti quelli che criticano Israele sono antisemiti. Per una critica efficace e seria, parlare dei fatti basta e avanza. Succedono cose terribili, crimini di guerra, violazioni dei diritti umani. Queste sono le cose da denunciare con forza, prendendo le distanze dalla politica di Sharon. La critica serve e deve essere visibile, pubblica.
Chi tace acconsente.