Il dovere di disobbedire ad un crimine
Intervista ad Albino Bizzotto, sacerdote dei Beati Costruttori di Pacealtremappe: Come nasce la partecipazione dei Beati Costruttori di Pace alle azioni di disobbedienza civile dei giorni scorsi di blocco dei treni carichi di attrezzature dirette alla base americana di Camp Darby?
Bizzotto: Da una telefonata abbiamo saputo che c'era questo treno in allestimento a Grisignano di Zocco e quindi siamo andati insieme a tutti gli altri. Come Beati Costruttori di Pace abbiamo una pratica che attuiamo ormai da anni di affrontare le contraddizioni laddove si trovano: la non violenza per noi è intesa come affrontare ed entrare nel conflitto, anche in conflitto armato tentando di riportare il tutto alla realizzazione dei diritti umani al servizio della comunità.
È stato fatto un gran parlare in questo momento sulla legalità e che non ci può essere pace senza legalità: noi siamo d'accordo con questo, a patto che si stabilisca che cos'è la legalità.
Ora ci troviamo di fronte ad una realtà che di fatto concorre alla preparazione e alla organizzazione della guerra, una guerra che, proprio per quanto concerne la uccisione degli innocenti -che sono già ampiamente preventivati-, è un crimine.
Io sono esterrefatto nel sentire questi editorialisti, che non hanno mai messo piede in una zona di guerra, che sentenziano su una piccolissima illegalità che è stata addirittura derubricata dai reati ed è diventata una sanzione amministrativa e che diventa l'oggetto principale del loro contendere.
Faccio notare che noi ci siamo seduti sui binari solo dove si trovava il convoglio militare, non abbiamo né disturbato, né interrotto in servizio civile, ma semplicemente abbiamo tentato di bloccare o per lo meno di rallentare il convoglio militare, facendo una doppia azione: la prima il mettere in evidenza che quanto stava accadendo avveniva nel silenzio e l'omertà delle istituzioni che non hanno mai reso conto ai cittadini delle scelte che fanno; e la seconda il denunciare che questo atto rappresenta una illegalità molto più grande perché ogni guerra comporta la sospensione di tutte le leggi normali.altremappe: Secondo te quindi questa è una pratica che dovrebbe appartenere anche a tutti i cristiani conseguenti?
Bizzotto: Infatti sono rimasto veramente stupito che il presidente delle Acli, Luigi Bobba, si sia dissociato: io l'ho sentito parlare di Tonino Bello e di don Milani a proposito dell'obiezione di coscienza, ma quando arriva il momento di farla questi predicano agli altri perché la fanno e loro si dissociano. Sono scandalizzato da questo comportamento. E poi devo dire che la domenica seguente a quelle azioni, durante la celebrazione dell'eucarestia nelle due parrocchie di Padova dove faccio servizio, sono venute molte persone a ringraziarmi e ad incoraggiarmi, a chiedermi di continuare perché questo rimane un punto di riferimento importante per tutti.
altremappe: Come leggi la distanza presa da alcune forze della sinistra o sindacali da queste azioni?
Bizzotto: Vorrei prima di tutto valorizzare quelli che si sono esposti: perché lì a Grisignano c'erano il segretario della Cgil di Vicenza e quello di Padova, insieme a molti iscritti alla Cgil che erano lì insieme a molte associazioni per la pace. Credo che sia un dibattito in corso, perché ho visto che anche i portuali di Livorno, in una assemblea, hanno detto che non collaboreranno a caricare le armi e questo significa sempre di più che le spinte che ci sono dal basso sono di una forte determinazione contro questa guerra.
Penso che queste forze vogliano in qualche modo mantenere la possibilità di valorizzare altri strumenti, come lo sciopero generale, e di farlo unitariamente con le altre forze sindacali.
In ogni caso torno ora da una affollatissima assemblea di rappresentanti delle Rsu qui a Padova che, all'unanimità, hanno votato sia per lo sciopero che per l'interruzione immediata dal lavoro nel caso venisse una decisione di guerra e c'è una solidarietà e una condivisione straordinaria delle azioni che abbiamo fatto.
L'altro ieri alla stazione di Padova insieme ai Disobbedienti c'erano donne, bambini, pensionati -ho fatto un grande appello ai pensionati dicendo che sono andati in pensione dal loro lavoro dipendente, ma non dal loro impegno civile e che anzi loro hanno maggiore libertà e possibilità, invitandoli a buttarsi in questa battaglia con determinazione- e c'è stata una risposta cordiale e corale.
Se i Disobbedienti sono quelli che si caratterizzano per questo tipo di azioni, oggi finalmente mi pare che questa stia diventando una modalità della società civile nel suo complesso: la cosa che credo disturbi di più in questo momento è che non si possono attribuire ad un solo gruppo le varie parole di no alla guerra e di sì alla pace che vengono pronunciate ai vari livelli.altremappe: Continuano ad arrivare notizie di movimentazione di attrezzature e presumibilmente di armi che viene fatta in maniera anche abbastanza misteriosa, un esempio è quello della denuncia dei lavoratori dell'aeroporto di Fiumicino. Voi pensate che continuerete con le azioni di blocco e di disturbo?
Bizzotto: Si vergognano di quello che stanno facendo e lo devono fare di soppiatto e imbrogliando la società: il tutto avviene con il silenzio e la mancanza di assunzione di responsabilità delle istituzioni. E questo di fronte a un crimine che viene compiuto anche a nome mio, perché la guerra è solo crimine.
Nessuno parla di tutti i morti che sono messi nel conto, questi sono gli effetti collaterali: le persone sono lo sbaglio, sono le armi che sono intelligenti oggi. Credo che in un mondo in cui invece noi siamo convinti che sono le persone a fare la storia, bisogna battere proprio questi interessi che vengono coperti con tanti nomi -democrazia, libertà-. Su questo d'altra parte il Vaticano è stato chiarissimo: la guerra preventiva è solo guerra di aggressione che non è né giuridicamente né moralmente giustificabile.Non è possibile manifestare in milioni e poi di fronte a fatti che si stanno compiendo sotto i nostri occhi rimanere a guardare: non violenza non è rimanere a guardare; non violenza significa che affronto senza la violenza, ma affronto la contraddizione. Io ho imparato a camminare anche in mezzo ai carri armati. A quelli che dicono che i pacifisti sono degli utopisti dico solo che è drammatico pensare come per certi opinionisti che non hanno mai visto nessuna realtà di guerra, il realismo politico sia concepito semplicemente nella capacità di uccidere le persone, mentre venga considerato utopia il coraggio di quelli che vanno anche disarmati in mezzo al teatro di guerra, anche davanti ai cannoni. Questi sono definiti utopisti: io rovescerei la cosa.
E poi c'è un'altra cosa per me fondamentale: la sorgente del diritto sono le persone, non le istituzioni. E allora sono le istituzioni che devono adeguarsi alle leggi e ai doveri delle persone non viceversa. Oggi si sta chiedendo alle persone di adeguarsi alle istituzioni e questa è ormai una cultura del diritto che deve essere rovesciata.altremappe: Cosa pensi dell'ipotesi, ventilata dal governo, di prevedere una operazione 'Arcobaleno 2', l'invio cioè di aiuti umanitari in caso di guerra nei territori sottoposti a bombardamenti? C'è un precedente molto significativo, quello della guerra del Kossovo del '99 dove molte organizzazioni non governative accettarono i finanziamenti del governo per andare a portare aiuto nelle zone bombardate dallo stesso governo italiano: oggi molte ong si sono dichiarate non disponibili a ripetere questa ipocrisia
Bizotto: Tutte le ong italiane hanno già dichiarato che rifiuteranno qualsiasi appoggio dello Stato per fare questo tipo di azione e che non accetteranno di collaborare con il governo in nessun modo per queste operazioni. Fare la guerra per poi portare gli aiuti: questo è un orrore dal punto di vista dell'etica e della correttezza nei rapporti con gli altri.
Tutte le ong hanno già fatto questa dichiarazione, anche memori dell'esperienza del '99.28.2.2003