L'illegittimità del segreto sulle servitù militari italiane
Intervista a Falco Accame*, ex ammiraglio presidente dell'Associazione Nazionale Vittime Arruolate nelle Forze ArmateSulla questione degli accordi internazionali segreti
altremappe: Sulla vicenda dei convogli carichi di attrezzature dirette alla base americana di Camp Darby 'disturbate' dall'azione di cittadini disobbedienti, pensi che ci sia una violazione di norme sulla sicurezza dei cittadini perpetrata dalle istituzioni che hanno permesso questi passaggi?
Accame: Sulle azioni condotte dai pacifisti in questi giorni -premesso che si debbono sempre tenere in considerazione le esigenze dei pendolari che utilizzano quotidianamente i treni- penso che finalmente ci sia stata un'azione importante, non tanto per i fini immediati di queste azioni, perché anche coloro che hanno fatto queste dimostrazioni potevano immaginare che i treni comunque -anche se con ritardo- sarebbero arrivati a destinazione. Penso che le avremmo dovute fare già da 50 anni queste azioni, anche se ovviamente è positivo che si cominci adesso.
Credo che siano importanti perché sono azioni che sensibilizzano l'opinione pubblica e i parlamentari che dovrebbero occuparsi di queste cose sul problema di fondo, che è il problema di conoscere che cosa dicono i trattati che sono stati firmati di nascosto dal Parlamento dai vari governi sulla cessione delle basi.
Su questa materia esiste una confusione incredibile derivata dal fatto che, a mio parere del tutto illegittimamente, i governi non hanno messo al corrente il Parlamento con la scusa che i trattati internazionali possono sfuggire al dovere di essere resi noti all'assemblea parlamentare.altremappe: Ecco, a questo proposito, ma le basi americane in Italia quante sono realmente e a quali regole sarebbero sottoposte?
Accame: Anche su questo esiste una grande confusione. Perché se prendiamo ad esempio una base come quella di Aviano (Pordenone), che è molto importante ed è quella dalla quale sono partiti tutti i raids aerei che sono stati fatti in Bosnia, questa base da una parte figura come una base Nato alle dipendenze della 5° Ataf (Forza aerotattica Nato di Vicenza che è tradizionalmente al comando di un generale italiano), ma in pratica però questa è una base Usa ed infatti ha come comandante un colonnello dell'aeronautica americana.
Noi non conosciamo esattamente quali sono i rapporti di dipendenza del comandante italiano dalla Nato e dagli Usa, perché non conosciamo con quali clausole è stata ceduta questa base.
Questa confusione si è già evidenziata nella guerra condotta contro la Bosnia e riguarda anche la questione dell'uranio impoverito in Bosnia, perché gli aerei che sono partiti da Aviano negli anni '95, '96, '97 per la Bosnia hanno usato l'uranio impoverito e il governo italiano ha negato per almeno un anno di essere a conoscenza dell'uso di questa sostanza nei raids aerei.
In realtà a tutti i raids aerei seguono dei rapporti di volo nei quali i piloti debbono dichiarare le armi che hanno usato e dove, quindi il comandante della base -che è italiano- doveva essere a conoscenza perfetta di tutta l'opera di bombardamento anche con uranio impoverito, mentre il governo italiano -quando ci fu il primo caso di un militare ammalatosi a causa dell'uranio impoverito-, dichiarò che questo non era stato usato. Dopo un anno di negazioni ha dovuto ammettere che invece era così.
Questo proprio perché non si conoscono nemmeno le relazioni di dipendenza del comando italiano della base dagli americani: quando ci fu il caso della funivia del Cermis, in cui fu tranciato il cavo da un velivolo americano uccidendo 19 persone, anche lì fu verificata questa totale mancanza di conoscenza della realtà. Allora, infatti, gli ordini di operazione, che erano ordini assolutamente illegittimi perché contravvenivano le norme italiane delle quote minime di volo, erano passate attraverso il comando italiano: quindi è vero che la colpa era degli aerei americani che si erano abbassati a una quota di 300 piedi mentre la quota minima autorizzata dal piano di volo doveva essere di 500, ma in realtà la quota minima consentita dalla legislazione italiana doveva essere di 2000 piedi. Questo significa che già gli ordini di volo, autorizzando dei tratti a 500 piedi, avevano trasgredito quelle che erano le norme nazionali.
Come sappiamo su questo gravissimo episodio poi nessuna responsabilità è stata mai accertata. Addirittura alle famiglie delle vittime del Cermis la commissione difesa del governo italiano ha stanziato 76 miliardi -ossia 4 miliardi per ogni vittima- che è una cifra molto elevata rispetto ai mancati risarcimenti alle centinaia di famiglie che hanno perso i loro figli nel servizio militare.altremappe: quindi c'è stato un trattamento molto diverso, quasi un inspiegabile 'trattamento privilegiato'
Accame: Sì, perché se è vero che la vita di una persona è difficilmente monetizzabile, 4 miliardi sono comunque tanti se si pensa che l'assicurazione di un aereo si attesta sui 30 milioni. Quindi anche questo particolare ci indica l'esistenza di regolamenti che non conosciamo.
altremappe: Questo per quando riguarda una base ufficialmente Nato. Ma le basi Usa come ad esempio Enderle, Camp Darby o Maddalena?
Accame: Quella di Maddalena è la più importante. È una base di sommergibili atomici, oggi in grande ampliamento, che fu ceduta nel '72 -ministro degli esteri era il ministro Medici-: quando sono stato presidente della commissione difesa mi interessai della problematica delle norme della cessione della base di Maddalena, anche per ragioni di monitoraggio delle radiazioni atomiche, cercando di capire chi fosse responsabile della rete di monitoraggio. Insieme alla commissione difesa, all'incirca nel '76 o '77, facemmo un sopralluogo nella base e naturalmente scoprimmo che non funzionava assolutamente niente della rete di monitoraggio. E ovviamente non fu possibile risalire nemmeno a delle precise responsabilità perché non fu possibile conoscere con quali norme è stata fatta la cessione di questa base agli Usa, non sappiamo nemmeno chi ha firmato il contratto di cessione della base: se sono stati dei ministri degli esteri o semplicemente dei militari.
A tutt'oggi non sappiamo nulla non solo del contenuto del contratto, ma nemmeno delle modalità formali di questo contratto. Il triste è che in Parlamento in tutti questi anni non c'è mai stato un risveglio di coscienza nazionalistica per cui qualcuno chiedesse di sapere il contenuto della cessione di un tratto di territorio nazionale.
Allora io penso che quando si parla, come in questo momento, della questione dei trasporti sui treni o sugli aerei di attrezzature militari americane, prima di parlare di legittimità o illegittimità ci si dovrebbe preoccupare di conoscere quali sono i protocolli che regolano questi trattati.
Io spero che adesso qualcuno lo faccia.
Bisogna dire che finora con tutti i governi di centro-destra non è stato mai fatto, con i governi di centro-sinistra ancora meno, anzi purtroppo lo scorso governo di centro-sinistra è quello che ha fatto le concessioni più incredibili: quel governo è quello che ha fatto la guerra in Kossovo, guerra che -diciamocela tutta- è stata fatta anche sotto la spinta del Vaticano che era molto favorevole a questa 'ingerenza umanitaria'; e questa è stata una delle guerre che, dal punto di vista dei diritti umani, è stata una delle più lesive dei diritti umani: ci sono stati bombardamenti mirati ad ambasciate -ricordiamo tutti l'ambasciata cinese, colpita e distrutta durante un bombardamento Nato-.
Sempre con il governo di centro-sinistra è stata approvata l'incredibile legge che permette il segreto di 50 anni su tutte le vicende legate ai servizi segreti: anziché abolire il segreto di stato, l'hanno elevato a 50 anni. Quindi è evidente che con questi governi nessuno si sia preoccupato di imporre con forza la questione della conoscenza delle clausole che regolano i trattati.altremappe: E questo comporterebbe l'abolizione di un segreto che ancora persiste sui protocolli d'intesa sulle basi?
Accame: Io credo che questo segreto persista in maniera illegale. Lo disse addirittura nel '95 l'allora ministro della Funzione Pubblica Giovanni Motzo, un giurista che era un grande esperto di cose militari, che in un convegno e in una successiva intervista rilasciata all'Avvenire, dichiarò che il mantenimento del segreto su questi trattati era illegale.
Questa, secondo me, dovrebbe essere l'azione più importante che anche i movimenti che si sono mossi in questo momento dovrebbero fare: finalmente far sì che si conoscano quali accordi l'Italia ha preso all'insaputa di tutti, quindi se il trasporto da e per le basi come quella di Camp Darby, è un traffico che è soggetto a sanzione o è stato considerato legittimo da questi trattati.
Posso solo ricordare quello che disse Giuliano Amato quando era presidente del consiglio durante la guerra del Golfo del '91. Durante una seduta del Parlamento nella quale si discuteva su alcune casse di armi ritrovate che portavano la sigla 'IRAN': Amato dichiarò che quella sigla non voleva indicare -come tutti pensavano- lo stato dell'Iran, ma significava 'Inspect and Repear As Necessary'. Cioè si sarebbe trattato di pezzi inviati per essere riparati: ora, al di là dell'ilarità che provocò questa dichiarazione, la questione venne chiusa lì e nessuno si è mai preoccupato di verificare se si trattasse davvero di spedizioni di armi per chi e dove.
Sappiamo che dal porto di Telamone (in Toscana) sono partite armi per tutto il mondo -per il Sudafrica quando c'era l'embargo, ad esempio-, traffici che all'epoca io denunciai prendendo anche una querela da un ex dirigente dei servizi segreti.altremappe: A proposito della questione che accennavi dell'uranio impoverito, in alcune delle ispezioni fatte in questi giorni da alcuni parlamentari nelle basi di Aviano e Camp Darby è stato ammesso dai comandati che ci sono proiettili all'uranio impoverito. Pensi che questo sia un fatto grave anche per quanto concerne la sicurezza dei cittadini e del territorio circostante le basi?
Accame: E' ovvio che ammettessero che ci fossero, perché praticamente oggi tutte le armi degli Stati Uniti sono all'uranio impoverito, anche se adesso ci sono due tipi di variazioni: da una parte la marina americana sta pensando di tornare al tungsteno -forse preoccupata anche dai risarcimenti danni richiesti, visto che i proiettili navali sono di particolare pericolosità quando esplodono-, dall'altra c'è la tendenza all'uso di armi all'uranio naturale, che ha una radioattività circa 20 volte superiore all'uranio impoverito.
In un rapporto del prof. Dunatovic, che è un esperto americano di armi nucleari, pubblicato dal sito di Peacelink si sostiene che in Afghanistan sia stato usato l'uranio naturale.Ma legato a tutto questo c'è anche il problema dei poligoni, che è un altro grande problema italiano, perché anche questi sono coperti da segreto. Nei poligoni, molti paesi anche stranieri e non della Nato, gettano armi: a Teulada (in Sardegna) per esempio si tratta di armi 'tiro contro costa', quindi cannoni navali, a Salto di Quirra (sempre in Sardegna) che è un poligono terrestre, ma soprattutto aereo, avvengono dei bombardamenti.
Anche in questo caso non sappiamo che armi usano: sta di fatto che a Salto di Quirra ci sono stati casi di nascite di bambini deformi, perché una delle conseguenze dell'uranio impoverito è che produca danni sul patrimonio genetico.
Prima parlavo di paesi stranieri perché mi volevo riferire anche alle ditte straniere che operano nei poligoni: un poligono è una specie di mercato in cui ciascuno dimostra come i suoi missili sono precisi ed efficienti. Rispetto a tutto questo che modalità di controllo ci sono?
Questo sfugge completamente. È una situazione in cui le autorità civili italiane sono estromesse da quelle militari dal controllo.altremappe: Quello che descrivi è un quadro che oltre a disegnare un paese a 'sovranità limitata' sembra un paese totalmente estromesso di sovranità
Accame: A sovranità limitatissima! Non solo nei rapporti con la Nato o con gli americani, ma anche nei rapporti dei civili con le forze armate italiane. E questo riguarda tutto il problema delle servitù militari, dei poligoni: tutte zone dove non si può entrare, non si può verificare, non si può controllare.
altremappe: L'Italia secondo te è un paese più esposto oppure si tratta di una condizione diffusa anche in altri paesi d'Europa?
Accame: Io penso che questo dipenda anche dalla incapacità dei parlamentari italiani di porre questi problemi, perché si sentono tutti legati a dei carri politici che non vogliono toccare queste problematiche.
Per cui l'ambito militare è un tabù assoluto, i militari non si toccano, quello che è militare risulta fuori da ogni controllo e naturalmente questo fa sì che i nostri poligoni siano particolarmente ambiti da paesi stranieri.
La Sardegna, ad esempio, si può dire che è tutta un grande poligono; poi ci sono grandi poligoni in Puglia, nel nordest, qui nel Lazio a Monteromano o a Torre Astura (vicino Nettuno).altremappe: Anche qui abbiamo saputo che ci sono stati dei casi di malformazioni nei bambini
Accame: Infatti, perché quello è un poligono sperimentale e in questi casi si pone direttamente un problema di protezione della popolazione, perché mentre ai militari si possono fornire strumenti di protezione, questo non avviene per i civili e gli animali.
altremappe: E' notizia di oggi che anche nell'aeroporto di Fiumicino ci siano stati arrivi e partenze molto sospette di aerei senza insegne, avvenuti di notte e con scorta armata. Questo pone un ulteriore elemento di pericolo per la sicurezza della circolazione aerea, per i cittadini oltre che dei lavoratori ignari di quello che si muove intorno a loro? (il caso di Ustica è emblematico al riguardo)
Accame: Anche qui domandiamo: quali norme sottoscritte sottobanco sono state stipulate o imposte a Fiumicino per l'uso dello spazio aereo?
Torniamo al punto di prima: se noi non sappiamo quali disposizioni il governo ha approvato non possiamo dire se c'è una illegalità o meno.
E queste disposizioni, a mio parere, continuano ad essere stipulate nel solco di una tradizione che in Italia va avanti dal dopoguerra, dal '48.
E lì ci sarebbe da indagare sui codici addizionali del Patto Atlantico che, nel 2003, non conosciamo ancora.
Nessun governo fino ad oggi ha invertito la rotta, non certo quelli di centro-destra (la stragrande maggioranza), ma tanto meno il governo di centro-sinistra con il quale io speravo ci sarebbe stata una svolta.
In realtà se una svolta c'è stata è stata in peggio. Perché certamente dal punto di vista dell'appoggio all'apparato militare la peggiore amministrazione che c'è stata è stata quella di centro-sinistra, che tra l'altro ha anche fatto dei carabinieri la quarta forza armata: questo grazie a D'Alema e a Pappalardo. Questo forse perché la prostituzione non è solo un problema del centro-destra
Che i parlamentari oggi, di fronte a una nuova guerra, si diano una regolata e chiedano finalmente di conoscere il contenuto delle norme stipulate sulla testa di tutti.28.2.2003
* Protagonista in molte battaglie di denuncia dei retroscena affaristici e delle finalità antidemocratiche dellorganizzazione militare, Accame è stato ufficiale superiore di marina e in questa veste ha diretto il gruppo di Ricerca Operativa Interforze e ha rappresentato lItalia allUnesco al Congresso Mondiale sulla percezione della minaccia del 1973. Nel luglio 1975 Accame si è dimesso dal comando della nave «Indomito» per protestare contro la gestione autoritaria del potere nelle forze armate.
Eletto alla Camera dei deputati nel 1976 è stato Presidente e Vicepresidente della Commissione Difesa nonchè membro della Commissione parlamentare di inchiesta sulle commesse militari.
Accame è stato eletto anche come consigliere alla Regione Liguria e al Comune di Roma ed è stato Consigliere Nazionale della Lega Ambiente. Attualmente è presidente della Ana-Vafaf, Associazione che tutela le famiglie dei militari deceduti in tempo di pace, è vice presidente del Comitato Seagull per la sicurezza in mare e membro del Comitato per la Difesa e il Rilancio della Costituzione.
Autore di numerosi saggi e articoli, è particolarmente attivo nella denuncia del ruolo sinistro esercitato in Italia dai servizi segreti alla dipendenza degli Stati Uniti e dei cambiamenti in atto nellistituto militare per renderlo più adatto a un ruolo aggressivo dellItalia in ambito NATO sulla scena internazionale.