L'International Federation of Journalists chiede alla Commissione europea attenzione sugli attacchi alla libertà e indipendenza redazionale di alcune importanti testate televisive in Europa

"I recenti sviluppi in Francia e in Italia, paesi in cui reti pubbliche e private di primo piano si battono per l'indipendenza redazionale, mettono l'accento su una crisi crescente dei giornalisti audiovisivi" hanno dichiarato la Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ) e il suo gruppo regionale, la Federazione europea dei giornalisti (EFJ).
"Il mondo degli affari e la poltica esercitano una enorme pressione sulle forze vive del giornalismo indipendente" ha dichiarato Aidan White, segretario dell'IFJ e della EFJ "e i dirigenti europei devono prendere le loro responsabilità per proteggere i giornalisti dalle influenze nefaste".
I dirigenti della EFJ si sono riuniti a Bruxelles per discutere, tra l'altro, del conflitto di interessi del primo ministro italiano Silvio Berlusconi.
"E' urgente che tale conflitto di interessi sia risolto perché - ha dichiarato White - è inconcepibile che chi dirige un paese controlli egualmente la maggior parte dell'informazione televisiva. Questo conflitto è una minaccia costante nei confronti dell'indipendenza redazionale e per la democrazia di un paese".
Allo stesso tempo, anche in Francia è scoppiata una "battaglia" sul futuro di Canal+.
La pay tv che si è distinta per la trasmissione satirica "Les guignols de l'info" ha visto la propria redazione sottoposta pesantemente all'influenza dei grandi gruppi finanziari. Sotto la pressione di Jean-Marie Messier, magnate dei media e dirigente di Vivendi Universal, il consiglio di amministrazione di Canal+ ha liquidato il direttore Pierre Lescure. Le motivazioni finanziarie addotte sono chiaramente state prese a pretesto per tale azione che riguarda invece il professionismo e l'indipendenza della testata.
Il caso è sotto discussione del Conseil Supérieur de l'Audiovisuel e quasi sicuramente Canal+ sarà sottoposto a sanzioni se fossero riscontrate irregolarità nelle procedure che hanno portato al licenziamento di Lescure.
"Esiste un timore ben fondato che gli interessi economici tentino di mettere un freno all'indipendenza di questa catena televisiva", ha dichiarato sempre White. "Stiamo al momento esaminando, con i nostyri membri francesi, tutte le conseguenze di tali atti".
Ma anche in Spagna le cose non vanno meglio. Pesanti minacce stanno aleggiando sopra l'indipendenza redazionale in Catalogna, dove l'interferenza politica sulle radio e televisioni pubbliche sta crescendo man mano che si avvicinano le prossime elezioni. I recenti cambi in seno alla direzione di TV3 e di Catalunya Radio, e i grossolani tentativi di interferenza da parte del partito nazionalista al potere, sono comparabili con quelli che stanno vivendo Francia e Italia.
La FIJ e la FEJ si appellano alla Commissione europea perché quest'ultima esca dal suo riserbo sulla situazione italiana e svolga un'azione ad ampio spettro su tutto ciò che attiene alla libertà e indipendenza delle redazioni.
"Il silenzio della Commissione su quel che sta accadendo in Italia e sui recenti avvenimenti francesi e spagnoli, sollevano gravi timori che si sia instaurato anche nella Commisione un clima benevolo verso gli attacchi all'indipendenza delle varie testate giornalistiche", ha dichiarato la IFJ.
Ricordiamo che la IFJ rappresenta più di mezzo milione di giornalisti in 100 paesi del mondo

20.4.2002

Fonte: Informazione senza frontiere