Ancora incursioni nei territori Palestinesi e un nuovo attentato ad Haifa5.03.03 Gaza. L'ultimo fine settimana è stato di un nuovo segnato dal sangue palestinese a causa dell'ennesima incursione delle forze d'occupazione israliane. 10 civili palestinesi sono rimasti uccisi nella striscia di Gaza.
Continuano,intanto, le demolizioni di case e la rapina delle risorse idriche nella Striscia di Gaza, mentre è notizia delle ultime ore un nuovo attentato su un autobus ad Haifa, nel nord d'Israele.Pesantissimo il bilancio di 15 morti e 50 feriti.
Si parla di un kamikaze che si sarebbe fatto esplodere al centro dell'autobus.Intanto la Banca Mondiale pubblica un rapporto sulle condizioni di vita nei territori occupati. A 27 mesi dalla ripresa dell'Intifada il 60 per cento della popolazione palestinese vive al di sotto della soglia di poverta' con non piu' di due dollari al giorno. E' l'allarme lanciato dalla Banca Mondiale che ha pubblicato oggi un rapporto secondo il quale nella Cisgiordania e nella striscia di Gaza i poveri sono triplicati negli ultimi due anni, passando dai 637mila del 2000 ai quasi 2 milioni di oggi. E la situazione di coloro che erano gia' poveri prima si e' ulteriormente aggravata. Il 13,3% della popolazione di Gaza soffre di malnutrizione acuta: un livello molto vicino a quelli rilevati nello Zimbabwe (13%) e nel Congo (13,9%) Tutti gli indicatori economici della Palestina sono in picchiata: il reddito nazionale si e' dimezzato e oggi oltre il 50% della forza lavoro nei Territori e' privo di occupazione. Le esportazioni si sono ridotte del 50%, calate del 30% le importazioni. Gli investimenti sono passati dagli 1,5 miliardi di dollari del 1999 a soli 140 milioni di dollari dello scorso anno. Secondo la Banca Mondiale, che ricorda come gia' un anno fa molti osservatori temessero il collasso dell'economia palestinese, ad oggi le perdite ammontano a 5,4 miliardi di dollari, cui vanno ad aggiungersi i danni alle infrastrutture, per piu' di 720 milioni di dollari causati dal conflitto con Israele.
Ed e' proprio nel conflitto con Israele che la Banca Mondiale individua la principale causa del disastro economico palestinese. I Paesi donatori - rileva il rapporto - dovranno mantenere alta l'attenzione e versare almeno 1,1 miliardo di dollari in piu' rispetto al 2002 per l'assistenza ai Territori. Allo stesso tempo, pero', l'organismo e' convinto che la crisi non possa essere risolta solo con gli aiuti economici. ''Pur rimanendo fuori questione il legittimo diritto di Israele di difendere i propri cittadini dagli attacchi'', si legge nel Rapporto della Banca Mondiale, la ''condizione indispensabile per la stabilizzazione economica della Palestina e' un allentamento delle attuali misure di chiusura e coprifuoco imposte alla regione''.
Sulla condizione nei territori, ascolta la corrispondenza di Giulia Palego,attivista dell'International Solidarity Movemtent, da Rafah.
... un pò di memoria... Le risoluzioni Onu contro Israele