STATI UNITI: il Dipartimento di Stato cerca di influenzare la politica editoriale dell'emittente televisiva araba Al-Jazeera
Lettera dell'International Press Institute di Vienna al Segretario di Stato americano Colin Powell
L'International Press Institute (IPI) di Vienna, rete globale di editori, operatori dell'informazione e prominenti giornalisti, è sempre più allarmato dai tentativi del Dipartimento di Stato americano di influenzare il libero corso dell'informazione in Medio Oriente.
Secondo fonti dell'IPI, l'emiro del Qatar, Sheikh Hamid bin Khalifa al-Thaniof, avrebbe confermato di essere stato invitato dal Dipartimento di Stato americano, nel corso di una recente visita a Washington, ad usare l'influenza di cui dispone il governo per ammorbidire la politica editoriale dell'emittente televisiva araba Al-Jazeera, che trasmette dal Qatar. Il Dipartimento di Stato ha accusato l'emittente di aver dedicato troppo spazio ad esperti ostili agli Stati Uniti, oltre che di aver ritrasmesso una vecchia intervista televisiva con Osama bin Laden. L'emiro del Qatar ha confermato di aver ricevuto richieste di intervento da parte del Dipartimento di Stato, dichiarando però che "la vita parlamentare esige l'esistenza di mezzi d'informazione credibili e liberi" e che "Al-Jazeera è una delle emittenti più seguite in tutto il mondo arabo proprio per la sua politica editoriale indipendente e per la sua volontà di creare una sede di dibattito."
Respingendo le critiche, Al-Jazeera ha dichiarato di aver concesso lo stesso tempo di trasmissione alle posizioni afgane e statunitensi. "Abbiamo illustrato in modo equidistante entrambe le posizioni ed è proprio questo il nostro ruolo," ha detto Mohammed Jassem al-Ali, direttore generale dell'emittente.
Il tentativo di influenzare la politica editoriale di Al-Jazeera è arrivato una settimana dopo che lo stesso Dipartimento di Stato aveva cercato di impedire la trasmissione di un'intervista al leader delle milizie dei talebani, Mullah Mohammed Omar, mandata in onda dalla stazione radio americana Voice of America. Sul caso il portavoce del Dipartimento di Stato Richard Boucher aveva dichiarato: "Considerando che sono i contribuenti americani a pagare per questo non riteniamo opportuno che il capo dei talebani venga ospitato da questa stazione radio."
E' opinione dell'IPI che il tentativo di interferire nella politica editoriale di un'emittente televisiva indipendente, con base all'estero, sia una violazione del principio di indipendenza editoriale e rechi gravi conseguenze per la libertà di stampa. L'indipendenza editoriale protegge il giornalismo e ciò comprende il diritto di illustrare punti di vista contrastanti, spesso scomodi. Senza questo fondamentale "firewall" le organizzazioni per la libertà di stampa correrebbero il rischio di essere inglobate dai governi o da potenti gruppi di pressione.
L'IPI teme inoltre che il Dipartimento di Stato stia cercando di far procedere l'informazione sulla crisi in atto su un doppio binario: permettendo al pubblico occidentale di accedere a notizie imparziali e complete, impedendo che lo stesso equilibrio sia mantenuto in Medio Oriente. Con tale condotta, il Dipartimento di Stato cerca di sterilizzare l'informazione impedendo agli individui di essere informati, in contrasto con la garanzia offerta dall'art.19 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo.
Tenendo presente quanto esposto finora, l'IPI vorrebbe invitare il Dipartimento di Stato americano ad analizzare l'apparente dicotomia tra il riconoscimento del diritto alla libertà di informazione negli Stati Uniti e il tentativo di sopprimere questo diritto fondamentale in altri paesi. Al-Jazeera ha una solida reputazione di giornalismo libero e imparziale e sia l'emittente che il governo del Qatar hanno dovuto più volte sopportare pressioni da parte di molti governi mediorientali (come Arabia Saudita e Algeria nel 1999) che non ne gradivano la politica editoriale. E' sorprendente che gli Stati Uniti abbiano scelto di usare gli stessi metodi che fino ad oggi hanno caratterizzato nazioni in cui la libertà di stampa è sistematicamente violata. Vale la pena ricordare che il rapporto sui diritti umani per l'anno 2000 curato dal Dipartimento di Stato americano definiva Al-Jazeera come "liberamente operante". Sembra curioso, dunque, che il Dipartimento di Stato cerchi di interferire nelle attività di un'emittente che solo un anno prima aveva giustamente elogiato nella sua pubblicazione. Una posizione sicuramente insostenibile, dato che lo stesso rapporto annuale sui diritti umani indica come essenziale per qualunque democrazia l'esistenza di mezzi d'informazione liberi.
Per le ragioni ora esposte, l'IPI chiede al Segretario di Stato di astenersi dall'esercitare ogni forma di pressione sui mezzi d'informazione e di permettere che operino liberamente, in base alla politica editoriale che hanno scelto. Infine, l'IPI fa notare che il portavoce presidenziale Ari Fischer si è rivolto ai giornalisti con la frase "Attenti a ciò che dite " nel corso di una recente conferenza stampa. L'IPI si augura che il Dipartimento di Stato si voglia impegnare perché questa dichiarazione non esprima la linea politica sui media in un periodo tanto critico.9 ottobre 2001
Fonte: International Press Institute, Vienna