Halliburton: affari di guerra
L'impresa americana Halliburton, società fino al 2000 guidata dall'attuale vicepresidente americano Dick Cheney, e' stata esclusa dalla gara d'appalto per un progetto da 600 milioni di dollari per la ricostruzione delle infrastrutture di base in Iraq, una volta finita la guerra.
La notizia che il colosso petrolifero di Houston era una delle cinque aziende invitate a partecipare alla gara segreta aveva provocato non poche polemiche.
Fonti dell'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, la Usaid che gestisce i programmi di aiuto all'estero, hanno assicurato che la Halliburton non è tra le due finaliste per gli appalti da 21 mesi durante i quali saranno ricostruite quelle strade, quei ponti, quelle scuole, quegli edifici che i bombardamenti anglo americani stanno distruggendo, mesi durante i quali inizierà soprattutto la ristrutturazione dei pozzi di petrolio.Entro breve la Usaid dovrebbe comunicare il vincitore della gara. Le altre quattro societa' concorrenti erano Bechtel, Fluor, Parsons e Louis Berger.
La Halliburton aveva presentato un'offerta tramite la sua sussidiaria Kellog Brown and Root (Kbr).Una sconfitta? Non sembra proprio. Infatti, anche se fuori dal contratto più sostanzioso, la Kellog Brown può sempre aspirare a garantirsi un subappalto, una volta deciso il vincitore, ha assicurato la stessa Agenzia Usa.
D'altra parte, la stessa Kellog Brown nei giorni scorsi ha avuto dalle Forze armate il compito di spegnere gli incendi dei pozzi petroliferi in Iraq, senza neppure una gara, cosa che ha spinto anche parlamentari democratici a chiedere ufficialmente spiegazioni all'amministrazione Usa.
Piccoli inconvenienti per un colosso che puntualmente si affaccia sugli scenari di guerra, anche ben prima che la prima bomba venga sganciata.
E' il caso dello studio di fattibilità per l'oleodotto trans-balcanico 'Ambo', affidato nel '97 alla società internazionale di progettazione Brown & Root consociata della Halliburton.
Oppure del contratto ottenuto nel '99 dalla stessa Halliburton per costruire in Kosovo 'Camp Bondsteel', ossia la più grande base militare americana all'estero costruita dai tempi del Vietnam, ottenendo al contempo anche l'appalto per tutte le forniture di servizi di supporto per la base e per tutte le truppe americane nei Balcani.
O ancora del contratto da 9,7 milioni di dollari , assegnato nel luglio 2002 alla divisione ingegneristica della Halliburton, per l'ampliamento di una zona della base Usa a Guantanamo - Cuba- , dove sono detenuti talebani e sospettati di appartenere ad al-Qaeda, arrestati in Afghanistan e detenuti senza essere incriminati di nessun reato.
Ma i dissidi e le polemiche sulla ricostruzione superano anche i confini degli Stati Uniti. E riguarda molte aziende della Gran Bretagna, che aspiravano a entrare nel giro degli appalti in cambio della partecipazione diretta al conflitto, e che sono rimaste quasi sempre a bocca asciutta.
E' accaduto anche la settimana scorsa per la ricostruzione del porto di Umm Qasr, nel sud dell'Iraq, l'unico in acque profonde del Paese e ora sotto il controllo delle truppe britanniche.
Il governo inglese insisteva sulla necessità che tornasse sotto controllo iracheno, mentre l'Usaid ne ha affidato la ricostruzione da 4,8 milioni di euro alla società Stevedoring Services of America.31.3.2003
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