Disertori di Bush

Secondo il Pentagono sono più di 5.500 i riservisti che hanno disertato da quando ha avuto inizio la guerra in Iraq
Le loro testimonianze raccontate a fatica in un paese in guerra che nasconde le migliaia di morti e feriti che tornano




Approfondimenti

Il testo è di una trasmissione della Tv americana CBS del 15 dicembre scorso

La trasmissione 60 minuti del mercoledì, in onda sulla CBS , ha intervistato alcuni dei disertori che preferiscono lasciare l'esercito o il corpo dei marines piuttosto che partire per l'Iraq. Come una generazione di disertori prima di loro, sono fuggiti in Canada.
Cosa possono dire per sè questi uomini, che hanno violato gli ordini ed i giuramenti?
Al corrispondente della CBS Scott Pelley hanno detto che la coscienza, non la codardia, ha fatto di loro dei disertori americani.

"Ero un guerriero. Sapete? Lo sono stato sempre. L'ho sempre pensata in questo modo: se c'è gente che non può difendersi, allora è mio dovere farlo, " ha esordito Dan Felushko, di 24 anni.

Felushko doveva partire con i fanti della marina degli Stati Uniti per il Kuwait nel gennaio del 2003 e preparare da lì l'invasione dell'Iraq. Invece ha deciso di scappare dall'accampamento di Pendleton, California e si è rifugiato in Canada.

"Non volevo vedere scritto sulla mia tomba una frase del tipo morto ingannato in Iraq " dice Felushko. "Se fossi andato, pensando alle cose in cui credo, avrei fatto un errore. E visto che già sapevo che era uno sbaglio morire o uccidere qualcuno laggiù, andare sarebbe stato ancora più sbagliato. Il mio addestramento è iniziato poche settimane dopo gli attacchi a New York e a Washington dell'11settembre. Il fatto è che io non vedo nessun collegamento fra quegli attacchi all'America e la guerra all'Iraq. "

"C'è qualcosa di più importante che il mio diritto di scegliere fra ciò che io penso giusto o sbagliato?" chiede Felushko. "Nessuno dovrebbe impedirmi di poter scegliere."
Ma Felushko aveva firmato un contratto con il corpo dei marines degli Stati Uniti: "E' contratto del diavolo se lo guardate", dice.

Pelley: Cosa pensa del fatto di essere a Toronto, mentre altri marines stanno morendo a Fallujah, a Najaf e a Ramadi?

"Mi fa pensare e scontrare con tutti i dubbi che hanno accompagnato la mia decisione", dice Felushko.

Pelley: Che cosa vorrebbe dire alle famiglie dei soldati americani che sono morti in Iraq?

"Io ho rispetto per i loro morti. Alcuni forse pensano che la mia presenza disonori i loro morti. Ma loro hanno fatto una scelta nello stesso modo in cui io ho fatto la mia. Ma il problema più grande è che se loro avessero fatto una scelta soltanto perché credevano in ciò che facevano, non ci sarebbe stato niente di sbagliato. Il fatto è che il governo è responsabile di quelle morti, perché non ha dato loro nessuna opportunità di scegliere."

Il padre di Felushko è canadese, cosicché lui ha la doppia cittadinanza e può rimanere legalmente nel Canada. Ma questo non vale per molti altri disertori americani.

Dall'era del Vietnam la legge canadese è cambiata. Si pensa che all'epoca circa 55.000 americani disertarono verso il Canada e in quel periodo quel paese li ha accolti tutti, semplicemente.
Ma gli odierni disertori americani, come Brandon Hughey, dovranno convincere l'ufficio di immigrazione canadese di essere dei rifugiati .

Hughey si era arruolato volontariamente perché l'esercito coprisse le sue spese per l'università. Si è laureato dalla High School di San Angelo, in Texas, appena due mesi dopo che il presidente aveva dichiarato guerra all'Iraq.
"All'inizio pensavo che questa guerra fosse necessaria, perché se davvero loro avevano quelle armi le avrebbero potute usare contro di noi, minacciando la nostra sicurezza," dice Hughey. "Appoggiavo, all'inizio, e non mi facevo domande. Ero disposto a morire per salvare l'America." E mentre Hughey faceva il suo addestramento di base, non aveva molte notizie e neanche le cercava. Ma quando ha lasciato l'addestramento di base, ha iniziato ad avere alcune informazioni sull'Iraq.

"Innanzitutto ho scoperto che gli ispettori non avevano trovato armi di distruzione totale. E allora, quando si è cominciato a vedere che quelle armi non sarebbero mai state trovate si è iniziato a parlare dei legami di Saddam con Al Qaeda. Questo mi ha fatto molta rabbia, perché mi sembrava che qualcuno stava letteralmente gettando via le nostre vite, le vite di migliaia di soldati. "

Quando Hughey ha ricevuto l'ordine di partire per l'Iraq, ha iniziato a navigare in Internet per cercare una strada che lo aiutasse a sfuggire a questo destino e ha scoperto che i vecchi oppositori alla guerra del Vietnam erano disposti a mostrare ai soldati di oggi cosa fare per non dover partire ed erano pronti a guidarli fuori dagli Stati Uniti, a rifugiarsi in Canada.
Hughey ha così ricevuto l'invito ad essere ospitato da una coppia di Quaker che aveva già aiutato gli americani a evitare l'arruolamento durante la guerra in Vietnam. Da Fort Hood, in Texas, a St. Catherine's in Ontario, Canada, Hughey ha varcato le frontiere verso la sua libertà.
"Sono molto dispiaciuto di sapere che nel mio paese c'è molta avversione per chi ha fatto e fa la mia scelta" dice Hughey. "Prima di far parte dell'esercito, l'avrei pensata allo stesso modo. Avrei giudicato anch'io come un traditore o un codardo chiunque avesse detto no a una guerra. Ma ora, invece, sono soprattutto grato di aver vissuto questa esperienza, perché mi ha aperto gli occhi e mi ha insegnato a non guardare le cose solo superficialmente. Devo dire che l'immagine che avevo del mio paese, come di un paese buono e sempre in lotta per le cause giuste, è stata completamente frantumata."

Hughey ed altri disertori, saranno rappresentati davanti all'Ufficio Canadese dell'Immigrazione e dei Rifugiati dall'avvocato di Toronto Jeffry House.

I suoi clienti dovranno dimostrare che, se rimandati negli Stati Uniti, non sarebbero solo accusati per quello che hanno fatto, ma sarebbero perseguitati. Come farà House a provare questa richiesta?
"La gente dovrebbe avere il diritto di poter dire:'Non voglio combattere questa guerra. È una guerra illegale. Non voglio andare',"dice House, "e chiunque imponga ai soldati di dover combattere una guerra che non vogliono a costo di andare in prigione, li sta perseguitando."
La strategia legale di House sarà concentrata su un punto focale: il presidente Bush con la guerra contro l'Iraq ha violato il diritto internazionale. Ma come potrà difendere dei soldati volontari, che hanno firmato un contratto?
"Si dà per scontato che gli Stati Uniti stiano aderendo agli obblighi compresi nei trattati osservati dalle Nazioni Unite, ma non è così. E allora perché solo un soldato che ha firmato quando aveva appena 17 anni deve aderire rigorosamente a un contratto? Il presidente, non deve? Io non penso che debba essere così. Non penso che sia giusto."

Il primo disertore ad affrontare l'Ufficio Canadese per i Rifugiati sarà probabilmente Jeremy Hinzman di Rapid City, S.D. Era diventato un militare nel gennaio del 2001 ed era un paracadutista nell'82° Airborne.
Desiderava fare carriera nei militari, ma col passare del tempo, ha deciso che non sarebbe stata quella la sua vita. "Stavo camminando in marcia con la mia unità e tutti urlavamo queste parole 'Ci addestriamo per uccidere, vogliamo uccidere, ancora e ancora," ricorda Hinzman. "Io vedevo tutti i miei colleghi diventare rossi sul volto gridando quelle frasi, ed è stato a quel punto che un lampo improvviso mi ha fatto pensare e ho detto: 'sapete, ho preso la mia decisione, penso di aver sbagliato del tutto carriera.'"

Ma Hinzman non pensava di uscire subito dall'esercito: "Avevo firmato un contratto per quattro anni. Ed ero disposto a compierlo. Ma non avrei voluto combattere."
E così Hinzman, quando era a Fort Bragg, compilò le sue dichiarazioni di obiettore di coscienza, chiedendo di rimanere nell'esercito non in ruoli di combattimento.
Mentre aspettava una decisione, è stato mandato in Afghanistan a lavorare nelle cucine. Più tardi però l'esercito non riconobbe più la sua posizione di obiettore di coscienza e gli fu ordinato di andare a combattere in Iraq.
Per questo Hinzman ha deciso partire e portare la sua famiglia in Canada, dove sta vivendo con i risparmi accumulati mentre era un militare.

Pelley: Ma in quanto soldato non avrebbe dovuto eseguire gli ordini?

"Durante l'addestramento mi sono sempre imposto che se mi avessero dato un ordine illegale o immorale, sarebbe stato mio dovere disobbedire," dice Hinzman. "Io penso che invadere e occupare l'Iraq sia stato un atto illegale e immorale."

Pelley: Ma non si può pensare di avere un esercito di 'pensatori liberi', non ci sarebbe un esercito!

"No, non credo. Penso che ci siano periodi in cui le azioni dei militari o dei paesi siano delle azioni completamente errate. " Ha risposto Hinzman. "Certo, Saddam Hussein era davvero una persona pericolosa. Ma era una veramente una minaccia per gli Stati Uniti? E io, del resto non sono degno di combattere per liberare la gente dell'Iraq. Se un paese vive sotto la libertà o la tirannia o qualsiasi altra cosa, cambiare è una responsabilità collettiva della gente di quel paese," ha concluso Hinzman.

Hinzman e gli altri disertori americani sono diventati delle celebrità per il movimento pacifista canadese.
Soltanto alcuni dei 5.500 disertori accertati sono in Canada, ma l'avvocato House dice che sta ricevendo sempre più chiamate da molti soldati impauriti e depressi.

Pelley: Sarebbe giusto e onorevole per i disertori tornare negli Stati Uniti e ritornare nell'esercito?

"Perchè onorevole? I disertori hanno firmato un contratto dove gli si chiedeva di difendere la costituzione degli Stati Uniti, non di partecipare a guerre offensive e preventive. Non penso che si dovrebbe essere puniti nel fare la giusta cosa. E soprattutto che beneficio c'è ad essere dei martiri?"
Hinzman ha cominciato la sua udienza davanti all'Ufficio Canadese per gli Immigrati e i Rifugiati i primi giorni di dicembre. Ma non si può ancora dire quando le autorità decideranno se gli sarà permesso di rimanere in Canada o sarà rispedito negli Stati Uniti, affrontando tutte le conseguenze di questa decisione. La pena massima per i disertori in tempo di guerra è la morte, anche se in molti finora sono stati condannati più spesso a scontare 5 anni di carcere o più, per aver rifiutato di combattere in una guerra che non è la loro.

Traduzione a cura di iris