RIFLESSIONI CRITICHE E PROPOSITIVE SUL NUOVO PRG DI ROMA
La partecipazione
Il Piano è stato discusso negli ultimi anni da specialisti, da tecnici e da urbanisti senza il coinvolgimento delle Associazioni e dei cittadini. E' stato adottato dalla Giunta Comunale acriticamente il 18 Giugno 2002 e solo dieci giorni dopo i Municipi hanno ricevuto gli elaborati e le tavole del Piano; sostanzialmente nella prima metà di Luglio si è cominciato a leggere e vedere le tavole.
Va da se che la partecipazione popolare avrà un tempo strettissimo: non più di qualche settimana. L'encomiabile lavoro del Delegato comunale alla partecipazione, cons. D'Erme, rischia di fungere da copertura per coloro che vogliono far passare il nuovo PRG sostanzialmente invariato. Difatti, la concessione straordinaria da parte dell'Assessore Morassut, di una manciata di giorni (fino al quindici Settembre c.a.) per l'espressione dei pareri da parte dei Municipi non permette di poter dispiegare il lavoro d'informazione e di proposta da parte dei cittadini romani. Il rischio è di agire "involontariamente" a favore dei poteri forti della città, se non si abbattono subito, dalle fondamenta, alcune scelte chiave e sconsiderate del nuovo PRG.
Il ruolo delle Associazioni, dei Comitati e dei Partiti che vogliono stare fuori del coro è di denunciare l'operazione di raschiamento del fondo del barile cementificatorio, facendo accaparrare alla rendita edilizia ciò che rimane del povero territorio metropolitano dai precedenti grandi sacchi di Roma, dal Sindaco Rebecchini in poi.
La filosofia del PianoLa cosa peggiore è l'ulteriore acquisizione di aree agricole a fini edificatori. In particolare le aree di riserva a trasformazione vincolata sono il più grave ed ennesimo attentato a ciò che rimare dell'agro romano e vanno cancellate radicalmente. Le cubature per le compensazioni e le demolizioni devono essere ricollocate nelle centralità metropolitane e urbane.
In definitiva, con "il residuo" del vecchio PRG (leggi ulteriori 40 milioni di mc.), si ottiene il completamento della previsione di cubature per CINQUE MILIONI DI ABITANTI. Oggi, con il censimento del 2001, i residenti si attestano a circa 2,4 milioni. A questo punto si arriva ad una logica conclusione: a Roma ci sono migliaia d'appartamenti vuoti e/o molte centinaia hanno subito negli anni cambiamenti di destinazione d'uso! Se a tutto questo aggiungiamo i 23 milioni di cubature abusive condonate facciamo presto a capire che gli speculatori grandi e piccoli hanno fatto bingo!!!
Com'è possibile mantenere le vecchie previsioni edificatorie, quando accanto a queste sono sorte borgate abusive oggi perimetrate e sanate, che hanno fatto saltare ogni compatibilità urbanistica?
Molti a sinistra dichiaravano solo pochi mesi fa che il PRG era osteggiato e non voluto dai costruttori e dagli imprenditori. Tutto ciò non corrisponde al vero, basta leggere gli atti dei convegni e le dichiarazioni fatte ai giornali per convincersi del contrario.
La filosofia del "pianificar facendo", si dice che sia superata, ma il modo d'edificare nelle centralità e nelle aree di riserva affermano che a noi cittadini è dato sapere solo le percentuali generiche delle tipologie (commerciale, artigianale, residenziale, vario) e il totale della superficie.
Questo "nuovo" modello di PRG è diverso da quello di Cecchini perché tempera il pianificar facendo e nasconde le sue storture. Negli ultimi due anni, nonostante si stesse lavorando alla stesura del nuovo PRG, si è aperta una corsa all'approvazione in sede comunale a suon di delibere, che di fatto lo hanno anticipato e ci hanno fatto trovare di fronte al fatto compiuto, quando invece era più naturale che ricadessero negli elaborati del nuovo PRG. Alcuni esempi sono i famigerati art.11 e solo per ultimi, in ordine di tempo l'edificazione dell'area di Torpagnotta e le aree per l'Edilizia Residenziale Pubblica (Agosto 2002).
Un'ulteriore critica riguarda i cosiddetti Toponimi. Se si guardano le proposte di perimetrazione, per esempio nell'ottavo municipio, oltre a capire la gravità e l'ampiezza dell'ultimo abusivismo, non si capisce perché determinare una premialità d'ulteriore cubature per lo 0,40/mq. Si continua a concepire il fatto che si deve dare diritto di edificazione su quei lotti che, non avendo costruito abusivamente ieri, sarebbero penalizzati oggi. Credo che le uniche cubature permesse siano quelle per eventuali servizi.
Le venti centralità del nuovo PRG devono essere lette in base alle vere esigenze del territorio, conseguentemente quelle non compatibili vanno cancellate e quelle eccessive vanno ridimensionate.
Il recupero e la riqualificazione del patrimonio pubblico devono essere una delle azioni guida della pianificazione urbanistica. Va elaborata una Carta del patrimonio degradato e va deciso, di conseguenza, se recuperarlo a fini abitativi o di servizi.
Un argomento che non può essere più sottaciuto è che la proprietà delle aree agricole dove dovrebbero sorgere piani edilizi appartiene, in pratica, ai soliti noti speculatori edilizi: Caltagirone e soci. La rendita sarà premiata, a danno della qualità della vita.Ulteriore questione, che potrebbe sembrare giusta ma non può esserlo, è che le nuove grosse edificazioni si devono trovare in prossimità di grossi nodi viari e di comunicazione su ferro. In poche parole, invece, si strumentalizza questo tipo di vie di comunicazione per aumentare la cementificazione.
Sulla carta le nuove stanze e cubature fanno aumentare gli abitanti nella città e quindi nei singoli municipi: dove di ventimila, dove di cinquantamila e così via in maniera spropositata. Bene che vada si otterrà per una parte lo spostamento da una zona all'altra della città, per un'altra che è poi la stragrande maggioranza, assisteremo ad una operazione finanziaria d'investimento speculativo, dal momento che, come ho già detto prima, gli abitanti del comune di Roma si attestano a circa 2,4 milioni.
L'alternativa a tutto ciò è che il nuovo PRG sancisca una svolta a favore delle infrastrutture viarie e dei servizi, contro coloro che vogliono continuare a mangiare territorio, nonostante la già precaria situazione di collasso urbanistico, come per esempio nel municipio ottavo (70% d'edificazione abusiva) e per altri versi nel municipio dodicesimo (un'espansione edilizia come da territorio di conquista).
In sintesi gli oltre settanta milioni di metri cubi, sia quantitativamente che qualitativamente, sono un ulteriore macigno che graverà per decenni sulla nostra città ed in particolare sulle condizioni di vita dei cittadini romani.
Per concludere rimango dell'opinione che il nuovo PRG deve essere:
VERAMENTE PARTECIPATO
CHIARAMENTE CERTO
RADICALMENTE COMPATIBILE CON L'EQUILIBRIO SOCIO-AMBIENTALE
Esempio di ulteriori proposte per il Municipio XII
1) Riduzione, come da protocollo d'intesa tra Comune di Roma e Ministero della Difesa del Gennaio 2001, del 10% area edificabile ex deposito di carburante di Vitinia;
2) Cancellazione tracciato bretella stradale litoranea e ferrovia per grave impatto ambientale;
3) Prolungamento tracciato metropolitana Laurentina (metro B) fino a Pomezia passando per Trigoria (esternamente al Parco Di Decima);
4) Costruzione bretella tra Via di Trigoria e Via Laurentina per deviare traffico interno al quartiere;
5) Cancellare tratto ex asse attrezzato residuo tra Via Laurentina e Parco dell'Appia Antica;
6) Tracciare tratto complanare Via C. Colombo da Via del Risaro A Via Alfonsine;
7) Eliminare le due aree di riserva alla destra della Via Ardeatina andando fuori Roma;
8) Eliminare nuove edificazioni a Torpagnotta;
9) Demolizione dell'80% delle cubature ex area industriale di Castel Romano e riconversione delle residue destinandole a servizi per il Parco di Decima;
10) Verificare eventuale riduzioni edificatorie nelle centralità metropolitane e urbane.Agosto 2002
Gualtiero