Il Pentagono invita i giornalisti a lasciare Baghdad1.3.2003 - Washington. Chi documenterà la guerra? Problema inesistente, anzi al contrario il Pentagono fa di tutto perchè siano in pochi e ben selezionati. E ieri giunge notizia che i cronisti attualmente presenti nella capitale irachena sono stati invitati a lasciare la città, perchè troppo pericoloso. L'attacco americano contro l'Iraq, se ci sara', sara' molto piu' pericoloso, per i giornalisti che si trovano e si troveranno a Baghdad, rispetto alla Guerra del Golfo, nel 1991, quando la capitale fu toccata solo marginalmente dal conflitto. Lo hanno spiegato fonti del Pentagono, a Washington, ai responsabili dei principali quotidiani e delle maggiori agenzie di stampa presenti negli Stati Uniti. I bombardamenti, se verranno decisi, saranno infatti a tappeto, e sara' impossibile garantire l'incolumita' dei giornalisti presenti in loco. Il Pentagono ha aggiunto che non sara' neppure possibile avvertire la stampa che si trova in Iraq dell'imminenza di un attacco, per ovvie ragioni strategiche. Non verranno quindi organizzate operazioni di evacuazione di emergenza. C'e', poi, il rischio che i soldati o la polizia segreta del presidente iracheno Saddam Hussein possa decidere di sequestrare giornalisti o addirittura ucciderli in caso di bombardamento della capitale. ''Se ci sara' un attacco militare - ha detto la portavoce del segretario alla difesa Donald Rumsfeld, Victoria Clarke - Baghdad sara' decisamente uno dei posti peggiori in cui trovarsi in quel momento''. Attualmente i giornalisti americani che si trovano a Baghdad sono stimati in 250 circa.
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