Che cosa fara' adesso l'Alleanza del Nord nel nostro nome?
Ho paura solo a pensarci...

Robert Fisk


Non sarebbe dovuta andare cosi'. La gentile, amichevole Alleanza del Nord, la nostra fanteria in Afghanistan, e' a Kabul. Aveva promesso - non lo aveva? - di non entrare nella capitale Afghana. Avrebbe dovuto catturare, al massimo, Mazar-i-Sharif e magari Herat, per dimostrare la debolezza dei Talebani, per mostrare all'occidente come i nostri obiettivi di guerra - la distruzione dei Talebani e cosi' di quella del movimento di Osama bin Laden al-Qa'ida - fossero inevitabili.
Non era forse il Segretario di Stato americano Colin Powell colui che aveva assicurato al Generale Musharraf del Pakistan che l'Alleanza sarebbe stata tenuta sotto controllo, e che l'inviato delle Nazioni Unite, Lakhdar Ibrahimi, avrebbe avuto la possibilita' di costruire un vero governo rappresentativo al posto dei Talebani?

Il Generale Musharraf aveva promesso il suo appoggio agli Stati Uniti - mettendo a rischio la propria nazione e la sua vita - in cambio della promessa Americana secondo cui l'Afghanistan sarebbe stato governato da una coalizione veramente rappresentativa. Le basi aeree del Pakistan, l'appoggio effettivo alla "guerra al terrorismo", erano contingenti alla parola data da Washington secondo cui l' Alleanza del Nord non avrebbe preso Kabul ed non avrebbe imposto il proprio diktat all'Afghanistan.

Ieri, le immagini da Kabul erano quasi identiche alle videocassette dell'aprile 1992 quando i pro Russi ed i comunisti furono sconfitti. Avevamo visto lo stesso giubilo da parte della popolazione non Pushtu. Ed entro due giorni Hekmatyar Gulbeddin comincio' a bombardare la citta'. La divisione dei gruppi etnici sprofondo' la capitale Afghana nella guerra civile. Ieri, l'Alleanza avrebbe dovuto aspettare in prossimita' della citta' mentre gli Americani cercavano di costruire una coalizione fattibile. Ma per adesso, l'Afghanistan - senza i Talebani - e' un paese senza un governo.

Che cosa sta succedendo in questo mondo? E che cosa, a proposito, ne e' stato del signor bin Laden? Lo stiamo forse spingendo verso le montagne - sempre supponendo che non sia gia' li' - o lo stiamo spingendo nelle zone tribali della Provincia della Frontiera del Nord-ovest in Pakistan? Perche' senza una citta', gli stessi Talebani torneranno a disperdersi nella loro zona d'origine, le scuole madras lungo il confine del Pakistan creatrici dello spirito puritano e oscurantista che ha ispirato i regnanti dell'Afghanistan in questi ultimi cinque anni.

L'Alleanza del Nord sta avanzando, nel frattempo, col proprio bagaglio di massacri, saccheggi e stupri ancora intatto. Abbiamo cosi' idolatrato questi sicari, siamo stati cosi' da loro infatuati, appoggiandoli senza riserve e dipingendoli in modo cosi' deferenziale in televisione che siamo adesso immuni alla loro storia. E cosi' lo sono, forse, anche loro.

Il generale Rashid Dostum, nostro eroe adesso che ha ricatturato Mazar-i-Sharif, ha l'abitudine di punire i suoi soldati legandoli ai cingolati di un carro armato per poi guidarlo su e giu' per la piazza della sua caserma fino a ridurli in polpette. Non ci avreste pensato, o si, quando avete ascoltato il resoconto sulla vittoria del Generale Dostum lunedi' sera?

E neanche avreste pensato, ascoltando i resoconti dall'Afghanistan di ieri, al fatto che l'Alleanza del Nord e' stata responsabile di piu' dell'80 per cento dell'esportazione di droga del Paese nel periodo successivo alla proibizione della coltivazione di questa da parte dei Talebani. Ho una spettrale memoria di aver gia' scritto questa storia, non sui Talebani ma sul KLA in Kossovo, un'armata di guerriglieri finanziata in parte dalla droga e che, dopo il raggiungimento delle proprie aspirazioni politiche grazie all'occupazione della provincia Serba da parte della NATO diventarono "terroristi" (la descrizione data dal nostro ex-Segretario degli Esteri) all'interno della Macedonia. Vero, la ruota della fortuna della NATO si muove per vie misteriose ma non e' difficile da capire come i nostri alleati - elogiati invece che controllati - hanno la propria agenda.

Perche', mi chiedo, abbiamo sempre quest'ambiguo, pericoloso rapporto con i nostri alleati? Per decenni, abbiamo accettato come verita' rivelata il fatto che gli agenti segreti "B" fossero un braccio vitale dei servizi di sicurezza delle autorita' dell'Irlanda del Nord sulla base che questi "conoscevano il territorio" - cosi' come, temo, contiamo sull'Alleanza del Nord perche' "conosce il territorio".

Gli Israeliani contarono sui loro delinquenti della milizia Falangista in Libano perche' i Cristiani Maroniti odiavano i Palestinesi. I Nazisti approvarono i loro assassini Croati Ustashi nel 1941 perche' gli Ustashi odiavano i Serbi.
E' questo, mi chiedo, il motivo per cui l'Alleanza del Nord e' nostra amica? Non perche' e' una fedele alleata ma perche' odia i Talebani? Non perche' si oppone alla poverta', destituzione e distruzione dell'Afghanistan sotto un regime Islamico, ma perche' dice di detestare Osama bin Laden?

Ci sono uomini coraggiosi nell'Alleanza, vero. Il suo leader assassinato, Ahmed Shah Massoud, era un uomo onorevole. Non e' difficile far diventare i nostri alleati eroi.

Ma il fatto rimane che dal 1992 al 1996, l'Alleanza del Nord era simbolo di massacro, stupro sistematico e saccheggio. Questo e' il motivo per cui noi - ed includo il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti - abbiamo dato il benvenuto ai Talebani quando arrivarono a Kabul. L'Alleanza del Nord se ne ando' dalla citta' nel 1996 lasciandosi dietro 50.000 morti. Ora i suoi membri sono i nostri fanti. Meglio di bin Laden, per star certi. Ma cosa - in nome di Dio - faranno nel nostro nome?

Il cadavere dell'anziano nel centro di Kabul, giustiziato dai nostri eroi dell'Alleanza, non sarebbe dovuto andare in televisione. Solamente due giorni fa', il "centro di comunicazione" 24 ore su 24 Washington-Londra-Islamabad di Alastair Campbell avrebbe dovuto contrastare la propaganda dei Talebani. Adesso il signor Campbell dovra' organizzare il suo team di propagandisti a Kabul cosi' da combattere le menzogne dei nostri fanti dell'Alleanza del Nord.

The Independent (Londra)
14 novembre 2001


Giornalista inglese, Robert Fisk dal 1976 in poi è stato corrispondente dal Medio Oriente, attualmente per The Independent, quotidiano londinese. Nei suoi reportage da questa regione ha documentato l'invasione del Libano da parte di Israele (1978-82), la rivoluzione in Iran (1979), la guerra tra Iran e Iraq (1980-88), l'invasione sovietica dell'Afghanistan (1980), la guerra del Golfo (1991), la guerra in Bosnia (1992-96) e il conflitto in Algeria (dal 1992 in poi).