perchè 4 SI'
Il testo della legge 40
L'appello di 100 scienziati: fermiamo la legge 40
Scienziati in sciopero della fame per una giusta informazioneMargherita Hack: Voglio imporre la morale cattolica a tutti
Giovanni Sartori: L'embrione e la persona
Renato Dulbecco: E' umiliante per la medicina
Umberto Veronesi: Una legge ingiusta, inumana, antiscientifica
I cattolici contro l'astensione
Appello dell'agenzia ADISTA al rispetto della libertà di coscienza
12-13 giugno 2005: gli elettori italiani sono chiamati ad esprimere il proprio voto per l'abrogazione parziale dell'attuale legge 40/2004 sulla procreazione assistita e sul divieto della ricerca con le cellule staminali embrionali.
L'accesso, i divieti e le pesanti sanzioni della legge 40
Ecco in sintesi le regole sulla fecondazione medicalmente assistita.
- Accesso.
Sarà consentita per risolvere problemi di documentate sterilità o infertilità e solo se non ci sono altri metodi terapeutici efficaci . Potranno ricorrere alle tecniche coppie formate da persone maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambe viventi. No, insomma, a single, «mamme-nonne» e fecondazione post mortem.- No all'eterologa.
Il testo vieta il ricorso alla fecondazione eterologa, cioè con seme di persona estranea alla coppia.- Tutela del nascituro.
Assicura to il diritto a nascere del concepito. I bambini che nasceranno dall'applicazione di queste tecniche saranno figli legittimi della coppia o acquisiranno lo status di figli riconosciuti della madre o della coppia stessa.- Consenso informato.
La coppia dovrà essere costantemente informata sulle tecniche e sulle fasi della loro applicazione, in modo da consentire una scelta consapevole. Una volta che l'ovulo è fecondato deve essere impiantato entro sette giorni e non è possibile alcun ripensamento. Unica eccezione per accertati motivi di ordine medico-sanitario.- Sperimentazione.
Vietate la sperimentazione sugli embrioni e la clonazione umana. Ricerca clinica e sperimentazione sull'embrione sono ammesse solo se finalizzate alla tutela della sua salute e del suo sviluppo. Vietata qualsiasi tecnica che possa predeterminare o alterare il patrimonio genetico dell'embrione.- Produzione di embrioni.
È possibile produrre non più di tre embrioni per volta, numero necessario ad un unico e contemporaneo impianto.- Adottabilità.
Prevista l'adottabilità degli embrioni congelati di cui non si conoscano i genitori biologici o dei quali non sia stato chiesto l'impianto da almeno tre anni.- Crioconservazione.
È consentita solo quando il trasferimento nell'utero degli embrioni non risulti possibile per gravi e documentati problemi di salute della donna che non erano prevedibili.- Strutture autorizzate.
Gli interventi potranno essere eseguiti solo in strutture pubbliche o private autorizzate dalle Regioni e iscritte in un apposito registro presso l'Istituto s uperiore di Sanità.- Sanzioni.
Chi utilizza gameti estranei alla coppia rischia una multa che va da 300 mila a 600 mila euro; tra i 200 mila e i 400 mila euro saranno pagati a chi applica la fecondazione medicalmente assistita a un single, una minorenne, a copie dello stesso sesso. S e la struttura non è autorizzata la sanzione può arrivare a 300 mila euro. Per il commercio di embrioni o gameti è prevista la reclusione da 3 mesi a 2 anni e multe da 600 mila a un milione di euro, per tentativi di clonazione si rischia la reclusione da 10 a 20 anni e la multa da 600 mila a un milione di euro.
4 SI' per:
1 - “Per consentire nuove cure per malattie”
“Per consentire nuove cure per malattie come l'Alzheimer, il Parkinson, le sclerosi, il diabete, le cardiopatie, i tumori”
La legge attualmente vieta ai ricercatori di utilizzare cellule staminali prelevate da embrioni non utilizzati. Le cellule staminali sono cellule che, debitamente orientate, sono capaci di moltiplicarsi, consentendo la cura di una serie di organi vitali.
La ricerca sulle staminali è fondamentale per combattere malattie come il cancro, la sclerosi, l´Alzheimer, il Parkinson, il diabete e molte altre ancora.
Si tratta di problemi che, solo in Italia, investono circa 12 milioni di persone a cui la legge 40, così com´è, sottrae una speranza fondata di guarigione.
COSA PREVEDE LA LEGGE La legge attuale impedisce la ricerca sugli embrioni e il loro congelamento perché ritiene così di tutelare i diritti del concepito. COSA DICONO I SUOI SOSTENITORI I sostenitori della legge considerano gli embrioni soggetti di diritto, al pari di un individo già nato, perciò rifiutano il loro utilizzo a vantaggio della scienza.
In altre parole la tutela degli embrioni sarebbe più importante della tutela delle persone ammalate le quali, a causa di questa posizione, non possono sperare in nuove, importanti terapie.PERCHE' VOTARE SI Per dare speranza alle persone ammalate, per evitare, grazie al congelamento degli embrioni, di sottoporre le donne a una ripetizione del ciclo dei trattamenti lesiva per la loro salute. Per la dignità della ricerca italiana. Il quesito:
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 12, comma 7, limitatamente alle parole: “discendente da un'unica cellula di partenza, eventualmente”;
Articolo 13, comma 2, limitatamente alle parole: “ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative”;
Articolo 13, comma 3, lettera c), limitatamente alle parole: “di clonazione mediante trasferimento di nucleo o”;
Articolo 14, comma 1, limitatamente alle parole: “la crioconservazione e”?
2- “Per la tutela della salute della donna”
Questo quesito è quello che più investe la salute della donna. La donna che, per mettere al mondo un figlio, è costretta a ricorrere alla fecondazione assistita è chiamata ad affrontare un percorso impegnativo, sul piano fisico e psicologico. Attualmente, la legge 40 lo complica ulteriormente.
Prima di tutto, non consente il congelamento degli embrioni e obbliga la fecondazione si un numero massimo di tre ovuli alla volta. Questo obbliga la donna, in caso di insuccesso del trattamento, a sottoporsi a più cicli di cura, con possibili danni per la sua salute.
Inoltre, non permette alle coppie portatrici di malattie genetiche e infettive la cosiddetta "analisi preimpianto", cioè un esame dell´embrione prima del suo trasferimento nell´utero della donna. Si espone così la donna a un doppio trauma: la possibilità di impiantare un embrione malato e la conseguente probabilità di dover ricorrere a un aborto terapeutico.
Infine, la legge impedisce alla donna di cambiare idea, poiché impone il trasferimento dell´ovulo fecondato anche in assenza di un suo rinnovato consenso.
COSA PREVEDE LA LEGGE La legge impone che siano prodotti solo 3 embrioni e che i partner esprimano un consenso informato scritto al loro impianto contemporaneo. In altre parole si obbliga la coppia ad accettare il trattamento anche a rischio di conseguenze drammatiche; ad esempio alcune donne potrebbero partorire figli gravemente ammalati, altre essere costrette a più tentativi di fecondazione con pesanti cicli di stimolazioni ormonali, altre ancora avere parti pluri gemellari. COSA DICONO I SUOI SOSTENITORI Le argomentazioni dei sostenitori, anche in questo caso, ruotano attorno ai presunti diritti del concepito per i quali si è disposti a sacrificare il diritto di ogni cittadino di accedere alle tecnologie riproduttive e il diritto alla salute delle donne. PERCHE' VOTARE SI Per garantire la salute delle donne e la loro libertà di scelta. Per aumentare le probabilità di successo della riproduzione assistita e diminuire i disagi personali e i costi. Il quesito:
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 1, comma 1, limitatamente alle parole: “Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana”;
Articolo 1, comma 2: “Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.”;
Articolo 4, comma 1: “Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.”;
Articolo 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: “gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della”;
Articolo 5, comma 1, limitatamente alle parole: “Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1,”;
Articolo 6, comma 3, limitatamente alle parole: “fino al momento della fecondazione dell'ovulo”;
Articolo 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: “, di cui al comma 2 del presente articolo”;
Articolo 14, comma 2, limitatamente alle parole: “ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre”;
Articolo 14, comma 3, limitatamente alle parole: “per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione”, nonché alle parole: “fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile”
3 - “Per l'autodeterminazione e la libertà di scelta ”
La norma attuale assicura al "concepito" gli stessi diritti della madre e di ogni persona nata. Per concepito si intende già l´ovulo fecondato, ancor prima che si formi l´embrione. È la prima volta al mondo che questo avviene per legge.
Stabilire che un ovulo fecondato ha gli stessi dritti di una persona nata è un´ affermazione etica e di parte, che però rischia di avere conseguenze pratiche assai rilevanti. Se questa affermazione fosse valida, ad esempio, si rischierebbe di mettere in discussione radicalmente la legge 194 sull´interruzione volontaria di gravidanza, legge che ha prodotto l´esito positivo della riduzione degli aborti in Italia.
COSA PREVEDE LA LEGGE La legge ha inserito tra le sue finalità, all'articolo 1, il riconoscimento dei diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito. COSA DICONO I SUOI SOSTENITORI L'articolo 1 viene sostenuto in quanto vieterebbe di trattare l'embrione come un oggetto. Paradossalmente tale impostazione porta in realtà a trattare come un oggetto la donna, quando la legge, privandola della sua possibilità di scelta, la obbliga all'impianto contestuale dei tre embrioni, anche a rischio della salute. PERCHE' VOTARE SI Per l'autodeterminazione e la tutela della salute delle donne. Per non porre le basi a successivi interventi sulla legge sull'aborto. Per frenare l'arretramento culturale della società italiana. Il quesito:
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 1, comma 1: "Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.";
Articolo 1, comma 2: "Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.";
Articolo 4, comma 1: "Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l'impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonché ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.";
Articolo 4, comma 2, lettera a), limitatamente alle parole: "gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della";
Articolo 5, comma 1, limitatamente alle parole: "Fermo restando quanto stabilito dall'articolo 4, comma 1".;
Articolo 6, comma 3, limitatamente alle parole: "Fino al momento della fecondazione dell'ovulo";
Articolo 13, comma 3, lettera b), limitatamente alle parole: "e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo";
Articolo 14, comma 2, limitatamente alle parole: "ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre";
Articolo 14, comma 3 limitatamente alle parole: "per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione"; nonché alle parole: "fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile".
4 - “Per la fecondazione eterologa”
La fecondazione eterologa è una pratica a cui si ricorre solo in casi di grave sterilità.
Si tratta di una tecnica che consente la fecondazione assistita anche utilizzando gameti di donatori esterni alla coppia. La legge attualmente la vieta categoricamente. Ma impedire a una coppia di ricorrere a un donatore esterno può produrre solo due effetti: vietare per sempre alla donna di quella coppia di partorire o costringerla, se la coppia può permetterselo economicamente, a recarsi in uno dei paesi dove la fecondazione eterologa è consentita.
COSA PREVEDE LA LEGGE La legge consente di utilizzare nelle pratiche di fecondazione artificiale solo tecniche di tipo omologo, cioè con gameti (ovociti e spermatozoi) prelevati ai due partner che vogliono avere il figlio. COSA DICONO I SUOI SOSTENITORI Si ritiene di tutelare il diritto del nascituro ad avere una famiglia con due genitori noti.
In altri termini si riduce il significato di “maternità” e “paternità” alla trasmissione di un corredo cromosomico, che diviene più importante dell'affetto, della responsabilità, della scelta cosciente di condividere un progetto d'amore.PERCHE' VOTARE SI Per dare una speranza alle coppie sterili e a genitori portatori di malattie ereditarie. Per affermare la supremazia dell'amore, dell'affettività e del rispetto nel definire la genitorialità. Il quesito:
Volete voi che sia abrogata la legge 19 febbraio 2004, n. 40, avente ad oggetto “Norme in materia di procreazione medicalmente assistita”, limitatamente alle seguenti parti:
Articolo 4, comma 3: “È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.”;
Articolo 9, comma 1, limitatamente alle parole: “in violazione del divieto di cui all'articolo 4, comma 3”;
Articolo 12, comma 1: “Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall'articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro.”;
Articolo 12, comma 8, limitatamente alla parola: “1,”?
Per il testo completo della legge 40 vedi
http://www.molecularlab.it/fecondazione_assistita/legge_40/index.asp
L'appello di 100 scienziati: «Fermiamo la legge 40»
La scienza si mobilita contro la legge sulla fecondazione assistita. Il documento del Comitato "Ricerca e Salute" invita a votare quattro sì ai quesiti referendari del 12 e 13 giugno. L´invito è stato sottoscritto da un centinaio di scienziati, biologi e genetisti, tra i quali, Umberto Veronesi, Edoardo Boncinelli, Alberto Piazza, Giulio Cossu, Carlo Alberto Redi e Antonio Forabosco. Sarà presentato nelle prossime ore, dopo la conferma definitiva di tutte le adesioni, tra le quali si attendono quelle dei Nobel Rita Levi Montalcini e Renato Dulbecco.
Cinque le motivazioni che hanno indotto i firmatari dell´appello a scendere in campo. In primo luogo, si legge nel documento, perché la legge, limitando a tre il numero di ovociti che si possono fecondare e vietando il congelamento degli embrioni, aumenta i rischi per la salute della donna e diminuisce le probabilità di successo. Punto secondo: vietando la donazione dei gameti impedisce a molte coppie sterili di avere figli anche quando uno dei due partner potrebbe essere genitore biologico.
Terzo: la legge proibisce la diagnosi pre-impianto nei casi di coppie a rischio per malattie genetiche, anche quando le probabilità di far nascere un bimbo affetto da una grave malattia sono altissime. Paradossalmente le stesse coppie potranno ricorrere poi all´aborto terapeutico. Quarto punto: attribuendo al concepito, già allo stadio di poche cellule indifferenziate, gli stessi diritti delle persone già nate, la legge preclude qualsiasi ricerca scientifica anche sugli embrioni che andranno persi. Ultimo punto: l´equivalenza delle cellule staminali adulte rispetto a quelle embrionali non è scientificamente provata. Ma così la legge vieta la possibilità di utilizzare le ricerche attraverso le cellule embrionali per combattere gravi malattie, da quelle degenerative a quelle tumorali.
«La legge sulla fecondazione assistita vanifica la grande speranza di ridurre drasticamente il tragico peso umano e sociale di 30 mila bambini che ogni anno nascono in Italia con gravi malformazioni - ha dichiarato pochi giorni fa il professor Umberto Veronesi, intervenendo a Roma ad un convegno sulla legge - vietando qualsiasi analisi di una cellula uovo fecondata nega uno dei maggiori progressi della medicina degli ultimi anni».
«Da credente voterò quattro sì - afferma il professor Carlo Bulletti, direttore dell´Istituto di Fisiopatologia della Riproduzione dell´ospedale di Rimini - perché non condivido che lo Stato imponga a tutti un principio religioso e cattolico». Commenta Antonio Forabosco, ordinario di Genetica a Modena, «È inammissibile bloccare la ricerca che ci permette di capire le tante malattie genetiche e degenerative e individuare una cura in base ad un credo religioso secondo cui l´embrione sarebbe persona».
Scienziati in sciopero fame per una giusta informazione sui referendum del 12 e 13 giugno
Alla data del 30 maggio erano già 136 gli scienziati e le personalità del mondo accademico e politico che hanno aderito allo sciopero della fame.Lettera aperta inviata alla cortese ed urgente attenzione: -del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi -del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi -del Presidente della Camera Pierferdinando Casini -del Presidente del Senato Marcello Pera -del Presidente della Commissione di vigilanza sulla Rai Claudio Petruccioli -del Presidente dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Corrado Calabrò -del Direttore Generale della Rai Flavio Cattaneo -del Presidente di Mediaset Fedele Confalonieri.
Illustri Autorità, Signore, Signori, mentre siamo giunti a meno di tre settimane dalla scadenza referendaria del 12-13 giugno prossimi, abbiamo deciso -da scienziati, da ricercatori, da accademici, da cittadini- di rivolgerci a voi per le diverse funzioni di garanzia o di massima responsabilità istituzionale, politica e civile che ciascuno di voi riveste.Riteniamo che sia in corso, in piena flagranza e con massima gravità, una profonda ferita non tanto dei diritti nostri o di quanti sono più direttamente interessati dagli effetti della Legge 40, ma dei diritti fondamentali di tutti i cittadini italiani.
In particolare, contro ciò che le leggi scritte tassativamente prescrivono e che è ribadito da regolamenti e delibere degli organismi di vigilanza e controllo, è sistematicamente negato il diritto dei cittadini a “conoscere per deliberare”, ad essere correttamente e completamente informati sulla rilevante scadenze elettorale che si approssima.
Quando già amplissima parte della campagna è alle spalle, sulle reti del servizio pubblico, l'informazione delle cosiddette “tribune” è relegata negli anfratti più oscuri dei palinsesti; quella delle cosiddette “trasmissioni di approfondimento” è pressoché nulla; quella dei telegiornali, tranne eccezioni, è irregolare nella quantità e discutibilissima nella sua qualità, assai spesso partigiana, scorretta, faziosa. E' insomma in pieno corso non solo l'alterazione di una prova democratica, ma la commissione di un preciso reato: quell'attentato ai diritti politici dei cittadini (fattispecie chiaramente individuata dall'articolo 294 del Codice Penale) che può compiersi attraverso l'”inganno” ed è volto ad “impedire l'esercizio di un diritto politico” o a “indurre qualcuno ad esercitarlo in senso difforme dalla sua volontà”.
Se possibile, appare ancora più patente il comportamento antigiuridico, oltre che civilmente indecente, del maggiore “concorrente privato” della Rai, Mediaset, che nonostante obblighi legislativi altrettanto precisi, e nonostante rassicurazioni e promesse private del presidente Confalonieri, opera per cancellare completamente (lo ripetiamo: per cancellare completamente) la nozione stessa dell'esistenza della prova referendaria.
Per questo, da scienziati, da ricercatori, da accademici, da cittadini, da persone che vogliono continuare ad avere fiducia in coloro a cui sono affidate responsabilità così rilevanti, chiediamo a ciascuno di voi di fare, con tempi adeguati alla gravità della situazione, quanto è necessario e possibile per interrompere questi comportamenti, e restituire ai cittadini italiani quanto è loro sottratto. Chiediamo che siano immaginate ed immediatamente inverate le misure compensative indispensabili per evitare di accettare a priori che il risultato referendario sia fondato su una gara falsata, antidemocratica.
Analogo intervento torniamo a sollecitare su almeno un'altra vicenda, che pure non potrà non interessare le autorità internazionali di monitoraggio elettorale. Ancora una volta, infatti, come già accadde nel 1999 (e si tratterebbe, di nuovo, di un evento inammissibile, in base agli standard di legalità elettorale internazionalmente accettati), saranno conteggiate ai fini del quorum alcune centinaia di migliaia di elettori italiani residenti all'estero, che non potranno in alcun modo esercitare i loro diritti elettorali (perché morti, dispersi, o per altre ragioni), e la cui inclusione tra gli elettori ha il solo obiettivo di rendere ancora più difficile il raggiungimento del quorum, e -con esso- l'efficacia giuridica dell'eventuale decisione abrogativa degli elettori.
Anche in questo caso, ci appelliamo a voi perché, in extremis, si superi la certa illegalità della prova elettorale: è ancora possibile sventare la vera e propria truffa che è in pieno corso ai danni dei cittadini e della legalità teoricamente vigente.
Riteniamo che nulla possa o debba rimanere intentato: interventi sanzionatori e di ripristino da parte delle autorità di controllo, ai fini del risarcimento di quanto è stato finora sottratto ai cittadini; messaggi alle Camere del Capo dello Stato; sedute straordinarie delle Camere; interventi normativi del Parlamento e del Governo. E' in causa -insistiamo- non l'interesse nostro, o dei promotori del referendum, o dell'una o dell'altra porzione dell'elettorato, ma la concreta possibilità di evitare che legalità scritta e diritti dei cittadini siano ancora ridotti ad un mero flatus vocis, ad una flebile ed inutile emissione di voce, con concorso attivo oppure omissivo delle stesse istituzioni della Repubblica.
Per queste gravi ragioni, opponendo nuova speranza e nuova fiducia ad ogni tentazione di rassegnazione, e sperando di riuscire -così- ad interpellare le vostre coscienze, abbiamo deciso di avviare -dalla prossima mezzanotte- uno sciopero della fame, in attesa di risposte, atti e fatti concreti. E' per tanti di noi un atto imprevisto, oltre che una decisione che ben difficilmente avremmo assunto, se non ci fossimo trovati dinanzi ad una realtà che ci appare gravissima, non ulteriormente tollerabile. E -teniamo a sottolinearlo- non lo facciamo per imporre (o anche solo per proporre!) un punto di vista: vi ricorriamo -invece- per aiutare i titolari di massime funzioni istituzionali e civili a far prevalere la lettera e lo spirito della legalità scritta.
Hanno deciso di promuovere con noi questa iniziativa e di partecipare allo sciopero della fame Demetrio Neri (Ordinario di Bioetica all'Università di Messina, membro del Comitato Nazionale per la bioetica), Maurizio Mori (membro del Direttivo della International association of bioethics), Adolfo Allegra (Direttore del Centro Andros, Palermo), Anna Pia Ferraretti (ginecologa, componente del Direttivo della Società Europea per la Riproduzione e la sterilità), Luca Gianaroli (Direttore Scientifico della Società italiana Studi di medicina della Riproduzione), Claudio Giorlandino (Direttore Centro Artemisia), Marcello Crivellini (Professore di organizzazione sanitaria al Politecnico di Milano), Fabrizio Starace (Direttore area sociosanitaria ASL Caserta 2, Docente di Epidemiologia comportamentale Università di Napoli). Si sono aggiunti negli ulitimi minuti anche Carlo Flamigni (Direttore Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica I° "P. Sfameni" di Bologna. Membro Comitato Nazionale per la Bioetica) e Antonino Forabosco (Professore di Genetica medica all'Università di Modena e Reggio Emilia).
Rimaniamo in attesa di riscontri, sperando che siano adeguati -per contenuti e tempestività- a quanto vi sottoponiamo.
A presto, auguri e grazie.
Gilberto Corbellini (ordinario di storia della medicina, Università "La Sapienza")
Luigi Montevecchi (medico, ginecologo)