Procreazione di Stato

 

Il testo della legge

Scienza e coscienza, di Ida Dominijanni - 11.12.2003

Comunicato di 'Infinite donne contro le guerre'


Comunicato stampa delle parlamentari dell'opposizione

 

 


Questi i punti principali della legge approvata in Italia l'11 dicembre 2003 sulla procreazione medicalmente assistita:

Accesso alle tecniche di procreazione assistita
: sarà consentito solo se non si potranno eliminare le cause che impediscono la procreazione. Sterilità e infertilità dovranno essere documentate e certificate dal medico.

Chi potrà ricorrere alle tecniche di procreazione
: le coppie formate da persone maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi, in età potenzialmente fertile ed entrambe viventi. Diviento per i single, le coppie omossessuali, le coppie che non provino la loro 'stabilità' (?!), vietata anche la fecondazione post mortem.

Fecondazione omologa
: è possibile creare un embrione solo se seme e ovulo provengono dalla coppia che si rivolge alle tecniche di fecondazione assistita. Vietata l'eterologa che prevede un donatore esterno.

Diritti del concepito
: scomparso il diritto al nascere del concepito, il ricorso alla procreazione assistita è consentito solamente se vengono assicurati i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.

No alla clonazione e al congelamento degli embrioni
: vietata la clonazione. Pene da dieci a venti anni, multa fino a un milione di euro e interdizione perpetua dalla professione di medico. Non si potranno produrre più embrioni di quelli strettamente necessari a un unico e contemporaneo impianto e comunque non più di tre. Se non potranno essere trasferiti nell'utero per ragioni di salute potranno essere congelati. Vietato anche qualsiasi tipo di sperimentazione su embrioni umani salvo i casi di necessità terapeutica e diagnostica.

Strutture autorizzate
: gli interventi di procreazione potranno essere eseguiti solo in strutture pubbliche o private autorizzate dalle regioni e iscritte in un apposito registro che verrà istituito presso l'Istituto superiore di sanità. I centri dovranno rispondere a requisiti che saranno determinati con apposito Dpr.
Sanzioni: il medico che pratica la fecondazione eterologa sarà punito con una multa da 300 mila a 600 mila euro e con una sospensione dall'albo professionale da uno a tre anni; nessuna punizione per la coppia che vi ha fatto ricorso. Perseguiti anche i medici che compiono fecondazione assistita su single o
coppie gay: multe da 200 a 400 mila euro. Sanzioni da 100 a 400 euro per chi pratica tecniche di procreazione assistita fuori dalle strutture autorizzate. Chi traffica in embrioni o gameti e affitta l'utero rischia una reclusione da 2 a 24 mesi e multe da 600 mila euro.

Embrioni congelati
: con questa legge sparisce l'adottabilità degli embrioni e toccherà al governo stabilire modalità e termini di conservazione dei circa 30 mila embrioni conservati nelle strutture.

Stato giuridico dei figli
: i figli nati con la fecondazione assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti dalla coppia.

Consenso informato
: la coppia dovrà essere costantemente e con cura tenuta informata sulle tecniche e sulle varie fasi dell'applicazione della fecondazione assistita per una scelta consapevole.


 

11.12.2003

SENATO DELLA REPUBBLICA
———– XIV LEGISLATURA ———–

Norme in materia di procreazione medicalmente assistita

Capo I
PRINCÌPI GENERALI
Art. 1.
(Finalità)
1. Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.
2. Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità.
Art. 2.
(Interventi contro la sterilità e la infertilità)
1. Il Ministro della salute, sentito il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, può promuovere ricerche sulle cause patologiche, psicologiche, ambientali e sociali dei fenomeni della sterilità e della infertilità e favorire gli interventi necessari per rimuoverle nonchè per ridurne l’incidenza, può incentivare gli studi e le ricerche sulle tecniche di crioconservazione dei gameti e può altresì promuovere campagne di informazione e di prevenzione dei fenomeni della sterilità e della infertilità.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata la spesa massima di 2 milioni di euro a decorrere dal 2004.
3. All’onere derivante dall’attuazione del comma 2 si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 3.
(Modifica alla legge 29 luglio 1975, n. 405)
1. Al primo comma dell’articolo 1 della legge 29 luglio 1975, n. 405, sono aggiunte, in fine, le seguenti lettere:
«d-bis) l’informazione e l’assistenza riguardo ai problemi della sterilità e della infertilità umana, nonchè alle tecniche di procreazione medicalmente assistita;
d-ter) l’informazione sulle procedure per l’adozione e l’affidamento familiare».
2. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Capo II
ACCESSO ALLE TECNICHE
Art. 4.
(Accesso alle tecniche)
1. Il ricorso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è consentito solo quando sia accertata l’impossibilità di rimuovere altrimenti le cause impeditive della procreazione ed è comunque circoscritto ai casi di sterilità o di infertilità inspiegate documentate da atto medico nonchè ai casi di sterilità o di infertilità da causa accertata e certificata da atto medico.
2. Le tecniche di procreazione medicalmente assistita sono applicate in base ai seguenti princìpi:
a) gradualità, al fine di evitare il ricorso ad interventi aventi un grado di invasività tecnico e psicologico più gravoso per i destinatari, ispirandosi al principio della minore invasività;
b) consenso informato, da realizzare ai sensi dell’articolo 6.
3. È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.
Art. 5.
(Requisiti soggettivi)
1. Fermo restando quanto stabilito dall’articolo 4, comma 1, possono accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita coppie di maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi.
Art. 6.
(Consenso informato)
1. Per le finalità indicate dal comma 3, prima del ricorso ed in ogni fase di applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita il medico informa in maniera dettagliata i soggetti di cui all’articolo 5 sui metodi, sui problemi bioetici e sui possibili effetti collaterali sanitari e psicologici conseguenti all’applicazione delle tecniche stesse, sulle probabilità di successo e sui rischi dalle stesse derivanti, nonchè sulle relative conseguenze giuridiche per la donna, per l’uomo e per il nascituro. Alla coppia deve essere prospettata la possibilità di ricorrere a procedure di adozione o di affidamento ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, e successive modificazioni, come alternativa alla procreazione medicalmente assistita. Le informazioni di cui al presente comma e quelle concernenti il grado di invasività delle tecniche nei confronti della donna e dell’uomo devono essere fornite per ciascuna delle tecniche applicate e in modo tale da garantire il formarsi di una volontà consapevole e consapevolmente espressa.
2. Alla coppia devono essere prospettati con chiarezza i costi economici dell’intera procedura qualora si tratti di strutture private autorizzate.
3. La volontà di entrambi i soggetti di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita è espressa per iscritto congiuntamente al medico responsabile della struttura, secondo modalità definite con decreto dei Ministri della giustizia e della salute, adottato ai sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Tra la manifestazione della volontà e l’applicazione della tecnica deve intercorrere un termine non inferiore a sette giorni. La volontà può essere revocata da ciascuno dei soggetti indicati dal presente comma fino al momento della fecondazione dell’ovulo.
4. Fatti salvi i requisiti previsti dalla presente legge, il medico responsabile della struttura può decidere di non procedere alla procreazione medicalmente assistita, esclusivamente per motivi di ordine medico-sanitario. In tale caso deve fornire alla coppia motivazione scritta di tale decisione.
5. Ai richiedenti, al momento di accedere alle tecniche di procreazione medicalmente assistita, devono essere esplicitate con chiarezza e mediante sottoscrizione le conseguenze giuridiche di cui all’articolo 8 e all’articolo 9 della presente legge.
Art. 7.
(Linee guida)
1. Il Ministro della salute, avvalendosi dell’Istituto superiore di sanità, e previo parere del Consiglio superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, da emanare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee guida contenenti l’indicazione delle procedure e delle tecniche di procreazione medicalmente assistita.
2. Le linee guida di cui al comma 1 sono vincolanti per tutte le strutture autorizzate.
3. Le linee guida sono aggiornate periodicamente, almeno ogni tre anni, in rapporto all’evoluzione tecnico-scientifica, con le medesime procedure di cui al comma 1.
Capo III
DISPOSIZIONI CONCERNENTI
LA TUTELA DEL NASCITURO
Art. 8.
(Stato giuridico del nato)
1. I nati a seguito dell’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti della coppia che ha espresso la volontà di ricorrere alle tecniche medesime ai sensi dell’articolo 6.
Art. 9.
(Divieto del disconoscimento della paternità e dell’anonimato della madre)
1. Qualora si ricorra a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3, il coniuge o il convivente il cui consenso è ricavabile da atti concludenti non può esercitare l’azione di disconoscimento della paternità nei casi previsti dall’articolo 235, primo comma, numeri 1) e 2), del codice civile, nè l’impugnazione di cui all’articolo 263 dello stesso codice.
2. La madre del nato a seguito dell’applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita non può dichiarare la volontà di non essere nominata, ai sensi dell’articolo 30, comma 1, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396.
3. In caso di applicazione di tecniche di tipo eterologo in violazione del divieto di cui all’articolo 4, comma 3, il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi confronti alcun diritto nè essere titolare di obblighi.
Capo IV
REGOLAMENTAZIONE DELLE STRUTTURE AUTORIZZATE ALL’APPLICAZIONE DELLE TECNICHE DI PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA
Art. 10.
(Strutture autorizzate)
1. Gli interventi di procreazione medicalmente assistita sono realizzati nelle strutture pubbliche e private autorizzate dalle regioni e iscritte al registro di cui all’articolo 11.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano definiscono con proprio atto, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge:
a) i requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture;
b) le caratteristiche del personale delle strutture;
c) i criteri per la determinazione della durata delle autorizzazioni e dei casi di revoca delle stesse;
d) i criteri per lo svolgimento dei controlli sul rispetto delle disposizioni della presente legge e sul permanere dei requisiti tecnico-scientifici e organizzativi delle strutture.
Art. 11.
(Registro)
1. È istituito, con decreto del Ministro della salute, presso l’Istituto superiore di sanità, il registro nazionale delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita, degli embrioni formati e dei nati a seguito dell’applicazione delle tecniche medesime.
2. L’iscrizione al registro di cui al comma 1 è obbligatoria.
3. L’Istituto superiore di sanità raccoglie e diffonde, in collaborazione con gli osservatori epidemiologici regionali, le informazioni necessarie al fine di consentire la trasparenza e la pubblicità delle tecniche di procreazione medicalmente assistita adottate e dei risultati conseguiti.
4. L’Istituto superiore di sanità raccoglie le istanze, le informazioni, i suggerimenti, le proposte delle società scientifiche e degli utenti riguardanti la procreazione medicalmente assistita.
5. Le strutture di cui al presente articolo sono tenute a fornire agli osservatori epidemiologici regionali e all’Istituto superiore di sanità i dati necessari per le finalità indicate dall’articolo 15 nonchè ogni altra informazione necessaria allo svolgimento delle funzioni di controllo e di ispezione da parte delle autorità competenti.
6. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo, determinato nella misura massima di 154.937 euro a decorrere dall’anno 2004, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero della salute. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Capo V
DIVIETI E SANZIONI
Art. 12.
(Divieti generali e sanzioni)
1. Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300.000 a 600.000 euro.
2. Chiunque a qualsiasi titolo, in violazione dell’articolo 5, applica tecniche di procreazione medicalmente assistita a coppie i cui componenti non siano entrambi viventi o uno dei cui componenti sia minorenne ovvero che siano composte da soggetti dello stesso sesso o non coniugati o non conviventi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 200.000 a 400.000 euro.
3. Per l’accertamento dei requisiti di cui al comma 2 il medico si avvale di una dichiarazione sottoscritta dai soggetti richiedenti. In caso di dichiarazioni mendaci si applica l’articolo 76, commi 1 e 2, del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.
4. Chiunque applica tecniche di procreazione medicalmente assistita senza avere raccolto il consenso secondo le modalità di cui all’articolo 6 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.
5. Chiunque a qualsiasi titolo applica tecniche di procreazione medicalmente assistita in strutture diverse da quelle di cui all’articolo 10 è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100.000 a 300.000 euro.
6. Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro.
7. Chiunque realizza un processo volto ad ottenere un essere umano discendente da un’unica cellula di partenza, eventualmente identico, quanto al patrimonio genetico nucleare, ad un altro essere umano in vita o morto, è punito con la reclusione da dieci a venti anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Il medico è punito, altresì, con l’interdizione perpetua dall’esercizio della professione.
8. Non sono punibili l’uomo o la donna ai quali sono applicate le tecniche nei casi di cui ai commi 1, 2, 4 e 5.
9. È disposta la sospensione da uno a tre anni dall’esercizio professionale nei confronti dell’esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo, salvo quanto previsto dal comma 7.
10. L’autorizzazione concessa ai sensi dell’articolo 10 alla struttura al cui interno è eseguita una delle pratiche vietate ai sensi del presente articolo è sospesa per un anno. Nell’ipotesi di più violazioni dei divieti di cui al presente articolo o di recidiva l’autorizzazione può essere revocata.
Capo VI
MISURE DI TUTELA DELL’EMBRIONE
Art. 13.
(Sperimentazione sugli embrioni umani)
1. È vietata qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano.
2. La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell’embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative.
3. Sono, comunque, vietati:
a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge;
b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell’embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo;
c) interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell’embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca;
d) la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere.
4. La violazione dei divieti di cui al comma 1 è punita con la reclusione da due a sei anni e con la multa da 50.000 a 150.000 euro. In caso di violazione di uno dei divieti di cui al comma 3 la pena è aumentata. Le circostanze attenuanti concorrenti con le circostanze aggravanti previste dal comma 3 non possono essere ritenute equivalenti o prevalenti rispetto a queste.
5. È disposta la sospensione da uno a tre anni dall’esercizio professionale nei confronti dell’esercente una professione sanitaria condannato per uno degli illeciti di cui al presente articolo.
Art. 14.
(Limiti all’applicazione delle tecniche
sugli embrioni)
1. È vietata la crioconservazione e la soppressione di embrioni, fermo restando quanto previsto dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.
2. Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell’evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall’articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre.
3. Qualora il trasferimento nell’utero degli embrioni non risulti possibile per grave e documentata causa di forza maggiore relativa allo stato di salute della donna non prevedibile al momento della fecondazione è consentita la crioconservazione degli embrioni stessi fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile.
4. Ai fini della presente legge sulla procreazione medicalmente assistita è vietata la riduzione embrionaria di gravidanze plurime, salvo nei casi previsti dalla legge 22 maggio 1978, n. 194.
5. I soggetti di cui all’articolo 5 sono informati sul numero e, su loro richiesta, sullo stato di salute degli embrioni prodotti e da trasferire nell’utero.
6. La violazione di uno dei divieti e degli obblighi di cui ai commi precedenti è punita con la reclusione fino a tre anni e con la multa da 50.000 a 150.000 euro.
7. È disposta la sospensione fino ad un anno dall’esercizio professionale nei confronti dell’esercente una professione sanitaria condannato per uno dei reati di cui al presente articolo.
8. È consentita la crioconservazione dei gameti maschile e femminile, previo consenso informato e scritto.
9. La violazione delle disposizioni di cui al comma 8 è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.
Capo VII
DISPOSIZIONI FINALI E TRANSITORIE
Art. 15.
(Relazione al Parlamento)
1. L’Istituto superiore di sanità predispone, entro il 28 febbraio di ciascun anno, una relazione annuale per il Ministro della salute in base ai dati raccolti ai sensi dell’articolo 11, comma 5, sull’attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati.
2. Il Ministro della salute, sulla base dei dati indicati al comma 1, presenta entro il 30 giugno di ogni anno una relazione al Parlamento sull’attuazione della presente legge.
Art. 16.
(Obiezione di coscienza)
1. Il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie non è tenuto a prendere parte alle procedure per l’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita disciplinate dalla presente legge quando sollevi obiezione di coscienza con preventiva dichiarazione. La dichiarazione dell’obiettore deve essere comunicata entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge al direttore dell’azienda unità sanitaria locale o dell’azienda ospedaliera, nel caso di personale dipendente, al direttore sanitario, nel caso di personale dipendente da strutture private autorizzate o accreditate.
2. L’obiezione può essere sempre revocata o venire proposta anche al di fuori dei termini di cui al comma 1, ma in tale caso la dichiarazione produce effetto dopo un mese dalla sua presentazione agli organismi di cui al comma 1.
3. L’obiezione di coscienza esonera il personale sanitario ed esercente le attività sanitarie ausiliarie dal compimento delle procedure e delle attività specificatamente e necessariamente dirette a determinare l’intervento di procreazione medicalmente assistita e non dall’assistenza antecedente e conseguente l’intervento.
Art. 17.
(Disposizioni transitorie)
1. Le strutture e i centri iscritti nell’elenco predisposto presso l’Istituto superiore di sanità ai sensi dell’ordinanza del Ministro della sanità del 5 marzo 1997, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 1997, sono autorizzati ad applicare le tecniche di procreazione medicalmente assistita, nel rispetto delle disposizioni della presente legge, fino al nono mese successivo alla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, le strutture e i centri di cui al comma 1 trasmettono al Ministero della salute un elenco contenente l’indicazione numerica degli embrioni prodotti a seguito dell’applicazione di tecniche di procreazione medicalmente assistita nel periodo precedente la data di entrata in vigore della presente legge, nonchè, nel rispetto delle vigenti disposizioni sulla tutela della riservatezza dei dati personali, l’indicazione nominativa di coloro che hanno fatto ricorso alle tecniche medesime a seguito delle quali sono stati formati gli embrioni. La violazione della disposizione del presente comma è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 25.000 a 50.000 euro.
3. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge il Ministro della salute, avvalendosi dell’Istituto superiore di sanità, definisce, con proprio decreto, le modalità e i termini di conservazione degli embrioni di cui al comma 2.
Art. 18.
(Fondo per le tecniche di procreazione
medicalmente assistita)
1. Al fine di favorire l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita da parte dei soggetti di cui all’articolo 5, presso il Ministero della salute è istituito il Fondo per le tecniche di procreazione medicalmente assistita. Il Fondo è ripartito tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sulla base di criteri determinati con decreto del Ministro della salute, da emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Per la dotazione del Fondo di cui al comma 1 è autorizzata la spesa di 6,8 milioni di euro a decorrere dall’anno 2004.
3. All’onere derivante dall’attuazione del presente articolo si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2004-2006, nell’ambito dell’unità previsionale di base di parte corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2004, allo scopo parzialmente utilizzando l’accantonamento relativo al Ministero medesimo. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

 



 

Scienza e coscienza
IDA DOMINIJANNI

da il manifesto - 11.12.2003

Trionfali lanci d'agenzia annunciano che l'Ulivo, anzi tutta l'opposizione, ha trovato la sua unità sulle riforme istituzionali. Accade in un vertice di nove uomini alla camera, nelle stesse ore in cui al senato l'Ulivo perde la faccia e qualcosa di più sulla pelle delle donne. Gli elettori e soprattutto le elettrici saranno lieti di votare una coalizione, anzi una lista unica, compatta e riformista sui poteri del premier e sfracellata e controriformista su quisquilie da niente come lo statuto dell'embrione e la laicità dello stato. Ma nell'Ulivo è opinione comune, questa sì, che i poteri del premier siano una questione politica e di interesse generale, mentre la procreazione assistita è una questione privata e di coscienza, e che c'entra la coscienza con la politica? Vanno presi sul serio. In scienza e coscienza, non per subalternità all'ideologia cattolica o alle gerarchie vaticane ma per profonda convinzione, i senatori della Margherita, d'accordo con quelli della Casa delle libertà, ritengono che l'embrione sia una persona contrapposta alla madre, che le donne siano mediamente delle irresponsabili e i ginecologi dei delinquenti. Che la ricerca medica sia sospetta per definizione. Che lo stato e la legislazione debbano indirizzare, sorvegliare e punire le scelte morali dei cittadini. Che l'unica famiglia degna di chiamarsi tale sia quella col bollo del parroco o del sindaco, che single e gay godono di diritti inferiori a quelli degli eterosessuali e degli accoppiati, che si debba decidere per via amministrativa, forse contando quanti spazzolini da denti ci sono in una casa, se un uomo e una donna convivono o no. In scienza e coscienza ritengono che una donna partorirà con dolore in natura, e si farà inseminare con le sevizie in un laboratorio.
In scienza e coscienza questo pensa la maggioranza - trasversale - dei nostri rappresentanti e questa è la radiografia del legislatore italiano che la legge sulla procreazione assistita ci consegna. Il dibattito parlamentare che l'ha incubata e messa al mondo, in questa ma anche nella precedente legislatura, ci consegna altresì la radiografia di una classe politica mediamente incolta e disinformata, invasa da incubi fantascientifici, animata da sentimenti di revanche maschile sulla libertà femminile, convinta di rispondere a una cittadinanza e a un elettorato incapace di intendere e di volere. Questo per due terzi. E nel terzo che rimane a sinistra, più colta, più informata, meno invasa da fantasmi, ma inadeguata a valutare la posta in gioco e dire: da qui non si passa.C'è di che riflettere. Non è solo una legge oscurantista, moralista, proibizionista, inapplicabile e per svariati profili incostituzionale quella che abbiamo davanti. E' la decadenza rassegnata delle istituzioni, della concezione del diritto, dell'idea e della pratica della politica, della visione della società. Una cattiva legge si può abrogare, e questa verrà abrogata se un referendum darà parola alle cittadine di questo paese che già altre volte l'hanno sottratto a una deriva fondamentalista. Ma questa decadenza non si può abrogare: va guardata in faccia. In scienza e coscienza. Senza illudersi che domani è un altro giorno, ci si ritrova sui poteri del premier, si fa e si legge un altro titolo, si guarda un altro talk-show e si passa ad altro.

Sta a tutti, sta alle donne in primo luogo, dentro il parlamento e fuori soprattutto. Non è in questione un elenco di divieti, che sono trasgredibili quanto una legge è abrogabile, e si sa che il desiderio di essere e di non essere madre difficilmente si ferma dinanzi a dei divieti. E' in questione qualcosa di più, uno schiaffo alla soggettività e alla libertà femminile, un «adesso basta» che il parlamento pronuncia e che una sponda mediatica autorizza. Sta a noi trasformarlo in un boomerang.

 



 

DICIAMO ANCORA NO AGLI SCAMBI POLITICI SUL CORPO DELLE DONNE

Ieri in Senato è stata approvata la Legge sulla Procreazione Medicalmente Assistita.
E' stata approvata da una maggioranza trasversale al centro destra e al centro sinistra, unita da una cultura arrogante e retriva.

E' stata scritta una delle peggiori pagine della storia del nostro Parlamento in cui legislatori lontani mille miglia dalla realtà del nostro paese impongono regole e divieti in gran parte inapplicabili e forieri di nuove infelicità e ingiustizie nonché di nuova illegalità.
Dicono di aver votato secondo coscienza: ma?

NOI SAPPIAMO DI CHE TIPO DI COSCIENZA SI TRATTA
UNA COSCIENZA IPOCRITA, FONDAMENTALISTA, MASCHILISTA, PATRIARCALE E RAZZISTA CHE SAPREMO RIFIUTARE NON SOLO CON LE LOTTE E I REFERENDUM MA IGNORANDO I DIKTAT E INVENTANDO FORME NUOVE DI ACCESSO ALLA LIBERTA' DI PROCREAZIONE E DI AFFERMAZIONE DI UNA SESSUALITA' LIBERA DA CONDIZIONAMENTI E OSSESSIONI SESSUOFOBICHE PIU' O MENO CLERICALI.


Chi risponde a questo tipo di "coscienza" non potrà mai rapprentarci in alcuna istituzione di questo paese o d'Europa e ci impegneremo perché questo non accada almeno nei prossimi cinquant'anni.


Infinite donne contro tutte le guerre (anche le guerre contro il loro corpo e la loro libertà)

12.12.2003

 


 

COMUNICATO STAMPA delle PARLAMENTARI DELL'OPPOSIZIONE

La legge sulla procreazione assistita votata dal Senato fa del male alle donne e le offende; impedirā a tanti bambini di nascere; invade una sfera di decisioni nella quale lo Stato non deve entrare. E'un attacco alla libertā delle donne, alla laicitā dello Stato, ai diritti individuali. Mette in discussione l'autodeterminazione femminile, sancita nella legge 194. Dā uno schiaffo alla scienza e umilia la professione dei medici.
Per togliere questo peso dalla vita delle italiane e degli italiani proponiamo di raccogliere in una manifestazione nazionale - da tenersi entro gennaio a Roma - le energie, le coscienze, le esperienze e le competenze delle donne e degli uomini che vogliono esprimere il loro dissenso rispetto a questa norma e il loro impegno per una regolamentazione sensata e umana di questa materia.

Quelle donne e quegli uomini che credono che fare o non fare un figlio sia anzitutto una libera scelta di responsabilitā personale. Senza escludere che il popolo italiano debba pronunciarsi con un referendum su una legge crudele, invadente, proibizionista quanto nessun'altra in Europa, chiediamo alle donne del mondo della cultura, dello spettacolo, della scienza, del lavoro, a tantissime donne singole di tenerci in contatto.

Ci mettiamo a disposizione per contribuire a costruire e tenere viva una rete nella societā, nella politica, nella cultura capace di fare vincere l'opinione prevalente e fondata che si č manifestata anche in questi giorni nel nostro paese. Grate ai senatori e alle senatrici che in questi giorni si sono battuti contro questa legge.
Grate alle senatrici e ai senatori che si sono battuti contro questa legge, intendiamo coinvolgere altre parlamentari ed elette, donne e uomini, credenti e non credenti che tengono al fatto che il nostro resti uno Stato laico. Nei prossimi giorni renderemo pubblico il nostro indirizzo di posta elettronica e il nostro numero di telefono per comunicare e lavorare insieme.
Roma, 12 dicembre 2003
KATIA ZANOTTI, MARGHERITA COLUCCINI, FULVIA BANDOLI, MARIA TERESA AMICI, PAOLA MARIANI, LUANA ZANELLA, BARBARA POLLASTRINI, GLORIA BUFFO, GRAZIA LABATE, GABRIELLA PISTONE, TITTI DE SIMONE, TIZIANA VALPIANA, ELETTRA DEIANA, BEATRICE MAGNOLFI, ALBERTA DE SIMONE, LALLA TRUPIA, GIOVANNA MELANDRI, GIOVANNA GRIGNAFFINI, ROSA OTTONE, FRANCA CHIAROMONTE, ELENA MONTECCHI, ROBERTA PINOTTI, LAURA CIMA, SILVANA DAMERI, SILVANA PISA, CARMEN MOTTA, ELENA CORDONI, OLGA D'ANTONA, RAFFAELLA MARIANI, MARISA ABBONDANZIERI, PIERA CAPITELLI, ALBA SASSO.