DISOBBEDIENZA CONTRO OGNI VIOLENZA MERCOLEDì TUTTI IN PIAZZA
L'assassinio di Marco Biagi riapre in questi giorni il dibattito politico sul "terrorismo di casa nostra" e rimette in moto la macchina criminalizzatrice e repressiva (in verità mai spenta) nei confronti di "tutto ciò che si muove". La destra al governo non ha ritardato, all'indomani dell'omicidio, ad attribuire le responsabilità del gesto al conflitto sociale alimentato dalla Cgil sull'articolo 18.
Qualcuno ha anche chiesto al sindacato di scacciare dalla piazza romana i "figli illegittimi", il movimento dei social forum e dei disobbedienti. La destra al governo sta agitando la bandiera del terrorismo, invitando tutti in nome della pace sociale, a stare uniti e in silenzio, ad azzerare le differenze, a non urlare, a subire supinamente ogni riforma, perché altrimenti il conflitto sociale sfocia nel terrorismo.
La manifestazione dei Tre Milioni a Roma lo scorso sabato, è stata la risposta migliore che la moltitudine dei lavoratori, disoccupati, precari, studenti e immigrati, potesse dare ai tentativi di terrorizzare e inibire il diritto al dissenso e la lotta per le garanzie sociali. Quella moltitudine non ha manifestato solo per la difesa dell'articolo 18. Molti di noi non vedranno mai l'articolo 18. Noi siamo i lavoratori a-tipici ai quali lo Stato Sociale conquistato dai nostri padri, non riconosce alcuna garanzia. E siamo milioni.
Eravamo anche noi in piazza, perché per noi l'articolo 18 è il simbolo delle conquiste sociali, e delle lotte dei nostri padri e delle nostre madri. Ma eravamo in piazza anche per affermare nuovi diritti, come il salario sociale, la cittadinanza ai migranti, il sapere aperto e la ricerca pubblica, l'accesso alle tecnologie e alla ricchezza socialmente prodotta. Lo Statuto dei lavoratori deve diventare una nuova Carta di Cittadinanza, che includa garanzie per i nuovi protagonisti della produzione e riproduzione sociale.
L'opposizione sociale in Italia lotta oggi per questo grande obiettivo, e non si lascerà risucchiare nella spirale del terrore, da qualsiasi parte essa provenga. Chi ha ucciso Marco Biagi per noi usa la stessa logica di chi ha ucciso a Genova il nostro fratello Carlo Giuliani.Noi aborriamo l'omicidio politico, perché è funzionale alla criminalizzazione e alla repressione statale dei movimenti sociali, e perché prepara il terreno al regime. Saremo in piazza mercoledì a Cosenza insieme ai sindacati, contro gli omicidi per il regime, per la disobbedienza contro ogni violenza. Per lavorare insieme all'allargamento dei diritti e delle garanzie a tutti gli individui sociali. Ci saremo anche per dire che sui diritti acquisiti non si tratta. Il governo ha già risposto dopo il corteo romano che andrà avanti nelle sue riforme.
E noi rilanciamo lo sciopero generalizzato.
Il sindacato non deve concertare, non deve cedere. Quando lo decideremo, fermeremo l'Italia, perché è il nostro lavoro comune che la fa muovere.Appuntamento per mercoledì 27 alle 18:30 a Piazza Fera.
Laboratorio della Disobbedienza Sociale - Cosenza