Davos: le manifestazioni contro il WEF

25.1.2003 - Davos. Intorno alle 16.30 è iniziata la manifestazione contro il Forum Economico Mondiale: circa 3000 esponenti dei movimenti europei stanno sfilando per le vie della stazione turistica mentre altri manifestanti sono ancora bloccati a Landquart. Sfidando il freddo polare la manifestazione si è mossa ricca di colori e striscioni. Un grande manifesto "No al WEF" ha aperto il corteo che si è mosso dalla stazione. I manifestanti stanno scandendo slogan camminando all'indietro: il mondo va all'indietro e i manifestanti scelgono il passo del gambero per protestare contro i grandi della terra.

I lavori del WEF dei potenti della terra si sono aperti ieri in una città completamente militarizzata e senza lo sfarzo degli scorsi anni. Le iniziative del cartello delle organizzazioni che hanno promosso il contro-WEF sono già iniziate ieri a Berna. Ieri pomeriggio circa 500 attivisti del movimento italiano hanno attraversato la frontiera italo-svizzera di Chiasso, dietro a uno striscione che recitava "Libertà di movimento per liberare il movimento".
Oggi situazione a tratti critica con l'arrivo dei treni alle frontiere.
Dopo l'arrivo del primo treno a Davos, il secondo è stato fermato Landquart e la polizia svizzera ha caricato i manifestanti che erano rimasti nella stazione ferroviaria di Landquart, a qualche decina di chilometri da Davos. Il parlamentare dei Verdi Paolo Cento ha dichiarato che la polizia ha "caricato selvaggiamente utilizzando lacrimogeni, idranti e proiettili di gomma, rispondendo in modo immotivato ad alcune palle di neve lanciate dai manifestanti che non avevano raggiunto Davos, ma erano stati trattenuti nella piccola stazione di Landquart".

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