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DALLO
SCIOPERO GENERALE AL WELFARE MUNICIPALE
passando per lo sciopero di cittadinanza e il sindacato
sociale
Cofferati e
D'Alema non si confrontano con il movimento, ne copiano
le idee, strappano il tappeto da sotto i piedi. Se tentiamo il
semplice confronto di forze significa che di forza non ne abbiamo.
L'unico modo per confrontarsi politicamente e mediaticamente con il
sindacato tradizionale e' sulla base di nuove idee, idee che abbiano
un potenziale di innovazione dirompente. La questione e' tradurle in
modo semplice e in un lessico politico quotidiano.
Il confronto
con una forma superata come quella del sindacato si
vince solo lavorando alla connessione tra lavoro e movimento e
chiedendo la "dissoluzione" (attraverso quale percorso?) delle forme
tradizionali che vediamo a sinistra: partito e sindacato.
Solo il movimento
oggi porta un progetto politico di AUTONOMIA
SOCIALE che rispecchia la complessita' della vita di oggi e non
quella degli anni 50. Il concetto di autonomia sociale "alleata" con
i settori del lavoro cognitivo e' il nostro motore innovativo.
L'autonomia
sociale e' qualcosa di complesso che impariamo a
declinare solo in questi giorni, il modello con cui possiamo unire in
un unico soggetto movimento e lavoro, oggi lavoro immateriale sociale
mediatico ecc. ecc e con cui possiamo occupare il CENTRO DELLA
SOCIETA' e dell'economia del nord del mondo.
L'offensiva
berlusconiana contro l'articolo 18 arriva a completare un
disegno sistematico di distruzione dei diritti civili, ma soprattutto
di divisione della societa', delle generazioni, del tessuto sociale.
La risposta deve essere quella di rinforzare il legame sociale
facendo leva sulle COMUNITA' come SOGGETTO POLITICO. Spostare il
"focus" dal movimento-ghetto alle comunita' della societa' e del
movimento.
Per difendere
l'articolo 18 e i diritti del lavoro dobbiamo osare una
controffensiva piu' ampia, alzare la posta in gioco, scendere in
piazza immaginando un futuro piu' ampio. L'offensiva sull'art. 18 e'
gia' una vittoria perche' stabilisce il limite del confronto del
governo con la societa'. Anche se l'art. 18 verra' mantenuto, il
governo ha preparato la strada e il clima politico per una ulteriore
invasione nei diritti civili.
Per difendere
l'articolo 18 dobbiamo potenziare il legame sociale. Il
mercato punta a dividere il tessuto sociale, a mettere i giovani
lavoratori contro i vecchi, a creare competizione, ad atomizzare la
societa'. In una societa' ridotta a miseria umana, dove si avverte
quasi con vergogna la dignita' e il valore dei diritti civili, il
mercato puo' sfruttare e capitalizzare meglio. Dalla difesa del'art.
18 si deve passare subito ad invadere lo spazio delle nostre citta'
con un messaggio per potenziare il legame sociale.
Per difendere
l'articolo 18 dobbiamo aumentare la solidarieta',
creare reti di cooperazione, autorganizzazione sociale ed economica,
senso di cittadinanza e partecipazione cittadina. Nella prospettiva
di una nuova municipalita' lo sciopero generale deve diventare
sciopero generalizzato ma anche SCIOPERO DI CITTADINANZA. Giocare il
tessuto sociale tutto contro l'offensiva del capitale.
Cooperazione. Autorganizzazione. Cittadinanza.
Una nuova cultura
del lavoro nasce dal sentire collettivamente il
nesso tra diritti del lavoro e partecipazione cittadina. Le forme
piu' moderne e civili di partecipazione cittadina, come i social
forum, devono essere l'esempio di forme di autorganizzazione del
mondo del lavoro. L'autorganizzazione del mondo del lavoro deve
produrre forme nuove e orizzontali di sindacato, SINDACATI A
DIMENSIONE URBANA, innestati nel tessuto e nella comunita', che
costruiscano un WELFARE MUNICIPALE.
La ricchezza
economica sociale culturale oggi si incarna nella
comunita' e nella societa' in cui viviamo. La misura della RICCHEZZA
deve dipendere dal rapporto sociale e dal salute del tessuto sociale.
La societa' deve reagire creando un legame sociale piu' forte e
portando le comunita' locali ai massimi livelli di autorganizzazione
politica. Dovremmo quindi trasformare la comune accezione di
RICCHEZZA nei termini di "ricchezza sociale".
Valorizzare
le forme di autorganizzazione all'interno del lavoro
significa ipotizzare una trasformazione simile a quella che ha
portato ai Social Forum cittadini. Far saltare la figura di
rappresentanza dei sindacati come nella poltica il movimento dei
movimenti ha fatto con i social forum.
Il nuovo sindacato
deve eliminare la forma della rappresentanza e la
divisione tra lavoro e politica. Da un sindacato piramidale bisogna
passare ad un sindacato molecolare, di comunita'. La vittoria dello
sciopero generale in mano a Cofferati perpetua forme sorpassate di
rappresentanza.
La terziarizzazione
e la diffusione delle piccole imprese va verso
forme di lavoro non molarmente riconoscibili ma centrali nel processo
di produzione. Le forme di questo sindacato sono tutte da inventare,
ma devono essere legate al tessuto sociale e al movimento e
fortemente "mediatizzate".
I nuovi sindacati,
le nuove municipalita' devono essere strettamente
collegate all'autorganizzazione dei bacini del lavoro immateriale.
Dove il lavoro vivo non reclama solo i suoi diritti ma puo' mettere
in moto meccanismi di autorganizzazione dell'economia, economie
cooperativistiche e del dono, dove il lavoro si puo' trasformare in
produzione politica economica e sociale viva.
In pratica si
tratta di connettere le Tute Arancioni con i Social
Forum con gli Studenti con i Disobbedienti. Immaginare una
PIATTAFORMA del lavoro come oggi si presenta, lavoro immateriale,
lavoro sociale, lavoro politico, lavoro autorganizzato.
Fare un APPELLO.
Chiamare i lavoratori dell'immateriale e
dell'atipico all'autorganizzazione, alla costruzione non solo di
nuove forme di sindacato ma di cellule sociali. Inventarsi nuove
forme di SCIOPERO. Lo sciopero stesso della nostra produzione sociale
e culturale?
Il caso bolognese
rappresenta il miglior esempio per questi
esperimenti, l'autorganizzione del movimento ha prodotto un bacino di
lavoro immateriale che va ad incidere direttamente e ad un livello
alto di tutta la catena economica e di comando.
Situazione simile
alla rivoluzione francese ;) alla allenza tra
popolo e borghesia si sostituisce quella tra movimento e settori del
lavoro cognitivo. La nuova aristocrazia e' il capitale monopolista
para-berlusconiano e para-mafioso. Chiaramente non e' una alleanza ma
una convergenza naturale. A questo dovremmo lavorare.
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18.3.2002 da Rekombinant mailing list
http://www.rekombinant.org