"Per un pugno di Noglobal...'

Comunicato Stampa:

"Per un pugno di Noglobal.."

Ci risiamo. A Napoli come a Genova gli aggrediti diventano aggressori, e mentre la cassazione riconosce che nell'operazione "Raniero" vi sono state violenze individuali e violazioni dei diritti della persona, ed il ministro Castelli avvia azioni disciplinari per alcuni magistrati tra cui uno impegnato nel processo sulle violenze alla caserma Raniero e un altro
accusato di aver partecipato a manifestazioni del movimento no global, per 13 attivisti no global viene chiesta la proroga delle indagini preliminari.
Indagati per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, tra cui il portavoce del movimento dei disobbedienti Francesco Caruso, ed altri compagni del movimento dei disobbedienti, della Rete Noglobal, e altre
parti del movimento no global.
Nella maggior parte dei casi, gli stessi indagati hanno appreso dai quotidiani di essere stati iscritti nel registro. E' evidente che la questura di Napoli proprio nel giorno in cui la cassazione riconosce le violenze perpetrate nella caserma Raniero a carico dei fermati durante le violente cariche della polizia, dei carabinieri e della guardia di finanza, ha reso pubbliche alla stampa le iscrizioni nel registro degli indagati per 13 attivisti del movimento napoletano.
Oltre 200 feriti tra i manifestanti, una denuncia di Amnesty International sulla violazione dei diritti umani sull'operato delle forze dell'ordine il 17 marzo a Napoli durante il Global Forum, l'indagine sui poliziotti che hanno commesso le violenze sui manifestanti nella caserma Raniero, e si indagano ora 13 attivisti per presunte "resistenze" a pubblico ufficiale.
E' evidente che si vuole continuare a colpire il movimento, e' evidente che si vuole continuare a colpire che disobbedisce e si ribella alla luce delsole contro le leggi ingiuste. Dopo l'assurda inchiesta della procura di Cosenza con gli arresti di
Francesco Caruso ed altri 19 attivisti del sud, dopo gli arresti del G8 da parte della Procura di Genova, ora si ritorna sul 17 marzo del 2001, senza fare ancora luce sulle violenze alla Diaz di Genova ed alla caserma
Raniero di Napoli.
Noi continueremo a disobbedire, continueremo a lottare contro la guerra, per i diritti, la giustizia sociale, contro il razzismo, a favore dell'indulto, per il reddito, chiederemo alla societa' civile di questa citta' e di
questo paese di schierarsi con forza con il movimento per chiedere verita' e giustizia su Napoli e Genova.

Movimento dei Disobbedienti

22.1.2003

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