"Break Point" Media Center

Siamo mediattivisti e mediattiviste giunti da tutta Italia per partecipare alla carovana in Palestina affianco alle associazioni palestinesi e a chi, in Israele, lotta contro l'occupazione, per ribadire che un mondo diverso è possibile e necessario. Un'occupazione militare divenuta ormai un vero e proprio regime di apartheid ai danni della popolazione palestinese, la cui dignità viene quotidianamente calpestata dalle politiche criminali del governo israeliano: una realtà drammatica, raramente raccontata dai media ufficiali.

Media sempre più omologati nella loro propaganda a favore della guerra globale permanente a cui assistiamo dall'11 settembre in poi sulla superficie dell'intero pianeta. Chi non si arrende a questa logica viene emarginato o, peggio, paga con la vita la sua libertà. Nell'affermare ciò il nostro pensiero non può non correre al fotografo freelance Raffaele Ciriello, ucciso dai soldati israeliani ed al cameraman gravemente ferito durante l'incursione nella sede dell'Anp, mentre svolgevano con dignità la loro professione. Una professione che li ha portati nelle strade di Ramallah, a testimoniare il massacro della popolazione civile palestinese.

Per questi motivi vogliamo dedicare a loro l'esperienza del "Media Center" che da due giorni sta curando la comunicazione all'interno della Carovana, mettendo in rete quei materiali audio e video che difficilmente troverebbero cittadinanza nei mezzi di comunicazione ufficiali. Un network in grado di connettere cervelli, di mettere in relazione e far lavorare in comune saperi e linguaggi molteplici.

Per un'informazione che si affermi come voce diretta dei senza voce, capace di comunicare fatti e emozioni della moltitudine giunta in Palestina a praticare forme di diplomazia dal basso dinanzi al silenzio assordante della comunità internazionale.

30.3.2002

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