Boycott Esso nella guerra per il petrolio

20.2.2003 - Roma. Voi fate la guerra e noi vi boicottiamo, questo il senso della campagna internazionale promossa da Greenpeace, a cui hanno aderito molte altre associazioni e ong (fra cui Lilliput, Attac, Bilanci di Giustizia, Centro Nuovo Modello di Sviluppo e Botteghe per il commercio equo e solidale), contro la Exxon Mobil (Esso il brand europeo), la multinazionale americana che lo scorso autunno si è aggiudicata la gara di appalto per la fornitura di carburante alle truppe Usa. il contratto del valore di 28 milioni di dollari fu sottoscritto proprio da Donald Rumsfeld, capo del Pentagono.
La fornitura comprende anche l'approvvigionamento alle basi italiane continentali (tra cui Vicenza, Camp Derby, Napoli ) ed insulari (Sicilia, La Maddalena, ecc). La Esso sarà la compagnia che piu' di altre trarrà profitti dalla conquista dell'Iraq e dei suoi pozzi petroliferi, il 25 per cento dei quali era di sua proprietà prima del conflitto del 1991. La ESSO è già al centro di una campagna internazionale che coinvolge Gran Bretagna, Usa, Francia, Austria, Germania e Australia. Le compagnie petrolifere dominanti (ExxonMobil e Chevron-Texaco negli Stati Uniti, Royal Dutch-Shell e BP della Gran Bretagna e dell'Olanda, TotalFinaElf della Francia), nonostante abbiamo investito molti miliardi di dollari per la scoperta di nuove riserve fuori dal Medio Oriente, le loro riserve ammontano a soli 44 miliardi di barili estratti nel 2001 che corrispondo solo al 4% della richiesta mondiale e basterebbero solo per altri 12 anni.

I cittadini che aderiranno all'iniziativa dovranno rinunciare a fare il pieno alle pompe della Esso in modo da far abbassare le vendite della multinazionale. In Inghilterra la campagna ha già prodotto un calo degli introiti della Esso di circa un quarto come rivela un sondaggio dell'agenzia Mori.

Fonte Greenpeace, Unimondo