Stop the war: azione al porto di Catania

28.2.2003 - Catania. Azione di protesta questa mattina nel porto di Catania: comitati di pacifisti, militanti di Rifondazione comunista, Disobbedienti, Giovani comunisti e centri sociali della citta' hanno denunciato il trasporto a bordo del traghetto "Partenope" di mezzi militari americani destinati alla base di Sigonella. All'approdo del traghetto, alle 9.20, e sulla banchina decine di persone con striscioni con le scritte "La Sicilia non è una zona di guerra" e "Via le basi Nato".
Un messaggio era diretto anche ai passeggeri: "Chiediamo scusa per il disagio che stiamo procurando. Avete viaggiato con un carico militare che ha messo a repentaglio la vostra incolumità. Dateci una mano nella lotta contro la guerra".

La "Partenope" era salpata ieri sera da Napoli con due ore di ritardo a causa di una analoga protesta durante la quale alcuni attivisti erano saliti a bordo ed erano stati sgomberati dalla polizia.

''Ormai la Sicilia - dice il segretario regionale di Rifondazione comunista Giusto Catania - si sta trasformando in una base militare per le operazioni di guerra in Iraq. Cercheremo di impedire lo sbarco dei due mezzi imbarcati sulla Partenope''. Abbiamo scoperto che in Sicilia vi sono 15 siti militari, alcuni dei quali saranno utilizzati per un eventuale attacco in Iraq''.

I passeggeri hanno tutti potuto lasciare il traghetto, e dopo alcune ore sono sbarcati i mezzi militari. Il porto è stato presidiato da centinaia di uomini delle forze dell'ordine: polizia, carabinieri e Guardia di Finanza a proteggere lo sbarco che doveva rimanere inosservato dei mezzi statunitensi.

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