Assemblea all'Istat: contro la guerra in tutti i posti di lavoro

Comunicato dell’assemblea dei lavoratori Istat del 7.3.2002

L’assemblea dei lavoratori Istat di Roma del 7 marzo, a cui hanno partecipato diverse centinaia di lavoratori dell’Istituto insieme a Giulietto Chiesa (Giornalista), M. Correggia (Associazione “Un ponte per…”), C. Tosi (Movimento delle Donne In Nero), ribadisce che la guerra che si sta preparando contro il popolo iracheno è un crimine contro l’umanità, giuridicamente illecita sia sul piano nazionale (art. 11 della Costituzione) che internazionale e moralmente inaccettabile.
I partecipanti all’assemblea si impegnano a proseguire ed allargare la mobilitazione collettiva e individuale contro la guerra facendo proprie le proposte emerse dall’assemblea:
- costituzione fra i lavoratori Istat di una rete permanente di discussione e iniziativa “contro la guerra e per la globalizzazione dei diritti”, supportata da una mailing-list a cui tutti possano partecipare;
- promuovere un altro incontro con G. Chiesa all’Istat sullo specifico ruolo che hanno i mass media nell’orientare e disinformare l’opinione pubblica su questi temi;
- rilanciare l’iniziativa “una bandiera della pace da ogni balcone” anche nei posti di lavoro;
- nell’eventuale scoppio della guerra impegno di tutti: a organizzare subito una assemblea unitaria a via Balbo per poi scendere in piazza insieme a tutto il movimento pacifista; a partecipazione alla mobilitazione nazionale che si terrà il primo sabato utile in tutto il mondo come proposto dal Forum Sociale Europeo;
- appello a tutti i sindacati, alle RSU, alle lavoratrici e ai lavoratori in generale perché realizzino scioperi immediati allo scoppio del conflitto e promuovano e realizzino uno sciopero generale a carattere europeo come sembra orientarsi anche la Confederazione Sindacale Europea (CES) che ha indetto uno sciopero generale, per ora solo simbolico, per il 14 marzo;
- partecipare alla manifestazione nazionale dell’otto marzo alla base militare USA di Camp Derby (Pisa) indetta da Forum Sociale Europeo.

7. 3. 2003