Perché non si parla delle modifiche della 185/90?
L'accordo europeo
sul commercio delle armi che il Parlamento è chiamato a ratificare è
pieno di insidie, e tuttavia se consultate il sito www.parlamento.it non troverete
traccia di quell'accordo. E' un tipico caso di "voto alla cieca" che
viene chiesto ai parlamentari: tanto, penseranno i mercanti di armi, quelli
che ne capiscono?
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Provate a chiedere ai parlamentari se hanno mai letto l'accordo che sono chiamati a ratificare lunedì prossimo: vi risponderanno di no 99 parlamentari su 100.
Lunedì
25 marzo la Camera dei Deputati voterà sul disegno di legge n. 1927 "Ratifica
ed esecuzione dell'accordo di Farnborough sull'industria europea per la difesa".
Questo accordo quadro è stato firmato il 27 luglio 2000 dai Ministri
della Difesa di Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia, Regno Unito, ossia
i Paesi che nel totale esportano il 90% degli armamenti europei. L'accordo prevede
che queste nazioni debbano redigere una "Lista bianca" di destinazioni
accettabili. Per ogni coproduzione gli Stati Partecipanti concorderanno una
"Lista bianca" di destinazioni legittime verso le quali le armi potranno
essere esportate. Queste liste potranno variare in base al progetto (per esempio
le restrizioni sull'esportazione di un elicottero potranno essere differenti
rispetto a quelle per le armi leggere).
Ma ecco l'imbroglio: le "Liste bianche" non verranno rese pubbliche. Scopo dell'Accordo è infatti quello di promuovere un'industria della difesa europea competitiva e le liste bianche non verranno rese note per motivi di "riservatezza commerciale".
Questa cosa
la sanno i deputati che saranno chiamati a votare?
Provate a chiederlo e scoprirete con sconfortante realismo cosa è il
"voto alla cieca".
Un parlamentare (che ricopre una posizione di alta responsabilità all'interno di un'importante Commissione che lo ha "esaminato") mi ha confessato in privato di non aver mai letto questo benedetto accordo europeo ma di aver espresso il suo parere favorevole in quanto "si fida" di chi lo ha firmato. Non rivelo l'orientamento politico dell'onorevole in questione ma mi limito ad osservare che - leggendo i resoconti in commissione - è un'impresa distinguere gli schieramenti. Un altro onorevole mi ha confermato che a volte in Parlamento si vota qualcosa che neppure si è letto e che quindi non si conosce.
Il voto alla cieca non è quindi cosa nuova ma oggi assume un significato che rasenta lo scandalo.
Per fortuna i giochi non sono stati fatti al 100%.
Se qualche parlamentare si sta documentando ciò è merito delle associazioni che oggi promuovono la campagna per difendere la legge 185 del 1990, una "legge pacifista" che vieta l'esportazione di armi verso nazioni in guerra o governate da dittatori e che stabilisce un controllo parlamentare sulla materia. Ma la trasparenza e il controllo dove andranno a finire se per motivi di "riservatezza commerciale" la lista bianca dei paesi destinatari delle coproduzioni europee sarà segreta?
Il conflitto
di interesse è qui: si approvano accordi che 99 parlamentari su 100 non
hanno mai letto, si vuole far prevalere l'interesse della lobby armiera sull'interesse
generale e sullo stesso controllo parlamentare, l'opinione pubblica viene tenuta
meticolosamente all'oscuro dai mass media e... scusate la domandina, ma le leggi
le scrivono ancora i parlamentari o gliele inviano per fax gli "amici"?
Visto che non sempre le leggono ci sarebbe da chiedersi chi le scriva "veramente".
E' ragionevole domandarsi chi in Parlamento scriva il copione e se la sovranità
popolare sia costituzionalmente rappresentata o surretiziamente surrogata dalle
lobby.
Lunedì prossimo potremo dare una risposta a queste scomode domande.
Fonte: Vita