“APRILE in Dodicesima”

Sul PRG di Roma

Documento finale

Il 21 settembre si è tenuta l’assemblea, con la partecipazione numerosissima di cittadini, CdQ, Associazioni, Tecnici, e personalità della politica e della cultura, sul "Piano Regolatore Generale di Roma e le problematiche del Municipio XII", svoltasi il 21 settembre 2002 nei locali dell’American Palace EUR e organizzata dall’associazione politico culturale “Aprile in Dodicesima.”

Al termine dei lavori è stato completato il seguente documento finale che sarà inviato alla stampa e consegnato al Sindaco, agli Assessori, al Presidente del Municipio XII e ai Consiglieri comunali e del Municipio XII, allo scopo di sostenerne i contenuti.

Premesso:

- che la normativa alla base del Piano Regolatore, attraverso il quale si regola lo sviluppo delle città, ha subito negli ultimi decenni notevoli positive modifiche, grazie anche alle lotte condotte dalle forze di progresso. Si ricorda ad esempio la riforma del regime dei suoli che ha permesso di sottrarre, ancorché non ancora completamente, la espansione urbana delle città al condizionamento derivante dal regime della proprietà privata dei suoli.

- che è maturo il tempo, all'inizio del XXI secolo, di far fare all’attuale normativa, nuovi passi avanti introducendo ulteriori fattori e parametri di riferimento nell’elaborazione dei Piani.

- che tra le ulteriori "acquisizioni" di riferimento ai fini di una moderna pianificazione, appare necessario introdurre:

a) il riferimento alla cultura e ai valori dello sviluppo sostenibile(1), alla fissazione della ottimale dimensione urbana nell’accezione sia spaziale sia del numero di abitanti(2), all'ambiente e alla ecologia;

b) il riferimento alla programmazione per la difesa dall'inquinamento acustico e ambientale;

c) il riferimento alla dimensione temporale dei programmi previsti e contenuti nel piano e ai tempi di realizzazione degli stessi(3);

d) il riferimento agli strumenti istituzionali per la realizzazione del piano e la successiva struttura politico-amministrativa per la sua gestione, introducendo il principio della pianificazione unitaria e concertata, in primo luogo tra Comune metropolitano e i suoi Municipi;

- che per alcuni quartieri di Roma, vere e proprie città condominiali, occorre definire una normativa che eviti allo IACP (4) il mantenimento della proprietà delle cubature per terziario e servizi (dimostratesi vere fonti di produzione di degrado per i quartieri);

- che la proposta di PRG posta alla attenzione della città dalla Giunta Veltroni ha, in ogni caso, già prodotto un fatto di straordinaria importanza dovuto alla grande partecipazione da parte della cittadinanza alla sua discussione.

- che la encomiabile attività di analisi e proposte per il nuovo PRG portata avanti in questi mesi dalle diverse associazioni e comitati di quartiere, ha permesso una migliore definizione delle posizioni della nostra associazione al riguardo, anche allo scopo di dare loro il massimo sostegno.

- che le lucide comunicazioni effettuate dai noti urbanisti: Vezio De Lucia e Paolo Berdini, nonché le valutazioni espresse da Maurizio Gubbiotti per Lega Ambiente e da Mirella Belvisi per Italia Nostra, sono completamente condivisibili.

Sentito

il dibattito, di elevata qualità, ricco di spunti innovativi e importanti riflessioni, che ha sottolineato la esigenza di pensare globalmente e unitariamente, all'interno dell'area vasta rappresentata da Roma e dalla sua area Metropolitana, ad un modello di piano regolatore che superando la concezione di piano strategico e programmatico che realizza nel tempo la espansione urbana, evidenzi e identifichi una più avanzata cultura programmatica: urbanistica e non solo, finalizzata a progettare, soprattutto, la espansione della qualità e della vivibilità urbana.

Si indicano

i seguenti obiettivi di carattere generale e specifico, tesi ad arricchire di qualità il nuovo PRG di Roma.

A livello cittadino

1) Indicare una gerarchia di competenze istituzionali di intervento, all’interno della città metropolitana, definendole anche sul piano programmatico: infrastrutture di rilevanza metropolitana e infrastrutture a rilevanza municipale;

2) Considerare in questo periodo e per almeno il prossimo quinquennio, le necessità della espansione urbana residenziale praticamente esaurita ( vedasi a questo proposito le indicazioni previsionali che affermano che Roma è in calo abitativo) e meglio programmare invece le necessità delle volumetrie e infrastrutture per servizi. In questo ambito sono da prefigurare interventi adeguati in tutti i quartieri della cosidetta periferia, realizzando in ogni quartiere di Roma, e al meglio, l’effetto città (5).

3) Dare adeguata priorità alla realizzazione delle centralità locali in tutti i quartieri fissando per gli stessi i Toponimi. In questo ambito particolare attenzione da parte della programmazione locale deve essere indirizzata alla realizzazione delle piazze, alla gestione della viabilità locale, alla creazione di isole pedonali con la funzione di realizzare (assieme alla piazza) un “centro urbano” per ogni città-quartiere (microcittà) (6).

4) Valutare con attenzione la questione delle compensazioni (7) previste, sciogliendo la grande contraddizione che esiste tra costruzioni da trasferire a pari valore economico (e quindi anche aumentando le cubature) e il fatto che questo viene inserito nel PRG senza nessuna idea del fabbisogno abitativo della città. Oltre che dire no ad aumenti di fabbisogno abitativo non programmato, occorrerà uno sforzo di fantasia per sciogliere la contraddizione.

Appare utile anche valutare se in tema di compensazioni, le volumetrie riguardanti le nuove centralità urbane (8) possano essere utilizzate per misure a compensazione. La soluzione permetterebbe tra l’altro una diminuzione delle cubature per residenziale senza alcun aumento di quelle per servizi e terziario.

5) Evitare di assumere deliberazioni per nuova espansione urbana mentre è in discussione e in approvazione il nuovo PRG.

Per il Municipio XII

1) Considerare fortemente positiva la proposta già inserita nel nuovo PRG di trasformazione della ferrovia in concessione Roma Lido in una nuova linea metropolitana.

2) Con questa nuova impostazione, considerare la progettazione e realizzazione della linea sud di “gronda” ferroviaria (9) (prevista dalla legge sulle infrastrutture e grandi opere, e che collegherà la ferrovia tirrenica nord-sud senza entrare in Roma) come una priorità anche in funzione del trasporto locale.

Occorrerà in ogni caso definirne il tracciato, scegliendo la soluzione più idonea per evitare forti impatti ambientali verso aree di pregio naturalistico e archeologico.

3) Prevedere e realizzare un importante e grande stazione di scambio (10) tra la metropolitana Roma Ostia e la nuova linea ferroviaria di gronda, per permettere rapidi collegamenti verso il nostro quadrante e attraverso di esso verso tutta Roma, per i flussi di traffico di tipo locale provenienti dal sud (Formia - Latina ecc. e flussi di traffico provenienti da nord (Civitavecchia, ecc.)

4) Considerare positiva anche la proposta per la realizzazione della nuova linea Metropolitana D che collegherebbe l’EUR alla Magliana, Marconi, Trastevere, centro storico ed oltre, cercando adeguate possibili soluzioni per servire sia la terza Università (viale Marconi) sia il sistema ospedaliero sulla Portuense, nonché efficaci infrastrutture che ne garantiscano la integrazione e lo scambio con la metropolitana B e la Roma - Ostia.

5) Partendo dalle novità positive che si determineranno con la trasformazione in linea metropolitana della Roma – Lido, sarà opportuno approfondire il come servire, attraverso un sistema infrastrutturale unitario, la prevista nuova centralità metropolitana dell’EUR-Castellaccio (8) e il quartiere del Torrino, nonché come adeguatamente servire anche la nuova edificazione di Tor Pagnotta. E’ utile ipotizzare che per servire adeguatamente la nuova centralità metropolitana e il Torrino possa essere individuato un corridoio per il trasporto collettivo che si colleghi e faccia nodo di scambio con la metropolitana Roma - Ostia. Questa nuova impostazione permetterebbe ancora una proposta più articolata che prevederebbe anche il prolungamento della linea metro B oltre il raccordo sino a Tor Pagnotta e dal nuovo Terminal realizzato, far diramare ulteriori possibili “sfioccamenti”(11) di corridoi per il trasporto collettivo (12) verso Trigoria (Campus Biomedico – Cimitero) e verso Vallerano- Spinaceto.

6) Approfondire la realizzazione del Centro Congressi all’Eur potendo prevedere una importante galleria polifunzionale di servizi, negozi, ecc, servito anche con tapis roulant fino alla stazione di EUR Fermi.

7) La cancellazione dalle previsioni di Piano di una considerevole quantità di nuova cubatura per edilizia residenziale. Il peso previsto per tutto il Municipio XII è certamente troppo alto. Non è giustificabile alcuna ulteriore diminuzione delle aree agricole, ne pensare ad ulteriori espansioni edilizie. Tale impostazione errata emergerebbe con maggiore chiarezza quando si ragionasse ad area vasta e cioè con una visione programmatica da area metropolitana, oltre i confini del solo comune di Roma. In particolare va posta con convinzione la cancellazione (o il drastico ridimensionamento) dalle previsioni di piano di alcune aree edificabili: Tor Pagnotta, Santa Palomba, Aree di riserva del Divino Amore, Castel Romano, nonché parti delle aree destinate alle compensazioni e tutte le aree destinate a lottizzazioni (modeste) sparse all’interno dell’agro.

In questo ambito particolare attenzione e salvaguardia deve essere posta per le aree demaniali di Vitinia.

8) La forte necessità del superamento per i quartieri edificati della loro attuale denominazione toponomastica a zone dell’Agro e relativa ufficiale denominazione dei Toponimi (13) per ciascun quartiere. Con la indicazione, all’interno di ciascuno di essi, della necessità di realizzare le cosiddette centralità locali e di cosa effettivamente si dovrà realizzare per conseguire l’effetto città e porre fine al degrado.

9) Occorre anche una particolare attenzione alle necessità della viabilità locale. Si tratta di prevedere e realizzare adeguate connessioni tra i diversi quartieri per concorrere a dare anche un disegno urbano alla città sorta intorno all’EUR.

Occorre cioè considerare il Municipio come un importante comune a se stante e quindi fortemente compenetrato nei rapporti tra i propri quartieri. Un unico sistema unitario, all’interno del più grande sistema unico rappresentato da Roma e dalla sua Area metropolitana.

10) La realizzazione all’interno del Municipio (all’EUR?) di un Teatro.

11) Una particolare attenzione alla autostrada (14) per il collegamento dell’asse tirrenico Civitavecchia – Valmontone, che desta forti perplessità sia riguardo alla sua effettiva necessità, sia riguardo alla scelta dell’itinerario, sia riguardo al fatto che rappresenterebbe una opera di grande impatto ambientale.

12) La progettazione di adeguate strutture e dei percorsi di visita culturale e turistica per il nostro Municipio: Sistema dei parchi, navigazione del Tevere e valorizzazione del suo sistema naturale e storico, piste ciclabili, aree archeologiche, ecc.

13) La realizzazione di una strada di collegamento tra la via Laurentina (per la quale va accelerato l’intervento per la realizzazione del già previsto raddoppio) e via di Trigoria per bypassare l’abitato di Trigoria.

La indicazione che dalla assemblea è emersa con nettezza: il passare dal piano dell’espansione urbana al piano della qualità urbana; presuppone anche una rivisitazione delle N.T.A.(15) e, naturalmente dovrà trovare la completa concretizzazione anche attraverso una grande stagione di iniziativa politica per il rafforzamento del Decentramento Istituzionale: La costituzione della Città metropolitana, l’effettivo ruolo istituzionale dei Municipi, la presenza di governo amministrativo nei singoli quartieri. (16)

Infine è stato sottolineato come necessario, per gli obiettivi indicati, lavorare da subito per la produzione della carta delle tutele per i beni storici, culturali, ambientali, archeologici, fissando specifici ruoli e competenze istituzionali.

Associazione Politico Culturale “Aprile in Dodicesima”

347 7864696 bru.ce@libero.it; 335 8160742 greem@libero.it; 389 2781504 leodra@inwind.it

ALLEGATO AL DOCUMENTO

NOTA: Abbiamo considerato utile meglio definire , con le note che seguono, alcune questioni e concetti, di natura politica e di natura tecnico-urbanistica. Lo scopo è quello di permettere una lettura più approfondita del documento anche a quanti non hanno completa o approfondita conoscenza di un certo modo di esprimersi usato tra gli “addetti”. Ovviamente ci si augura che il risultato della nota, sia quello di ottenere che, su materia importante quale lo sviluppo futuro della città, tutti possano esprimere la propria opinione e non affidare a pochi altri una scelta decisionale e di programmazione. Una scelta che se non adeguatamente conosciuta e “partecipata” produce un tipo di sviluppo come la realizzazione di quartieri tipo Corviale, e non solo.

1) Sviluppo sostenibile

Si tratta di un concetto venuto affermandosi nell’ultimo decennio. Occorre intervenire riguardo la modificazione dell’uso dei suoli o dell’uso delle risorse naturali e tecnologiche, garantendo sempre il rispetto e l’equilibrio naturale. A livello della grande città riteniamo che debba significare un modo diverso di programmare la città e il suo sviluppo. E’ opportuno che si tenga in gran conto la giusta armonia tra abitato, infrastrutture e servizi, verde, natura e ambiente.

2) Dimensione spaziale e numero di abitanti

Si ricollega in qualche modo al concetto di cui sopra. In questo caso tiene anche conto dei valori, della cultura, delle tradizioni di un popolo. Non è immaginabile trasformare Roma in una città di 20 milioni di abitanti. Egualmente è da considerare che Roma e la sua città metropolitana non possono accrescersi senza una pianificazione “vasta” e che cioè la ricomprenda tutta. Si calcola che i comuni attorno a Roma (entro l’area metropolitana) abbiano approvato piani regolatori con una media del 20% di crescita del fabbisogno abitativo superiore al necessario. Senza una pianificazione da area metropolitana, che tra l’altro individui le ottimizzazioni di cui alla nota precedente, il solo rischio che si corre è quello della crescita disordinata, senza servizi e senza infrastrutture, di enormi quartieri dormitorio. E’ quello che è accaduto!

Una ultima considerazione: Se malgrado non ci sia aumento di abitanti in Roma esiste, ed è forte, una domanda per nuove abitazioni, a questa esigenza la risposta può e deve essere diversa. Occorre evitare la fuga di abitanti dai quartieri storici (S. Lorenzo, ecc.) e pianificarne il loro risanamento, anche attraverso la produzione di una legislazione più adeguata riguardo la demolizione e ricostruzione del costruito, ecc.

3) IACP

Si intende l’Istituto Autonomo Case Popolari. La recente legge regionale ne ha modificato alcuni aspetti. Di certo in questi anni sono stati costruiti (male) enormi agglomerati urbani grandi come città (Laurentino, Tor Bella Monaca, ecc.) senza servizi adeguati e con una gestione territoriale da vero grande enorme unico condominio. La esperienza ci porta a proporre l’obbligo di dismettere le proprietà IACP almeno per tutte le cubature per servizi. Ovviamente una intelligente programmazione permetterà un utilizzo appropriato dei locali. Probabilmente le grandi “liti” davvero incredibili, sull’abbattimento dei Ponti di Laurentino si dimostrerebbero molto bene per quello che sono state: strumentalizzazioni politiche in danno dei cittadini.

4) Effetto città

Si intende la fine dei quartieri dormitorio. Non più enormi agglomerati anonimi ma vere città con tutte le funzioni necessarie. Ognuna di esse (microcittà) potrà rappresentare, all’interno della grande città metropolitana, una specifica propria identità fatta di storia, radici, cultura.

5) Città quartiere

Si collega con la nota precedente.

6) Compensazioni

Si intende la volumetria da destinare a seguito della cancellazione di previsioni di espansione edilizia già precedentemente approvata. Tale cancellazione avvenuta a seguito di iniziativa e lotta da parte dei cittadini (vedi ad esempio Tor Marancia) deve trovare compensazione da qualche parte in favore del costruttore a cui è stato tolto un diritto precedente. La indicazione che la riparazione avvenga a pari valore economico può comportare anche aumento ulteriore di cubatura nella nuova area prescelta.

7) Centralità urbane (locali e metropolitane)

Si tratta di luoghi dove dovrebbero realizzarsi volumetrie per soddisfare funzioni qualificate al servizio dei cittadini. Urbane con bacino di utenza locale. Metropolitana con bacino di utenza territoriale più vasto.

Si tratta ovviamente, e noi lo chiediamo, di meglio precisare le funzioni. Non consideriamo certamente funzioni qualificate, ad esempio, la realizzazione di una sala Bingo.

Riguardo infine alla localizzazione delle centralità locali, noi riteniamo che debbano essere realizzate all’interno di ciascun quartiere. Significa anche che gli art. 11 (attraverso i quali effettuare interventi a Laurentino; ecc.) possono anche ricomprendere la realizzazione delle centralità urbane, non essere altra cosa o una alternativa.

8) Linea di gronda ferroviaria

Si tratta del collegamento tra le linee ferroviarie esistenti per Civitavecchia e per Formia. La linea sarebbe prevista interrata all’interno della valle di malafede. E’ chiamata di gronda perchè secondo le ferrovie e i pianificatori servirebbe a deviare ( come una gronda che raccoglie le acque) il trasporto merci lungo l’asse Napoli – Livorno – Genova che attualmente passa per la cintura ferroviaria di Roma.

9) Stazione di scambio

Intendiamo una stazione a due livelli, tra le due linee, in modo che i viaggiatori all’interno della unica stazione possano prendere i mezzi verso la direzione che vogliono. La intendiamo importante e dotata di servizi adeguati.

10) Sfioccamenti

Intendiamo due direzioni. A partire dal capolinea (Terminal) della metropolitana B è possibile pianificare due collegamenti pubblici con le località indicate.

11) Corridoi per il trasporto collettivo

La presentazione della proposta di PRG, attualmente all’attenzione, indica con questa denominazione la indicazione di sistemi di trasporto pubblico la cui modalità non è stata ancora precisata ( Metrò leggera, Tram, Filobus, Bus.) in quanto si rimanda agli studi di fattibilità e ai risultati dell’analisi costi-benefici, riguardo la scelta da effettuare.

12) Denominazione Toponimi

Con questa denominazione si intende la indicazione del nome del Quartiere. Attualmente salvo l’EUR e il Giuliano e Dalmata, tutti i nostri quartieri sono ufficialmente ancora zone dell’agro romano. Si pensa alla loro ufficiale denominazione e sarebbe utile anche un passaggio democratico ( attraverso un bando cui possano partecipare tutti i cittadini) per la scelta dello stemma (insegna) di quartiere.

Attualmente tuttavia con la parola Toponimo si intende anche la indicazione delle zone ex abusive, ricomprese nel PRG.

Località ad esempio come Trigoria. Per le stesse occorrerà non solo l’operazione di cui sopra ma anche la individuazione

adeguata e armonica della loro perimetrazione.

13) Asse stradale Civitavecchia – Valmontone

Nelle previsioni della legge sulle grandi opere è prevista anche la cosiddetta bretella che collegherebbe l’autostrada per Civitavecchia con l’autostrada per Napoli. L’opera (almeno 6 corsie) è di certo una ferita al territorio che attraverserebbe. Sono note le lotte degli abitanti di Vitinia e non solo per la sua cancellazione o per la scelta di un itinerario senza impatto ambientale.

14) N.T.A.

Si intendono le Norme Tecniche di Attuazione del piano Regolatore. Sono molto importanti perché fissano prescrizioni per tutti gli interventi e le opere che devono essere realizzate.

15) Decentramento istituzionale

La legge prevede già che Roma sia istituzionalmente una area metropolitana. Inoltre la recente modifica della Costituzione assegna a Roma particolari forme di organizzazione istituzionale in quanto Capitale d’ Italia.

Siamo convinti che non deve sfuggire l’importanza di porre in essere una nuova stagione di iniziativa per realizzare la migliore organizzazione istituzionale per Roma capitale e Roma area metropolitana.

Il legame che c’è tra la organizzazione istituzionale e il futuro di Roma, anche dal punto di vista del PRG è evidente.

Su questa importantissima tematica come “Aprile in Dodicesima” intendiamo organizzare una specifica iniziativa.


Relazione conclusiva dell'assemblea di 'Aprile in Dodicesima'

21 settembre 2002