APPELLO DEI SOCIAL FORUM AI PARLAMENTARI
PER L'OSTRUZIONISMO CONTRO IL DISEGNO DI LEGGE
DEL GOVERNO SULL'IMMIGRAZIONE
Dopo la grande manifestazione di sabato 19 gennaio, l'opposizione sociale al disegno di legge del governo sull'immigrazione deve saldarsi con l'opposizione istituzionale, la quale deve cogliere a sua volta il segnale politico trasmesso dalle oltre centomila persone presenti a Roma. Questo segnale è preciso. Il disegno di legge governativo non è emendabile, per l'impronta repressiva che lo caratterizza nel suo complesso.
Esso costituisce un attacco ai diritti di tutti i migranti, e dunque ai diritti di tutti ed all'idea stessa di uguaglianza del diritto; favorisce la clandestinità e combatte i clandestini, anziché agevolare la presenza regolare e contrastare la clandestinità; subordina le politiche dell'immigrazione e persino della cooperazione internazionale agli accordi intergovernativi di controllo e rimpatrio; considera i migranti come manodopera da sfruttare e di cui liberarsi quando non sia più necessaria alle esigenze della produzione; rende più precario lo status giuridico e l'accesso ai diritti sociali per tutti i cittadini stranieri, anche i più stabili e "regolari"; non assicura il diritto d'asilo né la protezione delle vittime di guerre ed esodi forzati, ma anzi prevede la segregazione dei richiedenti asilo; rafforza l'apparato repressivo, moltiplicando i centri di detenzione e raddoppiandovi il periodo di permanenza, abrogando di fatto il diritto al ricorso contro i provvedimenti di espulsione, prevedendo nuove ipotesi di reato per i migranti irregolari e l'espulsione automatica per i microreati da vendita ambulante
E' l'impianto complessivo del disegno di legge che va respinto totalmente, perché contrario a princìpi fondamentali e costituzionali di civiltà giuridica e di uguaglianza nel lavoro. Neppure obbiettivi sacrosanti, come una possibile e necessaria regolarizzazione ampia e incondizionata dei migranti senza permesso di soggiorno, possono essere barattati con un atteggiamento di disponibilità a condividere il disegno di legge, magari depurato di alcune delle sue disposizioni peggiori.
Al contrario, proprio la denuncia forte e coerente della sua natura discriminatoria e segregazionista da parte di una grande mobilitazione sociale ha fatto emergere le prime crepe nello schieramento governativo, mentre il governo conferma la linea della più cinica intransigenza con la decisione sul contrasto militare degli esodi per mare.
Per questo facciamo appello a tutti i parlamentari delle forze politiche che hanno aderito alla manifestazione del 19 gennaio, affinché si impegnino a contrastare in tutte le forme possibili, ostruzionismo incluso, l'iter di discussione della legge, senza alcuna concessione al governo.
Chiediamo agli stessi parlamentari di dare voce e rilievo istituzionale alla denuncia e all'opposizione sociale rispetto alle pratiche repressive e discriminatorie che già oggi anticipano nelle città e alle frontiere gli esiti della legge futura, con i rastrellamenti e le deportazioni collettive, con la messa in mora di centinaia di migliaia di pratiche di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno e con la negazione pratica del diritto d'asilo.
Chiediamo infine ai parlamentari e alle forze politiche che hanno aderito alla manifestazione del 19 gennaio di raccoglierne non solo l'indicazione di netta opposizione al nuovo testo di legge, ma la tensione verso un rilancio di obiettivi e proposte legislative sui diritti civili, dal diritto di voto alla riforma dell'accesso alla cittadinanza, dal rifiuto della segregazione e dei suoi luoghi e modi incostituzionali, alla garanzia del diritto costituzionale di asilo.