
Bloccare
ovunque e da parte di tutti la macchina di guerra già in moto
Appello dei disobbedienti dalla stazione di Monselice
Stop
the war!! Occupato l'aeroporto militare di Pisa
Comunicato del movimento dei/le disobbedienti
Azioni
dirette non violente
Messaggio urgente dei Beati Costruttori di Pace
Rete
Lilliput a Violante: non capite la non violenza
Comunicato della Rete Lilliput
Fermiamo
i trasporti della morte
Comunicato delle organizzazioni e i movimenti che hanno promosso il Forum Sociale
Europeo
Bloccare
i treni della morte
Comunicato del MAT
Trasporto
di armi sui treni? No, grazie
Dichirazioni della Filt/Cgil
Bloccare
subito questi treni!
Comunicato di Pecoraro Scanio - Verdi
Le
azioni di disobbedienza nei confronti dei treni che trasportano armi Usa continueranno
Le posizioni di
Rifondazione Comunista e Verdi
BLOCCARE OVUNQUE E DA PARTE DI TUTTI LA MACCHINA DI GUERRA GIA' IN MOTO
COMUNICATO STAMPA
APPELLO DELLE E DEI DISOBBEDIENTI DAL BLOCCO DEL TRENO DELLA MORTE A
MONSELICE:
"BLOCCARE
OVUNQUE E DA PARTE DI TUTTI LA MACCHINA DI GUERRA GIA' IN
MOTO"
Oltre cento disobbedienti
del Nordest stanno bloccando da oltre un'ora
i binari della ferrovia a Monselice, per fermare il transito sulla
tratta Padova-Pisa del primo degli otto convogli ferroviari carichi di
carri da combattimento ed armi tattiche statunitensi diretti alla base
di Camp Darby per rifornire le forze Usa dispiegate o dirette nel
Golfo Persico e in Turchia, in vista della "guerra preventiva" contro
l'Iraq.
Il treno in questione
è effettivamente stato bloccato dall'azione di
disobbedienza posta in atto a Monselice, dopo una giornata di
iniziative "a staffetta" di varie forze pacifiste, prima delle quali
il presidio alla caserma Ederle di Vicenza, cui sono seguite azioni
dimostrative sui binari delle stazioni di Grisignano di Zocco e di
Padova.
Il treno era riuscito
comunque a transitare, fino all'occupazione ed
al blocco della ferrovia a Monselice. Da alcuni minuti il convoglio
sta lentamente arretrando.
Dal blocco dei
disobbedienti, Luca Casarini, portavoce del movimento,
ha lanciato un appello alla "unità di crisi" formata dal comitato
nazionale unitario Fermiamo la Guerra, che ha realizzato la
mobilitazione dei tre milioni a Roma il 15 febbraio, nell'ambito della
giornata mondiale contro la guerra indetta dal Foro Sociale Europeo e
dai movimenti riuniti nell'ultimo Forum di Porto Alegre: "Chiediamo a
tutte le forze del movimento pacifista, a tutte le singolarità della
moltitudine mobilitatasi sabato scorso in tutto il mondo e che
costituisce oggi la sfera pubblica globale contrapposta ai poteri
privati promotori della guerra, di unirsi a noi per fermare la
macchina di guerra, che è già in moto. Il governo italiano sta
dando
prove concrete del suo contributo all'accelerazione della dinamica
bellica: non bastava il duetto di Berlusconi con il signor Blair, la
rete ferroviaria italiana è già stata posta al servizio dei signori
della morte e si pretende di far giungere a Camp Darby un vero e
proprio arsenale per la grande armata pronta all'invasione ed alla
devastazione dell'Iraq.
"Noi disobbedienti
- prosegue Casarini - abbiamo voluto oggi,
unitariamente con le altre forze di pace mobilitatesi in Veneto,
trasformare una giornata nera per l'Italia in una giornata di trionfo
della ragione sulla guerra. Pensiamo che per bloccare la macchina
militare non basti l'enunciazione o la testimonianza simbolica: per
questo siamo sui binari di Monselice, per questo stiamo realmente
bloccando il primo treno della morte diretto alla maggiore delle basi
di scalo in Italia dell'operazione bellica voluta da Bush, Blair,
Aznar e Berlusconi. Dopo i balbettii vergognosi dell'Ulivo di fronte
alla volontà di guerra di questo governo, la nostra azione di stasera
è un segnale a tutti i milioni scesi in piazza sabato scorso:
intervenire direttamente contro la guerra si può e si deve, blocchiamo
il Paese se il Paese diventa una portaerei".
Italia, Europa, Pianeta Terra,
21 Febbraio 2003, Anno Secondo della Guerra Globale Permanente
MOVIMENTO DELLE E DEI DISOBBEDIENTI
Stop
the war!! Occupato l'aeroporto militare di Pisa
26.2.2003
- Pisa. Ore 15.30 Un gruppo di disobbedienti ha occupato l'aeroporto militare
di Pisa, nell'ambito della mobilitazione contro l'utilizzo del territorio italiano
per la guerra.
Gli attivisti si trovano sotto gli aerei Ercules e hanno steso uno striscione
con la scritta No Global war.
un altro gruppo è entrato nell'areoporto da un'altra parte.
Questo aeroporto si trova a poca distanza dalle case e con questa azione si
vuole denunciare la violazione della legalità di queste strutture che
mettono a repentaglio la sicurezza dei cittadini soprattutto in un momento in
cui il governo (sprezzante della maggioranza che vuole la pace) sta dando piena
agibilità alle forze armate americane sul nostro territorio.
Oggi è una giornata di mobilitazione nazionale contro i treni della morte
e abbiamo la dimostrazione che l'azione di disobbedienza alla guerra ha ottenuto
una grande vittoria: da ieri non partono treni dalla base di Grisignano (Vicenza).
Movimento
dei/le disobbedienti
Azioni
dirette non violente
MESSAGGIO URGENTE
Beati Costruttori di Pace
Carissimi, venerdì sono iniziate in modo spontaneo lungo la rete
ferroviaria italiana azioni di blocco dei treni di materiale militare diretti
da Vicenza - caserma Ederle a Pisa - Camp Darby, e da li' a Livorno per l'imbarco
verso la Turchia, con obiettivo finale la guerra all'Iraq.
C'erano persone di Lilliput, Beati i costruttori di pace, Disobbedienti, Movimento
Antagonista Toscano, Giovani Comunisti, Rifondazione, Arci.
I "Beati" sono impegni fin dall'inizio in queste azioni dirette nonviolente
per tentare di bloccare, o almeno ritardare, la guerra.
Don Albino Bizzotto era presente al primo blocco, a Grisignano di Zocco, venerdì
alle 17.00.
Lisa Clark ha partecipato alla riunione di coordinamento a Pisa ieri, di cui
allego una breve sintesi. La questione si sposta ora anche sul fronte marittimo.
Gli aeroportuali della Cgil di Livorno hanno gia' annunciato che si rifuteranno
di lavorare per caricare le navi di materiale bellico.
Siamo consci della gravità di questi gesti, ma in una situazione così
grave e piena di conseguenze negative per tutta l'umanità crediamo che
l'obiezione di coscienza, e le azioni di disobbedienza civile, siano legittimate,
appunto, dalla nostra coscienza e dalla consapevolezza che l'obbedienza - in
questi casi - "non è più una virtu'", come diceva don
Milani.
Crediamo comunque altrettanto importante non assolutizzare la cosa, che va vista
invece come una dette attività contro la guerra di queste settimane:
manifestazioni, digiuni, boicottaggio della Esso, attività di pressione
sulle istituzioni e sulle prefetture, esposizone della bandiera della pace....
La "strategia" che il movimento si è data è quella di
mantenere, nei limiti del possibile, la territorialità dei partecipanti
(i veneti si attiveranno in Veneto, i toscani in Toscana....)
Vi invitiamo pertantato, se interessati, ad attivarvi per una partecipazione
mettendovi in rete con le altre realtà che sul territorio stanno lavorando
su questa mobilitazione per bloccare il passaggio sui treni, e di segnalare
contemporaneamente la vostra disponibilità a Mariagrazia (salbega@interfree.it)
per avere una mappa di chi si sta muovendo come "beati" e dove.
Questa, che e' una vera e propria azione diretta nonviolenta, e' un'iniziativa
non priva di rischi per chi la mette in atto (possibilità di violenze
da parte delle forze dell'ordine nella fase di sgombero, di essere segnalati
o addirittura arrestati), quindi l'invito e' a essere ben coscienti di quello
a cui si va incontro e, soprattutto di mantere un comportamento nonviolento
durante tutto il corso di queste azioni.
A titolo di esempio vi riportiamo come e' avvenuto il blocco a cui ha partecipato
don Albino: si è seduto con la bandiera della pace sui binari e all'invito
di un militare dei carabinieri ad andarsene, ha serenamente risposto che non
poteva. "Non ce l'ho con lei - ha detto all'ufficiale - ma io non mi muovo
da qui. Dovrebbe anche lei sedersi qui con me e non permettere il passaggio
di questo treno".
L'importante e', sempre con calma e mantentendo il dialogo con le forze dell'ordine,
allungare il più possibile i tempi prima dello sgombero forzato. Quando
questo avviene, l'importante e' non opporre resistenza, ma neppure facilitare
il compito alzandosi in piedi e andandosene da soli.
Teniamoci in contatto.
Pace, forza, gioia.
22.2.2003
---------------
sintesi incontro di Pisa di domenica 23 febbraio
Valutazione positiva delle iniziative svolte, rilevandone in particolare:
. il carattere spontaneo e diffuso e la partecipazione di diverse anime del
movimento in tutta Italia
. le caratteristiche pacifiche, nonviolente e disobbedienti tese ovunque a non
alzare il livello della tensione anche per sollecitare il massimo allargamento
e partecipazione
. l'effetto contaminazione, viste la diffusa disponibilità a riprodurre
iniziative simili in tutta Italia nei prossimi giorni da parte di organizzazioni
molto diverse
- Appello per la diffusione della campagna in tutta Italia nei prossimi giorni:
. iniziative alle stazioni o lungo le linee ferroviare, il più ramificate
possibili, che continuino a segnalare il dissenso e a intralciare lo svolgimento
delle operazioni senza innalzare il livello di tensione
. iniziative di sostegno individuali e collettive alla campagna con forme e
modi differenti in tutta Italia
. costruzione di una unità tecnica a Pisa incaricata di centralizzare
e diffondere a tutti e tutte le informazioni sul passaggio dei treni e di raccogliere
le informazioni sulle iniziative a sostegno della campagna
. una manifestazione a Pisa mercoledì prossimo promossa dalle organizzazioni
toscane con appello a partecipare, con l'obiettivo di realizzare una iniziativa
di massa a sostegno della campagna (forme e modi da definire a cura degli organizzatori)
- Proposta al Comitato Fermiamo la Guerra di lanciare unitariamente la campagna
di sostegno, solidarietà e partecipazione alla iniziativa dei lavoratori
del porto di Livorno contro la partenza delle navi per la guerra.
Rete
Lilliput a Violante: non capite la non violenza
26.2.2003 - Milano. La classe politica e i mass media faticano ad accettare
le azioni non violente dei pacifisti (il blocco dei treni era una delle forme
di lotta predilette dal mahatma Gandhi). Lo sostiene, in una nota, la rete di
Lilliput, una federazione di associazioni laiche e cattoliche, tutte rigorosamente
non violente, che in questi giorni partecipano alle azioni contro i treni carichi
di armi insieme ai Disobbedienti e alla Cgil. ''Rete Lilliput -si legge- nota
l'estrema difficolta' che la cultura politica tradizionale dimostra nell'ascoltare,
nel capire e nell'uscire da una considerazione stereotipata del 'nonviolento'
e dell''azione nonviolenta'. Ilvo Diamanti su Repubblica, Piero Ostellino sul
Corriere della Sera, Luciano Violante sull'Unita', per citare solo alcuni casi,
accolgono e propongono della nonviolenza soltanto la parte 'a-violenta', tutta
inscritta nell'ordine e nella tradizione legalitaria''.
Fermiamo i trasporti della morte
COMUNICATO STAMPA
Le organizzazioni e i movimenti che hanno promosso il Forum Sociale Europeo, riuniti a Roma il 24 febbraio, hanno lanciato il seguente appello:
Come è già
spontaneamente già successo negli ultimi giorni, continuiamo a bloccare,
rallentare e intralciare i convogli della guerra che illegalmente viaggiano
nel nostro paese.
Facciamo appello affinché in tutta Italia, in modo diffuso, pacifico,
con la disobbedienza civile e la nonviolenza, valorizzando e rispettando le
tante e differenti pratiche del movimento, proseguano e si allarghino le iniziative
lungo le linee ferroviarie interessate dai treni di guerra.
Facciamo appello perché in tutte le città d'Italia si realizzino
iniziative individuali, collettive, di gruppo e di massa a sostegno della campagna
contro i treni di guerra.
Sosteniamo e rilanciamo
tutte le iniziative tese a impedire la guerra: la campagna delle bandiere, le
iniziative nelle scuole, nei luoghi di lavoro, nelle comunità, nei luoghi
di guerra (ambasciate, consolati, basi militari ecc.), la pressione sui parlamentari
e sulle istituzioni locali, la campagna di boicottaggio delle compagnie petrolifere,
l'obiezione fiscale.
Facciamo appello a tutti e tutte affinché mercoledì 26 sia una
giornata nazionale e straordinaria di mobilitazione: alle stazioni, lungo la
linea ferroviaria, ai passaggi a livello, sui binari e lungo i binari cercheremo
di bloccare, ritardare e ostacolare i treni di guerra.
Lo faremo come in questi giorni, senza mettere a repentaglio la sicurezza nostra
e degli altri, senza creare disagi alla cittadinanza, senza cedere a nessuna
provocazione, cercando di favorire la massima partecipazione e il massimo consenso.
Facciamo appello affinché si esprima ovunque la solidarietà e
il sostegno ai lavoratori dei trasporti che hanno già dichiarato e dimostrato
la loro indisponibilità ad essere utilizzati per il trasporto sulle ferrovie
e nei porti.
Chiediamo al Parlamento e ai parlamentari, alle forze politiche e sociali di
fare il massimo della pressione politica sul Governo perché receda dalla
decisione di militarizzare stazioni e ferrovie e sulle forze dell'ordine
perché non usino violenza contro persone che a mani nude testimoniano
il rispetto dell'art. 11 della Costituzione.
Ci impegniamo a proseguire e rafforzare nello spirito di condivisione e di solidarietà,
l'esperienza unitaria del Comitato Fermiamo La Guerra, che già domani
riunisce il gruppo di lavoro sulle iniziative di lotta sindacale, nei
luoghi di lavoro e sugli scioperi, che riteniamo un tavolo essenziale.
Saremo il 1 marzo a Londra al Coordinamento Europeo e Mondiale contro la guerra,
che lancerà le prossime scadenze internazionali, a Ginevra per il Forum
Sociale Europeo e per le manifestazioni contro il G8 a Evian.
Diamo appuntamento ai movimenti del Forum Sociale Europeo , a tutti coloro che
si oppongono alla guerra sociale, economica e militare, al neoliberismo e al
razzismo per incontrarsi a Livorno in una Assemblea Nazionale l'1 e il 2 marzo,
per definire l'agenda di lavoro dei prossimi mesi e per rilanciare il nostro
patto comune.
Sosteniamo l'8 marzo contro la guerra promosso dalle organizzazioni e reti delle
donne e invitiamo tutte e tutti a estendere le iniziative.
Continuiamo a preparare la manifestazione di Camp Darby prevista per l'8 marzo.
Le organizzazioni e i movimenti che hanno promosso il Forum Sociale Europeo
24.2.2003
Trasporto
di armi sui treni? No, grazie
Guido Abbadessa, segretario generale Filt-Cgil:
I lavoratori
delle ferrovie non devono essere impiegati per trasportare armi per la guerra,
che i lavoratori dei porti non siano di supporto allazione bellicha.
I lavoratori esrcitando tutte le legittime iniziative sindacali impediranno
che nei porti italiani vi sia il sostegno strategico per unazione di guerra
che è illegittima.
Pertanto le navi commerciali adibite a trasporto di mezzi e di merci che possano
essere utilizzati nella guerra in Iraq saranno boicottate dai lavoratori che
rifiuteranno attraverso lo sciopero si effettuare operazioni di sbarco e imbarco.
22.2.2003
Treni
della morte: i ferrovieri pugliesi non vogliono essere complici
24.2.2003 - Bari.
Anche in Puglia i ferrovieri della Cgil si stanno mobilitando in vista di un
eventuale arrivo di convogli carichi di armi utilizzabili per una possibile
guerra in Iraq. In Puglia ci sono forze Nato a Brindisi, Gioia del Colle e Amendola
mentre a Taranto c'e' il piu' importante scalo marittimo militare del Mezzogiorno.
"Laddove dovessero essere utilizzate infrastrutture di trasporto in Puglia,
dalle ferrovie ai porti - dichiara il segretario generale della Filt/Cgil pugliese
Pasquale Gammarota - inviteremo tutti i nostri iscritti ad aderire alla protesta
che prevede di non prestarsi a movimentazione di materiale bellico. Noi - ha
aggiunto Gammarota - ci auguriamo che cio' non avvenga ma, laddove avvenisse,
inviteremo tutti i lavoratori dei trasporti a non essere complici di questa
guerra".
"Abbiamo ritenuto inopportuno che da parte del Governo si desse un assenso
all'utilizzo delle infrastrutture sul nostro territorio, poiche' e' un'azione
di preparazione di una guerra. Ma, a parte il giudizio politico, diciamo anche
che diamo piena solidarieta' ai ferrovieri che in questi giorni stanno protestando
e non si stanno prestando ad essere conmplici di questa guerra assurda non aderendo
alla movimentazione di materiale bellico".
22.2.2003 - "Chiediamo che il Governo blocchi subito questi treni di guerra, altrimenti rischieremmo di rimpiangere il Craxi di Sigonella che seppe dire anche dei 'no' al Governo statunitense". Lo chiede, in un comunicato, il presidente dei Verdi Alfonso Pecoraro. "I Verdi - dice - sostengono le azioni non-violente che in queste ore si stanno svolgendo nelle stazioni ferroviarie a difesa della sovranità nazionale". Secondo Pecoraro Scanio, "autorizzare il transito dei convogli che trasportano armi significa partecipare ai preparativi bellici, in palese contrasto con quanto dichiarato sino ad oggi dal Governo alle Camere". "Consideriamo legittima - conclude - l'obiezione di coscienza di una parte dei ferrovieri e auspichiamo che le forze dell'ordine garantiscano il diritto di manifestare in modo pacifico contro questa violenta ferita alla sovranità nazionale".
Le
azioni di disobbedienza nei confronti dei treni che trasportano armi Usa continueranno
24.2.2003 - "Esponenti autorevoli del centrodestra stanno scatenando una campagna di intimidazioni contro azioni di protesta del tutto legittime, perche' contestano occupazioni pericolose ed incostituzionali di binari e strade da parte di strumenti di morte", dice Giovanni Russo Spena, vicepresidente del gruppo di Rifondazione Comunista alla Camera, che aggiunge: "Le azioni di disobbedienza continueranno in nome della Costituzione. Si saldera' un fronte ampio con ferrovieri e portuali, che partecipano attivamente, per tradizione e convinzione, alla protesta costituzionale. Incostituzionale e' l'atteggiamento del governo che ha fatto delle citta', delle ferrovie, dei porti, la retrovia della guerra preventiva. Invece di intimidire - conclude Russo Spena - il governo venga a discuterne in Parlamento, costretto al silenzio, al mutismo." Il verde Mauro Bulgarelli replica al governo e al ministero dell'Interno che hanno annunciato la mano pesante contro i pacifisti che in questi giorni stanno cercando di bloccare i convogli militari diretti alla base Usa di Camp Darby. "Ad essere illegale - sostiene - e' questo governo, che ha fatto carta straccia dell'art. 11 della Costituzione e ha concesso infrastrutture civili per usi militari. Non e' illegale bloccare i treni della morte, le navi o gli aerei che partiranno dal nostro paese per seminare distruzione tra la popolazione civile irachena; non e' illegale esporre le bandiere della pace; non e' illegale la disobbedienza civile e sociale per fermare una guerra criminale che nessuno al mondo vuole".
Bloccare i treni della morte
Sono previsti nelle
prossime ore ben 26 treni carichi di morte, di armi, dirette alla base di Camp
Darby.
Oggi si sono registrati blocchi ferroviari tesi ad impedire ostacolare rallentare
il transito mortale.
Lo abbiamo proposto, convocato, scritto e detto in tutte le salse: impediremo
che si trasformi la toscana in zona di guerra, i carichi di armi vanno bloccati!
Invitiamo a discutere nei luoghi di lavoro, nelle scuole, nelle riunioni e nelle
assemblee delle varie situazioni di movimento, invitiamo a convocare momenti
pubblici di informazione generale sulla scadenza che riteniamo essenziale dell'8
marzo.
Costruiamo dapertutto questa mobilitazione, ovunque in ogni sito, in ogni dove
facciamo girare il seguente comunicato, dibattiamolo, discutiamone ovunque:
LA TOSCANA NON E ZONA DI GUERRA
RIPORTIAMO LIMPONENTE MOBILITAZIONE DEL 15 FEBBRAIO DAVANTI ALLE BASI
USA E NATO
8 MARZO MANIFESTAZIONE A CAMP DARBY
Abbiamo da tempo lanciato la proposta di manifestare a Camp Darby senza aspettare
che la guerra sia iniziata. Le straordinarie manifestazioni del 15 febbraio
rendono possibili la convergenza dellintero movimento sulle due indicazioni
che da tempo diamo: manifestare davanti alle basi ed organizzare lo sciopero
generale in caso di guerra. La data dell8 marzo, festa della donna, è
loccasione per rilanciare lopposizione alla guerra e la presenza
antagonista a Camp Darby.
Manifestammo (Cobas e sinistra antagonista, mentre tutte le altre forze si sottrassero) con successo il 6 novembre 2002 a Camp Darby, in occasione dellapertura dellEuropean Social Forum.
"Camp Darby è il più grande arsenale USA all'estero". Questa la verità rilanciata dal Corriere della Sera, e ripresa dagli altri organi d'informazione. Da anni il movimento contro la guerra indica la centralità di Camp Darby nei nuovi scenari bellici determinati dalla fine della "guerra fredda" e dallo sviluppo della guerra permanente nell'area mediterranea; da anni ripetiamo che la militarizzazione dei territori comporta la loro sottrazione al legittimo uso civile e la messa a repentaglio della popolazione costretta suo malgrado a convivere con bunker ed esplosivi; da anni sottolineiamo i due "peccati originali" della base USA - la concessione illegale mai ratificata dal Parlamento e la non conoscenza (come le trame golpiste che hanno insanguinato lItalia negli anni sessanta e settanta) di cosa effettivamente nascondano filo spinato e pattuglie dei carabinieri.
Oggi la stampa nazionale e internazionale oggi conferma - che la pineta tra Pisa e Livorno è centrale nelle nuove strategie guerrafondaie USA. Da qui sono partite e torneranno a partire - le armi, gli esplosivi, i mezzi che portano la guerra nel Mediterraneo, che massacrano interi popoli per garantire il controllo petrolifero ad un'industria occidentale sempre più in crisi. E questo inevitabilmente comporta - ed è assurdo stupirsene - militarizzazione del territorio, impatto ambientale negativo, pericolosità per la popolazione civile.
NIENTE SANGUE PER IL PETROLIO NO BLOOD FOR OIL
IN MOVIMENTO- CONTRO LA GUERRA PREVENTIVA PERMANENTE ED INFINITA
LA GUERRA E PER IL CONTROLLO DEL PETROLIO, SI SPESERA CON IL PETROLIO
IRAKENO.
LITALIA (Berlusconi e Martino) ha già concesso luso delle basi, anche se continuano a ripetere che il Parlamento voterà, e delle infrastrutture (porti, ferrovie, strade ).
Nel Centrosinistra la maggioranza DS, la Margherita e altri petali sono daccordo con la guerra se votata dallONU.
Gli USA hanno chiesto alla Regione Toscana di poter ampliare la base, una vera provocazione, e la Regione pare in procinto di approvare questa scelta alla faccia delle dichiarazioni pacifiste e no global di Martini!
GIOVEDI 27 FEBBRAIO ORE 17 PRESIDIO ALLA PRESIDENZA DELLA REGIONE TOSCANA
VIA CAVOUR 18
MOVIMENTO ANTAGONISTA TOSCANO