Dopo il voto della UE si pensa di annullare il voto del Parlamento?

18.2.2003 - Roma. "Dopo le decisioni del vertice europeo di ieri mi pare inopportuno un voto parlamentare". Lo afferma Clemente Mastella parlando con i giornalisti a Montecitorio. "Qualora pero' - prosegue il leader dell'Udeur - dovesse esserci un voto, mi pare che non si possa andare in contrasto con quanto deciso in maniera unanime, da Prodi e Blair, Chirac e Schroeder, con l'aggiunta del Verde Fischer. Chiunque ipotizza cose diverse - avverte Mastella - mette in discussione non soltanto il ruolo e il prestigio dell'Onu e delle organizzazioni internazionali, ma rischia di fare una grande cortesia a chi opera per la guerra e non per la pace.
Geniale la trovata, che mira ad isolare -facendosi forte del discutibile compromesso europeo- le posizioni di Verdi e Rifondazione Comunista che nella mozione da votare vorrebbero includere il divieto dell'utilizzo del territorio, delle basi e dei cieli italiani dall'appoggio all'alleato americano.
Il vertice straordinario dell’Unione Europea che si è concluso ieri a Bruxelles ha trovato nella frase: “La forza dovrebbe essere usata solo quale ultima risorsa”, la mediazione politica più alta possibile in rapporto alla questione Irachena. La riunione, convocata dalla presidenza greca di turno, doveva tentare di riallineare le posizioni, molto differenti tra i 15, sulle opzioni guerra o pace. Nello stesso tempo era in gioco il rapporto con gli Stati Uniti, per alcuni dei membri dell’Unione (Germania, Francia e Belgio) molto difficili in questo momento.
Gli Usa incassano il colpo -non si fa cenno alla tanto desiderata nuova risoluzione Onu-, e cantano vittoria sulla frase che parla di utilizzo della forza in caso estremo... proprio non c'è limite alla decenza.