CARACOLES
Dieci anni di lotta zapatista

Znet
27.5.2004

Di seguito l'introduzione al libro "Caracoles: Dieci anni di lotta zapatista", realizzato da Datanews in collaborazione con Znet-it. Oltre che nelle librerie, il libro è interamente disponibile online, in formato .pdf o .txt. Il dieci per cento del ricavato di questo libro sarà destinato da Datanews e da Znet-it a una Junta del Buen Gobierno zapatista.

La storia di questo libro inizia con il viaggio in Chiapas di alcuni membri italiani di ZNet, rete web di controinformazione e attivismo mediale. Attratti soprattutto dal ribaltamento della logica politica operato dall'Ezln con l'affermazione del principio del comandare obbedendo, del diritto alla revoca immediata del portavoce e, in generale, delle nuove forme di democrazia sperimentate dagli zapatisti (che tanto hanno influenzato il movimento "altromondista"), abbiamo sfruttato l'occasione offerta dalle celebrazioni nel decimo anniversario dell'insurrezione per recarci, dopo essere entrati in contatto con varie associazioni chiapaneche impegnate nel campo dei diritti indigeni, in una comunità zapatista in qualità di osservatori internazionali.

Un doppio anniversario, per la verità: dieci anni da quel fatidico primo gennaio 1994 quando lo sconosciuto Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale occupò in armi sette città del Chiapas, e venti anni dalla formazione dello stesso esercito, avvenuta il 17 novembre 1983. Per ricordare i due anniversari, ma anche per evidenziare come alla lotta armata si sia sostituita la lotta civile sia dell'Ezln sia, soprattutto, delle comunità indigene, le celebrazioni sono state chiamate "20 e 10 il fuoco e la parola", ad indicare il passaggio dal tempo della guerra al tempo della parola. A sottolinearlo, nei caracoles stupiva la completa assenza fisica dell'Ezln, che lasciava spazio ai membri delle comunità, unici protagonisti delle celebrazioni. Nei giorni trascorsi a "non far nulla" negli spazi a noi destinati, non abbiamo visto in azione l'Ezln né sperimentato il controllo capillare del territorio che questo mantiene, né ascoltato i racconti onirici, appassionati e romantici del sup. Abbiamo invece visto donne scalze affaccendarsi intorno al fuoco, con i figli legati sulle spalle o in stato di gravidanza. Abbiamo viaggiato per ore su mulattiere dissestate, che di strada hanno solo il nome. Li abbiamo visti ripulire, dalla folta vegetazione della giungla, poche are di terra da mettere a coltivazione. Ma anche attuare nuove forme democratiche per la realizzazione di progetti di sviluppo sui temi comuni della sanità, dell'istruzione e della giustizia. Progetti il cui consenso si va lentamente estendendo, pur tra mille difficoltà, ripensamenti e ostacoli governativi, al di fuori delle comunità zapatiste stesse. Tuttavia, il contatto diretto con i membri delle comunità è stato spesso debole. Le poche persone incontrate sono estremamente riservate, diffidenti, molto reticenti a parlare, soprattutto se l'argomento è lo zapatismo. Come potrebbe essere altrimenti? Chi gli assicura che la permanenza degli osservatori abbia il solo scopo di tenere un po' lontani i militari, da cui anche noi siamo stati fermati e perquisiti? Sono delle elementari norme di sicurezza che hanno dovuto adottare, come il ritiro dei passaporti all'ingresso di una comunità. La guerra a bassa intensità ha provocato centinaia di vittime civili.

Rientrati in Italia, ci siamo ritrovati con il desiderio di approfondire la conoscenza di una realtà che abbiamo conosciuto soltanto sfiorandola in superficie. Tra i tanti progetti di ZNet, da sempre fortemente impegnata sui temi dei diritti umani e della giustizia sociale, uno è la traduzione di materiali da importanti fonti di informazione alternativa internazionali. La nostra attenzione si è focalizzata allora sulla questione indigena e sui diritti rivendicati dai popoli indios, pur mantenendo sullo sfondo il nuovo processo democratico zapatista. A tale scopo abbiamo recuperato e tradotto articoli di autori e fonti locali, spesso non conosciuti in Italia. L'adesione a questa iniziativa, che nello spirito di ZNet.it è stata portata avanti con modalità partecipative estese a tutti i membri, è cresciuta a tal punto da convincerci a realizzare una sorta di "speciale", una sezione riservata allo zapatismo, scorporandola dall'osservatorio latino-americano.

Da quello "speciale" nasce l'idea di questo libro, propostoci dall'editore Datanews, e i cui proventi dei diritti di traduzione saranno tutti destinati direttamente a una junta del buen gobierno. La raccolta degli articoli qui presentati si divide in due parti. Nella prima abbiamo dato spazio alla voce indigena della lotta civile dei popoli zapatisti. Grazie alla scelta delle fonti, tutte messicane, viene tracciato un quadro della situazione indigena reale, delle loro rivendicazioni e necessità, dei progressi fatti in questi anni verso forme istituzionali alternative e dell'importanza dello zapatismo nell'ambito dei movimenti indigeni latino-americani. Parallelamente, anche gli autori scelti, nonostante la loro scarsa notorietà, hanno la caratteristica di essere tutti osservatori ravvicinati dello zapatismo. In tal modo si fornisce una prospettiva che è rimasta decisamente in ombra rispetto all'impatto mediatico un po' "glamour" che lo zapatismo ha avuto in Europa. Nella seconda parte abbiamo raccolto le analisi e le interpretazioni internazionali del movimento zapatista che, ci è sembrato, cogliessero con lucidità critica vari aspetti dell'ampio dibattito che lo zapatismo è stato in grado di generare in tutto il mondo, sia intorno alla lotta contro il neoliberismo sia intorno a una visione più partecipata del processo democratico. La nostra antologia si chiude con una dettagliata cronologia delle principali lotte sociali che hanno scosso il Messico dal 1 gennaio del 1994 e che direttamente o indirettamente hanno preso spunto dalle rivendicazioni degli indigeni chiapanechi, a ulteriore riprova del fatto che lo zapatismo ha avuto e continua ad avere il potere di ispirare coloro che lottano contro tutte le forme di ingiustizia sociale.

27.5.2004

Il libro contiene scritti e interventi di: Comando Ezln, Municipio autonomo Ricardo Flores Magón, Comandante Esther, J. Elorriaga Berdegué, H. Bellinghausen, P. Gonzáles Casanova, C. Montemayor, A. Regino Montes, S. Rodríguez Lascano, B. Duterme, Y. Le Bot, J. Podur, J. Cason, D. Brooks, D. Pignotti, C. Albertani.