Gli alpini in guerra in Afghanistan

3.2.2003 - Bagram (Afghanistan). Quella che attende gli alpini in Afghanistan sarà "essenzialmente una missione 'combat', di combattimento". Lo ha detto - nel corso di una conferenza stampa nella base aerea di Bagram - il portavoce americano dell'operazione 'Enduring Freedom', il colonnello Roger King. Dopo tanti giri di parole dei governanti italiani (su questa partenza, lo ricordiamo fu dura la polemica in parlamento e il molti parlamentari della sinistra si schierarono finalmente apertamente contro l'invio in guerra, mascherato da missione di 'pace').
La missione tra poche settimane vedrà gli alpini italiani all'opera nell'area di Khost ai confini con il Pakistan.

Alla domanda di un giornalista se la missione degli alpini debba essere considerata di pace o attiva, King ha risposto: "pensiamo che la missione degli alpini sarà adeguata al loro addestramento, c'è un potenziale per l'azione. Non è di per sé una missione di peace keeping; la missione delle forze internazionali di Enduring Freedom in Afghanistan non è cambiata, è ancora essenzialmente di combattimento".

E King ha spiegato: "ci saranno operazioni specifiche che prevedono un intervento diretto anche per scovare e affrontare il nemico". King ha ribadito più volte che il contingente degli alpini italiano è "molto benvenuto".

E su questa vicenda il parlamentare verde Paolo Cento chiede una presa di posizione chiara di tutto l'Ulivo.
''La missione degli alpini in Afghanistan sta andando oltre il mandato e il voto parlamentare, con rischi incalcolabili per i soldati oltre che per le possibili ritorsioni nel nostro Paese''. Cento chiede che l'Ulivo presenti giovedi', in occasione dell'intervento di Berlusconi alla Camera, una mozione per dire no alla guerra contro l'Iraq e alla concessione delle basi italiane. ''Al Parlamento - dice a proposito degli alpini - e' stata nascosta la verita' sull'effettiva portata di una missione dove ai nostri soldati viene addirittura assegnato il compito di attaccare per primi. Anche per questo e' necessario che sulla questione irachena alle comunicazioni di Berlusconi segua immediatamente un voto del Parlamento a cui l'Ulivo si deve presentare con una mozione chiara e netta contro la guerra e contro l'utilizzo delle basi militari italiane per i caccia Usa''.