Gli americani minacciavano di uccidere i giornalisti indipendenti in Iraq

9.3.2003

tratto da http://www.gulufuture.com/news/kate_adie030310.htm


Secondo Katie Addie, veterana corrispondente di guerra della BBC, il Pentagono ha minacciato di colpire la strumentazione per le trasmissioni satellitare dei giornalisti indipendenti in Iraq. In un'intervista con una radio Irlandese, la Adie ha detto che, interrogato sulle conseguenze di questi attacchi potenzialmente fatali, un alto ufficiale del Pentagono ha risposto: "chi se ne frega.. sono stati avvertiti".

Secondo la Adie, che seguì la guerra del golfo 12 anni fa, l'atteggiamento del Pentagono è "totalmente ostile alla libera diffusione di informazioni".
"Sono decisamente pessimista riguardo la possibilità che ci sia una copertura decente, non appena la guerra inizia" ha detto al giornalista Tom McGurk della trasmissione "Sunday Show", su RTE1.

La Adie ha fatto queste sbalorditive rivelazioni durante una discussione sulla libertà di stampa prima che la guerra in Iraq iniziasse. Ha detto anche che il Pentagono stava esaminando i giornalisti riguardo la loro opinione sulla guerra, e intendeva impossessarsi dell'equipaggiamento satellitare dei giornalisti americani, per poter controllare l'etere."
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*Trascrizione dell'intervista*

domanda: "Ora, Katie Adie, è con noi dalla BBC a Londra. Grazie mille per lo sforzo di unirti a noi di domenica mattina. Suppongo tu stia seguendo l'inizio di questa guerra con emozioni alterne, visto che non sarai li a seguirla."

Katie Adie: "Oh, lo farò. E ciò che mi spaventa è la differenza tra oggi e 12 anni fa. Ho assistito a una completa erosione di tutti i riconoscimenti del diritto dei giornalisti di riportare ciò di cui sono testimoni."

"Gli americani... ed ho parlato col Pentagono... hanno un atteggiamento totalmente ostile alla libera circolazione di informazioni."

"Un alto ufficiale del Pentagono mi ha detto che se gli aerei sopra Bhagdad intercettassero comunicazioni satellitari, la strumentazione verrebbe bersagliata. Anche se appartenesse a giornalisti. "Chi se ne frega", ha detto..."

domanda: "Kate... scusa Kate... solo una precisazione. Scusa se ti interrompo, giusto una precisazione per gli ascoltatori. Stiamo parlando della strumentazione con cui si possono distribuire informazioni via satellite, come i telefoni."

Kate Adie: "Segnali televisivi e telefonici."

domanda: "E verrebbero bombardati?"

Kate Adie: "Si. Sarebbero 'targeted down', ha detto l'ufficiale."

domanda: "Straordinario!"

Kate Adie: "Spudorato!"

"Ha detto 'Beh lo sanno... sono stati avvertiti..."

"Questa è una minaccia alla libertà di stampa, ancora prima che inizi la guerra."

"La seconda cosa è che è stato imposto un enorme blackout delle informazioni."

"Durante l'ultima guerra del golfo ero una delle corrispondenti del pool dell'esercito inglese. La pressione "censoria" era effettivamente molto molto leggera."
"Ci dissero che tutto ciò che avrebbe potuto mettere in pericolo le vite dei militari non avrebbe dovuto essere trasmesso. Ma a parte questo, eravamo relativamente liberi."
"A differenza dei nostri colleghi americani, che lasciarono immediatamente il loro pool, dopo circa 48 ore, avendone avuto abbastanza."
"Questa volta gli americani stanno chiedendo ai giornalisti che andranno con loro che opinione hanno della guerra. E chi è scettico, non viene accettato."
"Inoltre, hanno intenzione di impossessarsi della strumentazione tecnica americana... i telefoni e i trasmettitori di cui parlavo. Per controllare l'accesso all'etere."

"E, sopra a tutto questo, è iniziato un blackout dell'informazione (che fu imposto, nell'ultima guerra, con l'inizio delle ostilità)... ordinato dal signor Dick Cheaney, che è responsabile di questo."

"Sono terribilmente pessimista per quanto riguarda la possibilità di coprire decentemente ciò che accadrà in Iraq con l'inizio della guerra. Si verrà a sapere dopo."